A COLLOQUIO CON MIGIDIO BOURIFA

                                                                                                         Continua...

 

                                                                                 Il motore ruggente della maratona italiana


a cura di Margherita Marrocco


“Tutto ha un prezzo”: qual è il prezzo che ha dovuto pagare Migidio Bourifa per diventare l'atleta e l'uomo che è?

Proprio così “Tutto ha un prezzo”! All’inizio si fanno sacrifici, rinunce, scelte dovute come lo stare diverso tempo fuori casa per gli allenamenti, non poter stare spesso con gli amici…ripensandoci dopo 20 anni, col senno di poi, ti rendi conto che alcune cose ti mancano. Sono scelte di vita e tutto non si può avere. Se non avessi fatto l’atleta magari sarei diventato un pilota, chissà! Il destino c’è lo disegniamo un po’ noi e, in tutte le cose bisogna aspettarsi il bello e il brutto.

 

Hai oltrepassato la soglia dei 40 anni; considerando che la maggior parte dei tuoi colleghi coetanei decide di fermarsi a questa età (se non ancor prima!), cosa ti spinge a non mollare?

Gli stimoli mi spingono a non mollare e a fare sempre meglio. In passato, hanno rappresentato degli stimoli l’esclusione dai Giochi Olimpici, il fatto che nel 2011 non sono riuscito ad agguantare il mio Campionato Italiano arrivando solo 3°. Ho voluto riprovarci ogni volta e con questa determinazione ho conquistato il Titolo Italiano che è arrivato nel 2012. Oggi non ho degli stimoli tanto alti che mi facciano andare ad allenarmi intensamente per dei mesi pur di raggiungere un risultato. Non ho alcuna intenzione di mollare il mondo della corsa che è la mia vita; voglio soltanto viverla in maniera più soft, per godermi a pieno la mia famiglia. 

 

"Il corridore che allena la sua mente è un corridore vincente"... è vero?

La mente, soprattutto per un maratoneta, è fondamentale. Personalmente non sono un gran talentuoso come altri maratoneti del passato, però ho una convinzione mentale molto forte. Bisogna saper soffrire e stare comunque concentrati, in particolare durante il periodo di preparazione della maratona. Noi corriamo 2 o 3 maratone in un anno; non ci sono altre possibilità per centrare il bersaglio. Io, ad esempio, ho preparato la Maratona di Carpi e ho dovuto essere necessariamente pronto per quel preciso giorno, non prima e non dopo. Occorre per questo sapersi conoscere, utilizzando la mente sia in allenamento che in gara. Per raggiungere lo stato ideale di forma mentale sono necessari tempo ed esperienza maturata negli anni…correndo, allenandosi, facendo gare, commettendo errori..

 

Per uno sportivo e un atleta è una bella soddisfazione essere scelti come Running Specialist…

Lavoro per l’azienda X-Bionic, un innovativo marchio di abbigliamento, che produce materiale tecnico di alta gamma. Collaboro con loro nello sviluppo del prodotto, sviluppando e testando i capi. Ho una particolare sensibilità sui prodotti; riesco a capirne e apprezzarne le tecnicità,  consigliando a chi progetta questi materiali la loro validità o meno. Affianco poi l’ufficio marketing, aiuto il redazionale…seguo un po’ tutto il mondo del Running. Felice, dunque, di essere stato scelto da questa azienda, oltre che essere testimonial.

 

Elezioni Fidal: Alfio Giomi è il nuovo Presidente della Fidal. “Negli ultimi anni si è toccato uno dei fondi più oscuri di una classe dirigenziale che ha peccato soprattutto a livello tecnico”. Cosa ne pensi?

Stiamo andando in un campo minato! Il lavoro della Fidal è stato complicato, ma io parlo del mio settore, la maratona, che è stato mal gestito perché dopo la nostra epoca, l’epoca Baldini che io ho vissuto, purtroppo oggi non abbiamo più maratoneti di buon livello. La causa? Certamente una cattiva gestione, dato che gli atleti ci sono. Si è pensato solo al presente e non si è più guardato a quello che poteva essere il futuro. Noi per anni abbiamo vinto medaglie sia individuali che a squadre, quindi, il movimento maratona andava molto bene. Finita quell’era, però, ci ritroviamo senza maratoneti, senza alcun ricambio perché non si è lavorato sul futuro.

 

L'olimpionico Stefano Baldini ha ormai “appeso le scarpe al chiodo”; il suo ritiro è stato il    chiaro segnale che all'atletica italiana continuano a mancare i ricambi nella maratona. Perché questa situazione?

Non c’è un ricambio e sono dispiaciuto per il movimento. Si è posta sempre poca attenzione alla crescita dei ragazzini per portarli poi avanti a un buon livello tecnico. Quando avevo intorno ai 25-30 anni, eravamo affiancati da campioni, come Panetta, Bordin; noi vivevamo questi grandi atleti, avevamo la possibilità di allenarci e confrontarci con loro, crescendo e imparando giorno per giorno. Purtroppo, oggi non c’è questo coinvolgimento di gruppo con i giovani che hanno bisogno di relazionarsi con i tecnici. Negli ultimi anni è mancato tutto questo. Le problematiche ci sono: mancanza di fondi, mancanza o inaccessibilità degli impianti…ma se vogliamo rilanciare l’Atletica dobbiamo ripartire dalla base, dando un’occhiata anche agli altri Stati. Un esempio? Gli Stati Uniti non hanno mai avuto maratoneti mezzofondisti fortissimi, ora invece hanno dei campioni che vincono medaglie: bisogna chiedersi perché. Ci sono altri Stati che si stanno avvicinando: la Spagna ha subito una grave crisi nel mezzofondo, ma adesso si sono riproposti con nomi nuovi, ragazzi giovani che stanno correndo forte. Hanno sostanzialmente una metodologia differente dalla nostra; anche noi dobbiamo cambiare e cercare di guardare gli altri Paesi come si sviluppano. Noi siamo rimasti fermi. Bisogna, invece, evolversi e soprattutto avere la volontà, anche quella politica.

 

Scenario tutto italiano: situazione critica nello Sport, nell’Atletica e nel Lavoro. In continua crescita il numero dei disoccupati e sempre più allarmante l’attuale mercato del lavoro…quasi inesistente! Ti senti un privilegiato?

Assolutamente sì, io mi ritengo molto fortunato, ma sono anche consapevole di essere una persona che si dà anche da fare. Diversamente da tutti gli altri atleti che sono tesserati per Centri Sportivi Militari (e che una volta smesso di fare l’atleta hanno il posto assicurato), nel mio caso specifico ho dovuto io mollare il mio lavoro per fare l’atleta a tempo pieno, con tutti i rischi. Ho avuto un percorso più difficile, più duro, ma forse più soddisfacente a livello personale. Adesso che mi sono nuovamente inserito nel mondo del lavoro, oltretutto in un settore vicino allo Sport, per me è stata una grande soddisfazione. Fortunato sì, ma anche bravo nel muovermi, nell’agire, nel rimboccarmi le maniche. E’ questo un momento di profonda crisi: chi ha un lavoro oggi è fortunato e se lo deve tenere. Speriamo che anche questo passi velocemente: si ha bisogno di un nuovo sbocco economico. In simili contesti, a rimetterci è proprio lo Sport: le aziende non investono più e i primi tagli avvengono proprio lì.

 

Anche tua moglie è un’atleta: doppiamente fortunato! Hai accanto una donna che può comprendere al meglio il tuo percorso da sportivo, con le relative soddisfazioni e i conseguenti sacrifici. Più sfide o scontri con lei?

Sono stato fortunato anche in questo: ho conosciuto Silvia, maestra d’asilo e sportiva legata al mondo della corsa a livello amatoriale. Da qualche anno ha smesso di correre per dedicarsi principalmente alla famiglia, ma riprenderà quanto prima ed io la spronerò a farlo. Avere lei accanto è una grande conquista, oltre che una continua sfida per creare nuovi stimoli, necessari nello sport quanto nei rapporti di coppia e nella vita in genere. Avere l’appoggio della propria compagna e dei familiari è di grande importanza: qualora non ci fosse la tranquillità e il sostegno delle persone care, difficilmente l’atleta riuscirebbe a trovare un’adeguata concentrazione per affrontare una gara. 

 

Il 12 dicembre 2012: un prestigioso traguardo! Quali emozioni?

La nascita della piccola Gaia è un’enorme soddisfazione e, probabilmente, nessuno può capirlo meglio di una mamma. Lei è la seconda bimba; ho già Martina di 2 anni. Avere Gaia vuol dire completare la famiglia; due bambine che crescono insieme, si aiuteranno, si confronteranno. Ho creato una famiglia vera e propria. Un lavoro impegnativo ma inspiegabilmente avvolgente ed emozionante.

 

“Un obiettivo è un sogno con una scadenza”: qual è il tuo?

Avendo deciso di mollare il mondo dell’Atletica ad alto livello, mi attende ora il  mondo del lavoro: un’altra sfida. Sono entusiasta di intraprendere questo differente percorso perché sono continuamente alla ricerca di nuovi stimoli; la monotonia, infatti, appiattisce ogni cosa, nel lavoro, nello sport, in famiglia e nel rapporto di coppia. E poi, mai dare nulla per scontato: non è facile ma è necessario avere sempre gli stimoli alti in tutto.

 

Chiudiamo ringraziandoti per la piacevole chiacchierata e per averci dato la possibilità di vedere oltre l’atleta Migidio Bourifa, una splendida persona.

Spero vivamente di aver lasciato un piccolo segno, che qualcuno un giorno si ricordi di quello che ho fatto, e che abbiate compreso la persona che sono: semplicità ed umiltà mi appartengono. Cambieranno i miei ritmi, avrò altre priorità, ma altri traguardi mi attendono. E ricordate: “non mollare mai e cercare di essere sempre positivi”.

Grazie a Voi.

      Scheda tecnica E’ nato a Casablanca (Marocco) il 31.01.1969, 1.71x55kg Società: Atletica Valle Brembana Presenze in nazionale: 9   Personal best 5.000m:13'51"79 10.000m: 29'27"20 20km: 59'37" Half Marathon: 1h02'35" Marathon: 2h09'07"   Per ogni dettaglio sui risultati conseguiti dall'atleta Migidio Bourifa, cliccare sul link del sito Fidal.
comments powered by Disqus
Pubblica con noi

Calendario e classifiche

APRILE
LunMarMerGioVenSabDom
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
Pista Strada Montagna Lanci Marcia Campestre Trail
Inserisci il tuo evento