Atletica

Storia dell'Atletica Leggera: partendo dall'Antica Grecia

L'Atletica Leggera è un insieme di discipline sportive che possono essere sommariamente suddivise in: CORSE, CONCORSI (LANCI E SALTI), CORSA SU STRADA, MARCIA E CORSA CAMPESTRE.

L'etimologia della parola atletica deriva dal latino athlētica (sottinteso artem 'tecnica') da athlēta che a sua volta deriva dal greco athletès dal termine athlos 'lotta'

Gli eventi di Atletica Leggera vengono solitamente organizzati attorno a una pista ad anello della lunghezza di 400 metri, sulla quale si svolgono le gare di corsa. Le gare di lanci e salti, invece, si svolgono sul campo racchiuso dalla pista.

Molte delle discipline dell'Atletica Leggera hanno origini antiche, e si tenevano in forma competitiva già nell'Antica Grecia.

L'Atletica Leggera venne inserita nei Giochi Olimpici fin dall'edizione del 1896, e da allora fa parte del programma olimpico.

Il corpo di governo internazionale dell'Atletica Leggera, la IAAF (International Association of Athletics Federations), è stato fondato nel 1912.

La IAAF organizza i Campionati del Mondo di Atletica Leggera, con scadenza biennale.

La prima edizione si è svolta nel 1983 ad Helsinki.

In Italia, l'attività dell'Atletica Leggera è regolata dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera (FIDAL).

Attualmente, l'Atletica Leggera è una delle discipline principali nelle Olimpiadi.

La storia dell'Atletica Leggera è certamente legata all'evoluzione della civiltà umana. Le gesta agonistiche che oggi assumono un vero e proprio valore sportivo, nascono e sono l'evoluzione stessa di quei movimenti e di quei comuni gesti che, in passato, i primi esemplari di homo sapiens compivano per garantirsi la sopravvivenza.

Il correre per fuggire da un predatore piuttosto che lanciare un oggetto con l'intento di colpire una preda, nel corso del tempo, hanno quindi assunto un significato meno concreto ma più simbolico.

Fin dalle prime origini della sua storia, l'uomo ha avuto modo di sfruttare e sviluppare certe capacità fisiche, come quelle di correre, saltare e lanciare oggetti. Si può affermare così che l'atletica abbia origini antichissime tanto da essere denominata, non a caso, la Regina degli Sport.

Pur essendoci dei documenti riguardanti attività sportive riconducibili all'Atletica Leggera sia in Egitto, la terra dei Faraoni, che nell'antica Roma, nell'Etruria e in Irlanda (dove le competizioni traevano origine da contenuti religiosi o celebrativi), è la Grecia che ha avuto un ruolo essenziale e determinante, dando una vera e propria dignità stilistica ed intellettuale ai Giochi e all'attività atletica.

E' appunto in terra ellenica che, in una data non ben definita (1222 a.C., 1000 a.C. O 884 a.C.), nascono le “Olimpiadi”. Il primo grande atleta di cui si hanno notizie certe fu Corebo di Elea, di professione cuoco, incontrastato dominatore delle gari veloci, che nel 776 a.C. fu primo alle soglie di pietra di Olimpia dopo 192 metri di gara (distanza tradizionale che corrispondeva all'incirca alla lunghezza della pista originaria ed era denominata stadion).

E' nei poemi Omerici, nella statuaria ellenica e nella pittura vascolare che viene testimoniata la passione che gli antichi Greci nutrivano nei confronti di questo Sport.

Nel Canto XXIII° dell'Iliade vengono narrate prove fisiche e tecniche che sono molto simili alle gare dell'Atletica moderna: la corsa a piedi, piuttosto che il lancio del disco o del giavellotto, fino ad una prova di salto che, secondo alcuni studiosi, potrebbe essere una primordiale pratica di salto in lungo.

«Pose, ciò fatto, i premii alla pedestre corsa: al primo un cratere ampio di argento, messo a rilievi, contenea sei metri, né al mondo si vedeva vaso più bello» (Iliade, Canto XXIII°).

Sempre dall'Antica Grecia giungono le testimonianze più importanti, anche dal punto di vista storico, che riguardano questa antica pratica sportiva.

Un interessante documento, databile nel 708 a.C., attesta che in quell'anno nei Giochi Olimpici venne introdotto il pentathlon. La specialità comprendeva le prime rudimentali prove di corsa, lotta, di salto in lungo, lancio del peso e del giavellotto.

Col passare del tempo, i Giochi Olimpici assunsero un valore sempre più simbolico e celebrativo, dando risalto alle figure degli atleti che arrivarono persino ad assumere dei ruoli di primo piano nella vita sociale e nella gerarchia delle diverse polis.

Con la conquista della Grecia da parte dei Romani tutto cambiò: l'Atletica Leggera si arrestò bruscamente dando vita ad un inesorabile declino. Nel 393 d.C. l'Imperatore Teodosio, di religione cristiana, decise di sospendere le manifestazioni olimpiche, definendole uno squallido spettacolo orgiastico ed immorale, appartenente ad un mondo pagano.


Dal Medioevo al XIX secolo

Mentre il Medioevo e il Rinascimento andavano affermandosi, seguendo il proprio iter storico, l'Atletica Leggera e le Olimpiadi rimasero avvolte nel buio.

Soltanto nel XIX secolo, grazie ad una tenue ripresa in terra inglese, l'Atletica Leggera tornò ad essere praticata.

Fu, infatti, Thomas Arnold, direttore della Rugby School, a ridare vita alle antiche competizioni.

Le prime gare, corse campestri o sulla lunga distanza, furono in grado di dare una nuova energia all'Atletica Leggera, suscitando un forte interesse da parte del pubblico.

Nel 1864 ebbe luogo una prima manifestazione ufficiale a cui parteciparono gli studenti di Oxford e Cambridge.

Solo due anni più tardi, Londra ospitò il primo Campionato Inglese di Atletica aperto ai dilettanti: iniziarono così a costituirsi numerosi club.

Prima nei paesi anglosassoni e, successivamente nel resto dell'Europa, l'Atletica cominciò ad essere praticata da un numero sempre crescente di persone.

Di notevole rilievo fu l'inserimento di alcune discipline nei programmi scolastici, che permise all'Atletica di riacquistare una propria dimensione e dignità.

Ancora una volta in Inghilterra, nel 1832, venne collaudato il primo cronometro sportivo. Questo nuovo strumento permise ai britannici di formulare le basi della giustizia sportiva, garantendo il regolare svolgimento delle varie gare.

L'11 novembre del 1868, a New York si disputò la prima manifestazione di Atletica per dilettanti.

Il programma era composto da diverse gare: il lancio del peso e del martello, la corsa, il salto con e senza slancio e numerose altre specialità.



L'Atletica Moderna

A contribuire allo sviluppo dell'Atletica, fondamentali sono stati la nascita e la strutturazione di una vera e propria regolamentazione che unificava risultati, punteggi e disciplinava in modo oggettivo le gare.

Grazie al barone francese Pierre de Coubertin, nel 1896 si tenne ad Atene la prima edizione delle Olimpiadi moderne.

In Italia, alla fine dell'Ottocento, nacque l'Unione Podistica Italiana.

Dopo alcuni tentativi, agli inizi del Novecento, di organizzare federazioni che raccogliessero i praticanti, destinati ad aumentare di numero, nel 1910 anche le gare di salto e di lancio, fino a quel momento controllate dalla Federazione Ginnastica, confluirono nella “Federazione Italiana Sports Atletici” (F.I.S.A).

La F.I.S.A., riconosciuta dal C.I.O. a partire dal 1915, nel congresso tenutosi il 21 dicembre del 1924, vide la fuoriuscita di alcune società, soprattutto liguri e piemontesi che diedero vita all'Unione Italiana Sports Atletici (U.I.S.A.).

Il 27 maggio del 1925 la federazione Italiana riacquistò la sua unità, e nel congresso tenutosi a Firenze il 12 dicembre 1926, cambiò la propria denominazione in Federazione Italiana di Atletica Leggera (F.I.D.A.L.).

Con la rinascita delle Olimpiadi, e con la strutturazione nelle varie nazioni delle differenti Federazioni appartenenti alla IAAF (International Association of Athletics Federations fondata nel 1912), l'Atletica Leggera ritornò sulla scena più splendente di prima.

Altra tappa importante fu la costituzione nel 1921 della Federation Sportive Feminine, assicurando in tal modo la partecipazione femminile alle gare, dopo secoli di esclusione dalla vita sportiva.


Il fascino dell'Atletica Leggera

Definita da sempre la Regina dello Sport, l'Atletica Leggera rappresenta un mondo affascinante, riuscendo a conquistare l'uomo sin dall'Antichità.

Ogni quattro anni, in occasione delle Olimpiadi, gli appassionati di tutto il mondo si moltiplicano, scoprendo i nuovi talenti dell'Atletica.

Si è alla continua ricerca di grandi personalità, dotate oltre che di capacità e tecniche atletiche, anche di determinazione e desiderio di spingersi al di là dei “limiti” della macchina umana.

Come non ricordare le gesta eroiche di atleti, quali: Carl Lewis, Pietro Mennea o Sara Simeoni.

I primati costituiscono una delle prove più eclatanti dell'evoluzione della specie, che supera costantemente se stessa.

Il fascino dell'Atletica è racchiuso in questo recinto: il confronto diretto con l'avversario, il paragone continuo con il passato.

Per ottenere risultati importanti occorrono qualità fisiche e allenamento durissimo; contrariamente a molti giochi di squadra, così come nel calcio, non occorre necessariamente il talento.

Nella preparazione è indispensabile una grande disciplina. Per aggiungere un centimetro al proprio record personale nel salto in alto si ha bisogno di mesi di allenamento, un'alimentazione adeguata, i carichi giusti di fatica, la concentrazione e la determinazione.

Nei club di Atletica si fa una sorta di vita militare: i centri sportivi militari costituiscono, dunque, un esempio da seguire.

Nel 1964 il Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri ha istituito ufficialmente, presso il 5° Battaglione “Emilia Romagna” di Bologna, la sezione Sportiva di Atletica Leggera, affiliandola alla FIDAL. Per un periodo di circa dieci anni (dal 1976 al 1985) gli atleti Carabinieri sono stati assenti dai Campionati Societari su pista, dagli indoor e dalle prove di staffetta. Nel 1973 gli atleti della Sezione stabilirono un record entrato nel Guinness dei primati: organizzarono una staffetta anomala 24x1h, percorrendo in un giorno 424 chilometri e 600 metri.


Il segreto del grande atleta

Il vero segreto sta nell'anima, nella capacità di realizzarsi nella fatica, nell'intelligenza di non dimenticare mai che solo con il lavoro e la serietà professionale si costruiscono le grandi imprese e si raggiungono i migliori risultati.

Con uno sforzo mirato, i risultati non si faranno attendere, traducendosi in una versione dell'atleta più ricca, più esperta, più interessante e più preparata.

Tutto questo significa avere risorse quasi illimitate per attirare consensi, conquistare vittorie, allargare il proprio raggio d'azione e non annoiarsi mai, spingendosi sempre oltre quello che potrebbe essere un eventuale “limite”.

L'Atleta per eccellenza è colui che non si ferma davanti al primo ostacolo o al primo trionfo, ma affronta giorno per giorno la reale sfida contro se stesso, mettendosi in discussione al fine di migliorare proprio se stesso.

 

«Non basta parlare di pace. Uno ci deve credere. E non basta crederci. Uno ci deve lavorare».

Eleanor Roosevelt (1884 – 1962), First Lady statunitense, femminista e attivista per i diritti civili.

 

 

 

 

 

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