ATLETICA & BUROCRAZIA: Dimmi da dove vieni e … vediamo se puoi partecipare!

  • Italia

a cura di Margherita Marrocco

 

Prosegue il nostro viaggio nel mondo dell’Atletica Leggera: oggi prenderà il via una nuova rubrica del portale www.atleticaleggera.org, una rubrica che tratterà della Burocrazia in ambito atletico, toccando argomenti di Diritto Sportivo, Legislazione, Sanità.   

Si è deciso di avviare tale rubrica con uno dei temi più dibattuti negli ultimi anni nel mondo dello Sport, in particolare dell’Atletica Leggera.   

La frase iniziale “Dimmi da dove vieni e … vediamo se puoi partecipare!” sembrerebbe una provocazione, in realtà racchiude una problematica che ogni extracomunitario è ‘costretto’ a vivere se intenzionato a praticare l’Atletica in Italia.   

Un mucchio di scartoffie, attese molto lunghe con il rischio tra l’altro che sia stata raggiunta la quota massima annuale stabilita dai federali per ‘tutelare’ i talenti dell’Atletica italiana.   

Sono forse pochi gli stranieri presenti in Italia? Siamo diventati un Paese multietnico: basti dare un’occhiata nelle strade, ai semafori, negli ospedali, nei cantieri, nelle fabbriche, nelle pizzerie, nella case dei tanti anziani bisognosi. Diverse razze, diversi popoli, in una parola sola ‘stranieri’, con o senza permesso di soggiorno, con o senza residenza, con o senza fissa dimora, con o senza famiglia; tra questi anche coloro che desiderano praticare lo Sport, probabilmente guardando all’Atletica come il più semplice modo di affermazione sociale … che poi tanto semplice non è! Provate a fare una ricerca su internet digitando “Come fare entrare in Italia un atleta straniero” … un iter lungo e tortuoso da subito e, solo attraverso la lettura! Un percorso (magari anche un corso non guasterebbe!) regolamentato da circolari del Ministero dell’Interno e del C.O.N.I.!   

Un cittadino straniero senza permesso di soggiorno (sarebbero oltre un milione in Italia) e senza residenza nel nostro Paese non può ad esempio correre, se per correre si vuol significare ottenere la tessera Fidal, il documento formale del Coni per partecipare ad una gara, avere garanzie assicurative in caso di infortuni e/o incidenti ed entrare in un impianto sportivo.   

Lo schema sostanzialmente è il seguente: la Federazione Italiana di Atletica Leggera mette in atto la normativa del Coni, normativa imposta dalla legge Bossi-Fini, imponendo alle società che vogliano avere tesserati comunitari ed extracomunitari di presentare regolarmente (ogni anno) tutta la documentazione che attesti lo status dell’atleta.   

Una piccola ma importante nota: tra gli stranieri poi vi è chi ha in mano il permesso vero e proprio, chi invece solo ricevute postali o delle questure, in altri casi addirittura fotocopie …tanta è la confusione che anche per un atleta che potrebbe considerarsi ‘in regola’ ci sono una serie di difficoltà per produrre i documenti necessari!   

La situazione in Italia? Per ottenere la cittadinanza occorre una fase di permanenza certificata in Italia di minimo 10 anni. Alla scadenza di tale durata, la persona straniera ha il diritto di presentare la domanda; dal momento della presentazione della stessa deve necessariamente intercorrere un minimo di 24 mesi per il rilascio del documento. Nel frattempo, se il ragazzo straniero desidera praticare l’Atletica, può ‘accontentarsi’ di gareggiare nella stagione agonistica corrente ma non potrà mai essere premiato e risultare all’interno delle classifiche. L’impegno negli allenamenti potrà essere lo stesso se non addirittura superiore a quello dei coetanei di nazionalità italiana; l’unica differenza è che è nato in un altro Stato. Questo ragazzo ‘straniero’ vive, risiede, studia nel nostro Paese da diversi anni, ma … Un SISTEMA PIUTTOSTO COMPLICATO PENALIZZA LO STRANIERO che voglia fare Atletica in Italia. 

Questa sorta di ‘barriera’ nei confronti degli atleti di origine non italiana che siano europei o extracomunitari è un controsenso per quanto riguarda gli stessi principi che sono alla base dello Sport e dell’integrazione. 

Mi viene in mente il calcio: quante sono attualmente le squadre ricoperte, anche se non interamente, da atleti stranieri che, grazie al fatto di possedere un 'passaporto europeo' possono avere la possibilità di vincere il titolo ‘italiano’? Non è anche l’Atletica uno Sport alla pari del calcio (ovviamente molto diversi, ma sempre sport!)?   

Sarebbe opportuno ‘rivisitare’ la normativa vigente: sicuramente poteva andar bene prima, ma adesso che siamo immersi in una realtà multietnica andrebbe adeguata alla nuova situazione sociale.   

OPS …!!! Qualcosa sembra si stia smuovendo in tal senso … almeno per gli atleti stranieri tesserati in Italia! 

Date pure un’occhiata …  

Atleti Stranieri Tesserati in Italia - La FIDAL modifica il regolamento

Dopo l'intervento dell'Unar, modificato il regolamento della Federazione italiana di atletica leggera.     

A seguito delle osservazioni sollevate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri (Ministero delle Pari Opportunità) in merito alla partecipazione degli atleti stranieri tesserati in Italia, la Giunta Esecutiva della FIDAL, il 27 gennaio 2012, ha approvato le modifiche agli artt.7-8 delle ”Norme per l’Organizzazione delle Manifestazioni 2012”, che sono stati conseguentemente adeguati.    

Le nuove norme riguardano le corse su strada e le manifestazioni su pista outdoor ed indoor, corsa campestre, marcia e montagna, a cui partecipano anche migliaia di cittadini stranieri residenti in Italia.   

Il testo modificato .

PENSIAMOCI … Cosa si può fare CONCRETAMENTE per snellire le pratiche relative alla documentazione necessaria affinchè uno straniero in Italia possa prendere parte ‘serenamente’ ad una gara? Cosa possiamo NOI fare per andare incontro ad una burocrazia sempre più complicata ma non per questo risolutiva?   

Un saluto e un arrivederci al prossimo appuntamento con la presente rubrica.

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