ATLETICA & BUROCRAZIA: Imposte ed attività economiche delle A.S.D.

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Continua il viaggio di www.atleticaleggera.org nel mondo della gestione delle ASD ed in questo numero ci occuperemo di alcune agevolazioni fiscali previste per le associazioni sportive dilettantistiche.

 

A. S. D. : IMPOSTE ED ATTIVITA' ECONMICHE DELLE ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE?

 

Sarà capitato a molti di chiedersi: “ma se avviassi un’ASD, dovrei pagare delle tasse? E se si, quali?”. La risposta alla prima domanda è ovviamente affermativa, ma grazie alla seconda domanda scopriremo come esistono regimi di fiscalità di vantaggio e tutela appositamente studiati per queste entità giuridiche.

Primo caposaldo per l’ottenimento di tali vantaggi è la stila dello statuto in osservanza alle normative CONI sui fini associativi e sportivi della società, conseguentemente il riconoscimento della personalità giuridica, la conformità alle norme di legge di regolamenti e statuto ed infine la rispondenza tra le finalità statutarie fissate e la reale attività svolta.

Le ASD sono in pratica assoggettate ad “enti non commerciali” (se in linea con le linee guida sopra enunciate), quindi esenti per gran parte delle proprie attività economiche dal pagamento tributi; approfittiamo della tabella del Dott.Giorgio De Lucchi, pubblicata su “La guida” UISP 2011 per identificare le voci di assoggettabilità tributaria del bilancio associativo:

Esistono invece altre voci che, per quanto di natura oggettivamente commerciale, rientrano invece in regimi di agevolazione che prevedono il versamento della sola IVA e non dell’IRES.

Di recente una circolare dell’Agenzia delle Entrate ha stabilito che le ASD non rischiano di perdere il proprio status di enti non commerciali a seguito del superamento degli introiti istituzionali da parte di quelli commerciali.

Al fine di verificare l’effettiva attività svolta dalle Associazioni Sportive Dilettantistiche, dal 2010, è stato previsto un piano di controllo e verifica supplementare, al fine di monitorare l’effettivo comportamento amministrativo di tali enti, potenziando la rete dei controlli inerenti le attività economiche associative, al fine di reprimere i numerosi comportamenti illeciti o inadempienti nei confronti dell’erario.; in caso di accertamento di illecito, sarà cura delle istituzioni provvedere alla richiesta di risarcimento delle somme evase.

Altra importante notazione è la possibilità di detrazione da parte degli utenti delle prestazioni offerte dalle ASD delle quote d’iscrizione a corsi o attività organizzate per minori con età inferiore ai 18 anni, per una quota pari al 19% della cifra versata e renditocontata e con un tetto massimo di 210€. Il tutto al fine di rendere più trasparenti gli introiti delle associazioni e di stimolare i genitori ad avviare alla pratica sportiva i propri figli. Per poter fruire di tali detrazioni basterà produrre all’atto della certificazione del reddito la fattura/ricevuta rilasciata dagli organizzatori delle attività sportive riportanti i dati anagrafici societari (denominazione, sede, codice fiscale, etc…), la quota prevista, il nominativo del fruitore dell’attività, la causale di pagamento e l’attività svolta.

Ornando alla definizione di attività commerciale però è importante sottolineare come la normativa consideri tali tutte le attività di carattere economico attuate per soggetti non soci, ma anche per la cessione di beni finalizzata alla vendita, la gestione di spazi di ristorazione (mense, spacci, etc…), pubblicità, sponsorizzazioni, organizzazioni di manifestazioni a pagamento, la gestione di impianti, la fornitura di servizi ad enti terzi, viaggi, soggiorni e trasporti (di cose o persone).
Per poter attuare tutte queste attività sarà necessario munire l’ASD di Partita IVA, richiedibile presso l’Agenzia delle Entrate mediante il modello AA7/10 (in alcuni casi dovendo presentare anche copia dello statuto).

A questo punto non rimarrà che decidere il sistema contabile cui far fede, in relazione al volume di movimentazioni economiche preventivate: le quattro possibili soluzioni riguardano il regime forfetario previsto dalla legge 398/91, il regime forfetario, il regime di contabilità semplificata o il regime di contabilità ordinaria. La scelta del regime da seguire non è comunque definitiva, ma aperta ad eventuali modifiche o evoluzioni valutabili in base allo svolgimento dell’attività economica dell’ASD.

Alla valutazione delle somme tassabili e dei contributi dovuti concorrono 4 voci di reddito:

1) Fondiario (terreni e fabbricato)

2) di Capitale (interessi su investimenti finanziari o derivanti da interessi bancari/postali)

3) di Impresa (Imponibile derivante da attività commerciale)

4) Diversi (redditi residui tassati)

Per il pagamento delle spettanze tributarie le ASD aventi Partita IVA hanno l’obbligo di versamento tramite canale telematico, quelle aventi il solo Codice Fiscale, possono optare per la presentazione del modello F24 preso sportelli bancari e postali.
Ricordiamo infine che tutte le Associazioni Sportive Dilettantistiche operanti attività commerciale sono tenute alla registrazione presso il REA (Repertorio delle notizie Economiche ed Amministrative), gestito dalla Camera di Commercio mediante il modello R.

Continueremo a discutere di questi argomenti nei prossimi numeri, restando a vostra disposizione per ulteriori informazioni, per suggerimenti e richieste per i prossimi appuntamenti a info@atleticaleggera.org

 

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