ATLETICA & IMPIANTI: L'incompiuta di Giarre

  • Sicilia
  • Giarre (CT)

a cura di Carlo Cantales

Possibile che un campo da Polo sia adibito a pista di atletica? Possibile che un impianto progettato per ospitare 6000 spettatori non ne abbia mai accolto neanche uno? Possibile che nonostante siano stati spesi diversi diversi miliardi di vecchie lire per un luogo abbandonato e degradato, nessuno abbia mai trovato il modo di rimediare o fermare lo scempio?

Siamo a Giarre, cittadina siciliana in provincia di Catania, ma equamente distante da Taormina, estesa dalle coste ioniche dell'isola sino alle falde dell'Etna, nota alla cronaca italiana, oltre che per il grande patrimonio storico-artistico, per un famoso delitto degli anni '80, ma soprattutto per essere il comune con il più alto numero di opere pubbliche incompiute dello stivale.

 

Ebbene, tra le opere incompiute di questo comune italiano si annoverano anfiteatri, piscine, palestre e... l'impianto da Polo cittadino, con i suoi imponenti spalti alti oltre 25 metri ed uno sterminato spazio adiacente. Nonostante un finanziamento iniziale di oltre 5,5 miliardi di lire del maggio 1986, nel corso della realizzazione dell'opera numerosi problemi caratterizzarono l'evoluzione dei lavori, arrivando ad  interruzioni continue, culminate nel 1990 all'approvazione della variante del progetto che convertirono la struttura alla pratica del gioco del calcio e dell'atletica leggera.

Dopo altri 3 miliardi di lire impegnati (cui sono seguiti negli altri ulteriori finanziamenti), la struttura sportiva acquisì l'attuale forma... peccato che poi non sia mai stata utilizzata a pieno regime. Perchè? Beh, primo "inconveniente" riscontrato nella struttura riguardava proprio le tre mastodontiche tribune da 6000 posti a sedere complessivi ormai non più a norma di legge, in particolar modo per l'eccessiva pendenza e ristrettezza dei gradini presenti sulle stesse.

Si sarebbe potuto intervenire, tentare di rimediare all'errore, valutare ipotesi di riadattamento delle strutture, ma purtroppo non essendo mai stati completati i lavori nè, conseguentemente, consegnate all'amministrazione le chiavi della struttura a causa del fallimento delle ditte aggiudicatrici degli appalti, il Comune di Giarre non si è mai ritenuto principale responsabile di questi spazi, abbandonandoli negli anni a se stessi, nel degrado e nella dimenticanza più profonda, sino a portarli allo stato in cui attualmente versano.

Così si assiste ai vari locali posizionati sotto le tribune vandalizzati in ogni modo, privati persino dei servizi igienici inizialmente istallati, al grande piazzale destinato progettualmente a parcheggio utilizzato come deposito per le campane per la raccolta differenziata dei rifiuti, o ancora alla strada d'accesso realizzata solo di recente, rendendo inizialmente il campo accessibile esclusivamente attraverso il valico di alcuni muretti delimitatori di proprietà private!

Non appare quindi strano venire a conoscenza dello stato di fatiscenza concomitante del terreno di gioco (ormai secco e compatto, quindi senza neanche qualche ciuffo d'erba) e della pista di atletica. E dire che questa pista, solo mimimamente rattoppata negli ultimi 20 anni, era stata nei primi anni di attività la "culla" sportiva del nostro azzurro, secondo di sempre sui 400m, Claudio Licciardello, scoperto in occasione dei giochi sportivi studenteschi dal Prof. Filippo Polisano. Attualmente svolge attività su quel che resta del manto in tartan l'ASD Jonia Giarre, con oltre 60 tesserati FIDAL e tantissimi amatori e sportivi, rendendo agibile ed utilizzabile la pista, a proprie spese e con tanti sacrifici e lavoro, pur di consentire ai più o meno giovani della zona di correre, lanciare e saltare (quando possibile) e coltivare la propria passione sportiva; tra gli atleti che si allenano in loco spiccano i nomi dell'ostacolista Stefania Lucia Spitale e del duecento/quattrocentista Marco Agostino, seguiti dal Prof. Salvatore Bracci, quotidianamente abituati a vivere, assieme agli altri utenti che animano le corsie, ormai nere, ricche di crepe, al buio nelle ore serali e dal fondo duro, compatto e talvolta disconnesso.

Attualmente non si vede all'orizzionte alcuna buona notizia o speranza per questa struttura, sempre più soggetta all'incuria ed all'abbandono, ma auspiachiamo che quanto prima si possa permettere ai tanti appassionati dell'atletica leggera locale di poter contare su un impianto sportivo degno di tale nome.

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