Atletica e Psicologia: “Cosa spinge una persona a raggiungere i record?”

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A caccia di record? Desiderio di conquista del massimo? Ma cos'è poi veramente il massimo! Che cosa potrebbe spingere un essere umano a raggiungere il top? Esiste forse un limite alla straordinaria forza che ogni persona custodisce dentro di se? Siamo soliti sentir dire che non esistono confini se non quelli che creiamo noi stessi: quanto di tutto ciò può essere considerato vero! Qual'è la molla che spinge un uomo a mettersi alla prova costantemente per ottenere il risultato migliore? Diciamo anche che la forza di una persona si misura nella sua testa, nelle sue motivazioni, nella sua capacità di soffrire e resistere per raggiungere un risultato, il suo risultato!

Facendo l'esempio di un atleta, si può affermare che l'assiduo allenamento in palestra e sul campo, costituisce per lui una necessità fondamentale in vista di un determinato risultato: una necessità in un certo senso 'imposta' dalla disciplina sportiva stessa. E' proprio qui il risultato che conta e spinge l'atleta nell'esercitarsi. Un caso concreto potrebbe essere quello dell'atleta velocista italiano Pietro Mennea, olimpionico (1980) e detentore del primato mondiale dei 200 metri piani dal 1979 al 1996 (con il tempo di 19”72, attuale record europeo).Un grande atleta che ha avuto anche l'eccezionale merito di vincere un primato ritenuto impossibile per lui, a fianco dei velocisti americani. Aveva sostenuto per mesi e mesi duri e faticosi allenamenti, facendo tutto il necessario per raggiungere il meglio e dare il meglio di sé. Da qui la speranza di una possibile vittoria, proprio per aver lavorato sul necessario fino in fondo. Una strepitosa vittoria che ha dimostrato che quando si lavora con forte volontà e determinazione, anche l'impossibile diventa possibile.

Di seguito un breve articolo sull'argomento in questione realizzato dal Dott. Matteo Simone: la psicologia per capire e capirci!

a cura del Dott. Matteo Simone

Sicuramente a spingere una persona a raggiungere i record è una elevata motivazione intrinseca, cioè il piacere di fare, ma vi è anche una componente di motivazione estrinseca, cioè il piacere derivante dall’avere un riconoscimento dagli altri, le persone si interessano al recordman, si parla di lui.

Inoltre vi è l’autoefficacia che spinge una persona a fissare obiettivi sempre più difficile, cioè sapere di saper far, il riuscire in qualcosa incrementa l’autoefficacia e la persona ci crede nella riuscita delle sue imprese.

La persona anticipa mentalmente i propri successi e si convince di riuscire in quello che si prefigge e per questo si impegna al massimo utilizzando sia le risorse personali, dotazioni fisiche e mentali, sia risorse di allenatori, staff medico, psicologo eventualmente.

Lo psicologo dello sport lavora su diversi ambiti, sul goal setting, cioè contribuisce a stabilire obiettivi condivisi, raggiungibili anche se difficili.

Lavora su l’autoefficacia, cioè si chiede di fare un riesame di precedenti successi ed individuare quali risorse hanno contribuito al successo, quale talento, caratteristica.

Lavora sulla motivazione, sul piacere di fare una cosa, quindi l’impegno, l’allenamento in vista della prestazione diventa un’occasione per sperimentare benessere.

Lavora sul rilassamento pre-gara ma anche per la giusta attivazione pre-gara che dipende dalla disciplina sportiva, per esempio per una gara di 100 metri bisogna avere un’attivazione elevata mentre per il tiro con l’arco è necessaria una bassa attivazione.

Lo psicologo dello sport lavora per il benessere e la prevenzione attuando progetti per motivare le persone ad intraprendere qualche forma di attività fisica, lavorando sull'autoconsapevolezza delle persone.

Lo psicologo dello sport lavora anche per raggiungere le prestazioni di picco, la performance ottimale.

Lo psicologo dello sport lavora con visualizzazioni, chiede alla persona di immaginare il gesto sportivo da compiere in modo che l’atleta possa sperimentare anticipatamente come sarà la sua prestazione e quale parte deve migliorare.

Lo psicologo dello sport lavora con le squadre per fare un lavoro di coesione di squadra, di obiettivi condivisi.

Lo psicologo aiuta a gestire il successo e l’eventuale ansia di confermare il successo, aiuta a gestire il fine carriera, aiuta supportando l’atleta nelle sue priorità e investimenti nella vista a prevenire l’uso del doping.

Riepilogando lavora con atleti professionisti e non professionisti, utilizza tecniche di rilassamento, lavora per obiettivi, per la gestione dell’ansia e stress, per stimolare il pensiero positivo, per la promozione del benessere psico-fisico, per promuovere negli atleti abilità di mental training, rilassamento, abilità a prefiggersi delle mete, abilità nelle visualizzazioni, nella gestione dell’energia psico-fisica, nell’attenzione e concentrazione.

Dott. Matteo SIMONE
Psicologo clinico e dello sport, Psicoterapeuta gestalt ed EMDR
380-4337230 - 21163@tiscali.it
http://www.psicologiadellosport.net/eventi.htm

 

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