Chiara Bazzoni: ''semplicemente se non corro sto male!''

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di Dea Cucciniello

Alla vigilia dei Campionati italiani assoluti di Milano (26-28 luglio) e dei Mondiali di Mosca (10-18 agosto) la primatista 4X400 azzurra di Torrita di Siena si è raccontata ad AtleticaLeggera.org. Il rapporto con la vittoria, i grandi momenti, il sostegno degli affetti, il rapporto simbiotico con l’allenatrice e l’amore per il campo, dove da vent’anni ha sciolto le “gambicchie” lunghe e secche che hanno fatto da leve ad un destino importante. In bocca al lupo Chiara!

Il Campionato Europeo per Nazioni in programma il 22 e 23 giugno a Gateshead: con che animo hai vissuto questa trasferta?

La trasferta di Gateshead l’ho vissuta con un grande obiettivo da raggiungere… quello del minimo per i Mondiali di Mosca nella staffetta 4x400, che purtroppo  non è venuto in quell’occasione, ma ci siamo riuscite poi una settimana dopo ai Giochi del Mediterraneo a Mersin in Turchia!

Cosa ti porti dentro della vittoria ai Giochi Del Mediterraneo a Mersin in Turchia sia nei 400m che nella 4x400m?

Oltre alla felicità per la vittoria e per il raggiungimento del record personale, l’emozione più bella, più unica che rara, è stata sentire l’inno italiano mentre si alzava il tricolore: anche qui invece di tanti sorrisi lacrime a non finire e pelle d’oca…

Parliamo del titolo italiano assoluto indoor dei 400m ad Ancona, hai corso in 53"78. Che emozione è stata? Cosa hai pensato in quel momento?

Il titolo italiano di Ancona  credo che sia stata la gara più emozionante della mia vita… lo sognavo da tanto! E’ stata una gara combattuta quasi fino alla fine, ma quando mi sono resa conto che sarei stata io a tagliare il traguardo per prima ho alzato le braccia e iniziato a piangere… Ho tutte le foto con la “griccia”, si dice dalle mie parti… erano comunque lacrime di gioia, grande gioia!

Come guardi adesso al prosieguo della stagione agonistica, ti senti più forte, più carica? Quali obiettivi hai?

Siamo nel “clou” della stagione ci sono i campionati italiani assoluti a Milano (26-28 luglio) e i Mondiali di Mosca (10-18agosto) dove dovrei partecipare con la staffetta e forse anche nella gara individuale dei 400m.

Tra l’altro ti sei aggiudicata il primo titolo italiano assoluto della storia indoor ottenuto da un'atleta della provincia di Siena! Soddisfazione doppia? Che calore ti dà la tua terra?

Io amo la mia terra… e la apprezzo sempre di più ogni volta che vado altrove quando guardandomi intorno capisco di vivere in un vero paradiso.

Tu ti alleni a Torrita di Siena. Che realtà vivi nel tuo quotidiano? Sia per quanto concerne l’impiantistica, sia per quanto riguarda il sostegno della gente?

Io mi alleno a Torrita di Siena, questo è il 20° anno… e ho visto la pista da quasi nuova a praticamente distrutta (quando devo fare allenamenti di qualità mi reco infatti ad Orvieto dove c’è un impianto nuovo e adatto ad ogni esigenza). Purtroppo è un impianto del 1981 , logoro, ed ogni anno sempre più impraticabile, ma è il “mio” campo... e il piacere che provo ad allenarmi lì non riesco a provarlo altrove! Per quanto riguarda la gente è sempre molto gentile e carina... sempre pronti a fare complimenti e spesso ad organizzare qualche festa a sorpresa dopo qualche successo (come il record italiano o la partecipazione alle olimpiadi…). A volte mi mettono a disagio perché dicono che porto in alto il nome del mio paese!

La tua allenatrice è una donna, la professoressa Angela Fè. Che rapporto c’è tra voi? Quanto conta la complicità al femminile?

Con la mia allenatrice Angela Fè ormai c’è un rapporto simbiotico… mi allena da 20 anni… mi ha vista veramente crescere e ha avuto la grande capacità di farmi crescere come atleta nel corso degli anni. Credo che il fatto che sia una donna è stato fondamentale per riuscire a creare un rapporto più solido dove a volte basta uno sguardo per capirsi… Capita che io esegua un esercizio a piacere mio e lei mi dica che era quello che aveva in mente di farmi fare….telepatia??? No…credo più un rapporto solido, concreto e di totale fiducia.

Domanda di rito: una frase di incoraggiamento della tua allenatrice!

Cosa mi dice la mia coach per incoraggiarmi ??!!: “ Mamma mia come voli oggi “... magari in realtà sono piantata a terra... J

L’esclamazione più bella quando tagli il traguardo…

Quando taglio il traguardo più che esclamare qualcosa faccio delle espressioni che dicono tutto… ma mi è capitato di dire “Oh mio Dio”!

Facciamo un passo indietro: 1º agosto 2010, in 3'25"71 (4ª) agli Europei di Barcellona 2010 diventi primatista di ordine nazionale! Che effetto fa? Quanti sacrifici ci sono dietro?

Avere entrambi i record italiani della 4x400 è una grande soddisfazione... dietro non ci sono troppi sacrifici, o meglio a chi mi fa questa domanda rispondo sempre così: io faccio quello che mi piace quindi non è un sacrificio. Credo piuttosto che i sacrifici li faccia chi mi sta attorno, famiglia (la serenità e disponibilità nel seguirmi e mettermi nella migliore condizione è indispensabile), ragazzo ( sempre pronto a condividere le mie scelte e mai una discussione se sono poco a casa soprattutto nei weekend, se a volte ho poca voglia di uscire per stanchezza da allenamenti, se a volte rinunciamo a mangiare con gli amici perché devo stare attenta al regime alimentare) allenatrice (disponibile a scendere in campo per allenarmi in qualsiasi condizione climatica, a qualsiasi ora, di qualsiasi giorno).

Tante le “trasferte di rilievo”, i Campionati europei per nazioni a Bergen, Coppa Europa, gli Europei di Barcellona, l’esordio olimpico a Londra… Un ricordo indimenticabile?

Il ricordo indimenticabile non può che non essere la gara olimpica… il sogno di ogni atleta, ancora devo capire se è stato un sogno o realtà…

Sei stata frazionista di entrambe le formazioni della 4x400 azzurra che ha registrato i record italiani all’aperto (3:25.71 a Barcellona 2010) e in sala (3:33.70 a Parigi 2011). La staffetta: un esempio di sodalizio al femminile che solo lo sport regala? Come la vivi? Che emozioni dà essere parte di un ingranaggio in corsa?

La staffetta è la gara più bella… si vince e si perde insieme. La colpa e/o il merito non è mai di uno solo… si uniscono le emozioni, l’adrenalina, le paure… la maggior parte delle mie esperienze le ho fatte grazie alla staffetta, quindi a lei e alle mie compagne devo tutto!

Cosa rappresenta la corsa per te? Quando nasce questa tua  passione? Che ruolo ha avuto tuo cugino, l’ex ostacolista Nicola Bernardini?

Ad oggi la corsa è tutto... se non corro sto male, ne sento il bisogno, e questo credo anche perché è da quando ho 10 anni che vado nelle piste di atletica spinta dal mio cugino Nicola che un giorno in cui non sapevo cosa fare mi portò a vedere i suoi allenamenti… A lui e a mio zio, suo padre, che vedeva nelle mie “gambicchie” secche e lunghe delle leve veloci devo l’input per avermi fatto conoscere questo mondo!

Dal 2006 nell’Esercito, dal 2008 la maglia azzurra. Ci racconti questi due passaggi? Il Centro Sportivo Esercito: come ti ha accolta e sostenuta?

Credo di dovere molto se non quasi tutto al mio gruppo sportivo, l’Esercito, che ha creduto in me da subito. Quando sono entrata infatti il mio curriculum non era poi così brillante di titoli, cosa che poi è avvenuta durante questi sette anni insieme ai miei capi e alle mie splendide colleghe. Con alcune di loro infatti è nata un’amicizia che va al di là dello sport.

C’è mai stato un momento in cui hai dubitato di voler essere atleta a tempo pieno? Se sì, cosa ti ha dato più forza?

Fortunatamente la mia carriera sportiva non ha avuto grossi intoppi e forse per questo non ho mai avuto il pensiero di smettere, anzi  vedo con preoccupazione l’idea che quel giorno, spero per l’elevata età, debba arrivare.

Cosa rappresenta per te il sacrificio immesso nello sport?

Credo che se vissuto come un sacrificio lo sport professionistico non possa essere praticato.

Dacci una tua definizione di atletica?

Atletica per me è vita, è liberazione, è gioia, è esperienza, è crescita, formazione e amicizia.

Dove attingi lo spirito e lo slancio per tenere sempre motivata la tua passione?

La mia passione è motivata fortunatamente dai risultati e dalle persone che credono in me.

Ti va di rivolgere un invito a tutte le giovani donne a credere e innamorarsi dell’atletica?

L’atletica credo sia un po’ come una fede, non si può obbligare nessuno a praticarla. E’ una passione che nasce da dentro e che a me è servita tanto e soprattutto per formare il carattere. E’ uno sport individuale ma che senza un bel gruppo è difficile praticare, perché è il gruppo che ti aiuta a rendere più piacevoli gli allenamenti, è il gruppo che ti aiuta a superare momenti duri e che gioisce insieme a te per le vittorie.

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