Discipline e Campi

Le discipline

Nell'Atletica moderna abbiamo: corse e concorsi.

Le prime comprendono gare che vanno dai 100 metri ai 42,195 km della maratona.

I concorsi comprendono le gare di salto (in alto, in lungo, triplo e con l'asta) e di lancio (del disco, del giavellotto, e del martello).

Le discipline attuali dell'Atletica Leggera si suddividono in nove campi:

Velocità Ostacoli Mezzofondo e fondo Marcia Maratona Corsa Campestre Salti Lanci Prove Multiple

 

Velocità

Nella prima Olimpiade dell'era moderna di Atene nel 1896 si disputarono soltanto 12 gare di Atletica, e di queste solo due riguardavano la velocità: i 100 e i 400 metri, vinte entrambe dall'americano Thomas Burke.

Tra il 1935 e il 1936 il velocista Jesse Owens raggiunse 6 primati del mondo, e alle Olimpiadi di Berlino vinse 4 medaglie d'Oro.

Successivamente, grandi risultati si ebbero dall'atleta Carl Lewis, da molti considerato l'erede di Owens, vincendo nell'ultimo ventennio del secolo scorso 9 medaglie d'oro Olimpiche nella velocità.

Per quanto riguarda gli atleti italiani, Livio Berruti all'Olimpiade di Roma nel 1960 vinse la medaglia d'oro nei 200 metri, facendo registrare in semifinale ed in finale, il primato mondiale.

Nel 1979 Pietro Mennea registrò, a Città del Messico, il record del mondo nei 200 metri, record che rimase imbattuto fino alle Olimpiadi di Atlanta del 1996.

Proprio nel 1996, infatti, l'americano Michael Johnson fu il primo a vincere 200 e 400 metri nella stessa Olimpiade, superando così anche il Grande Mennea. In questo contesto, ben si colloca una delle figure di velocisti sicuramente più rappresentativa dell'Atletica Leggera di quest'ultimi anni: Usain Bolt, che è riuscito a stravolgere la storia della velocità maschile durante l'Olimpiade di Pechino nel 2008.

In campo femminile, l'americana Griffith detiene ancora il record, raggiungendo nel 1988 il tempo di 10'49” sui 100 metri e 21'34” sui 200 metri.

GARE

Le prove di velocità sono 5: 100 metri, 200 metri, 400 metri, le staffette 4x100 metri e 4x400 metri.

Vengono tutte disputate in pista, sia dagli uomini che dalle donne.

 

Ostacoli

Nelle gare maschili, il dominio è decisamente americano, nei 100 e 400 metri: su 48 medaglie d'oro assegnate alle Olimpiadi, gli statunitensi ne hanno vinte 35.

Il primo atleta che riuscì ad imporsi fu Alvin Kraenzlein, che a Parigi, nel 1900, vinse 4 titoli.

Lo svedese Petterson è stato l'unico ad aver battuto entrambi i primati mondiali.

L'americano Harrison Dillard fu imbattuto per 82 gare consecutive nei 100 metri, negli anni '40.

Tra il 1977 e il 1987, un altro americano, Edwin Moses, fu imbattuto nei 400 metri per 122 gare consecutive.

Per quanto riguarda gli atleti italiani Luigi Facelli e Armando Filiput furono primatisti europei rispettivamente negli anni '30 e negli anni dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Negli anni '60 spiccavano diverse figure atletiche: Eddy Ottoz, due volte Campione d'Europa, nel '66 e nel '69 e bronzo olimpico a Città del Messico nel '68; Salvatore Morale, primatista mondiale, Campione d'Europa nel '62 e medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Tokio del '64; Roberto Frinolli, Campione d'Europa nel '66 e Fabrizio Mori, Campione del Mondo nel '99.

In campo femminile, l'italiana Ondina Valla conquistò nel '36 il titolo Olimpico negli 80 metri, a Berlino, mentre Claudia Testoni nel '38 ottenne, nella medesima distanza, il titolo europeo.

GARE

Le gare si svolgono su 3 distanze: 100 metri, 110 metri e 400 metri. I 100 metri sono prerogativa delle donne (fino al '69 la distanza era di 80 metri), i 110 metri degli uomini, mentre i 400 metri sono disputati da entrambi i sessi.

Nelle 3 specialità, 10 ostacoli vengono collocati su ogni corsia della pista.


Mezzofondo e fondo

Negli anni '20, è sulle lunghe e medie distanze che si espresse uno dei più grandi atleti della storia dell'Atletica Leggera: il finlandese Paavo Nurmi, detenendo 29 primati mondiali tra i 1.500 e i 20.000 metri e vincendo 9 medaglie d'oro alle Olimpiadi.

Fino al 1968 fu l'Europa che vantò i maggiori protagonisti di mezzofondo e fondo. Successivamente, furono gli atleti africani a conquistare numerosi primati, dando luogo ad una sorta di 'rivoluzione africana' che permise agli atleti provenienti in special modo dal Kenia, Etiopia e Marocco, di occupare scenari sempre più importanti, a livello europeo e internazionale.

Tra gli italiani, Venanzio Ortis fu Campione europeo nel '78 nei 5000 metri e argento nei 10.000 metri; Alberto Cova, 3 titoli nei 10.000 metri agli Europei dell'82, ai Mondiali dell'83 e alle Olimpiadi di Los Angeles dell'84.

Da ricodare, poi la storica tripletta azzurra nei 10.000 metri agli Europei di Stoccarda del 1986 con Stefano Mei, Alberto Cova e Salvatore Antibo, rispettivamente: primo, secondo e terzo.

In campo femminile, bisogna attendere gli anni '60 con le Olimpiadi di Roma.

Va rilevato il ruolo di apripista dell'italiana Paola Pigni nei 5000 metri, detentrice del primo record mondiale sulla distanza nel '69, oltre che medaglia di bronzo ai Giochi di Monaco del '72 nei 1500 metri.

GARE

Le gare si svolgono su 5 distanze: 800 metri, 1500 metri, 5000 metri, 10.000 metri e 3000 siep.


Marcia

A vantare una grande tradizione in questa disciplina è proprio l'Italia.

Ricordiamo, Altimani, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Stoccolma del '12; Ugo Frigerio, vincitore nel '20 ad Anversa delle medaglie d'oro Olimpiche dei 3 e dei 10 km; Pino Dordoni, Campione Europeo della 50 km a Bruxelles nel '50, e Campione Olimpico nella distanza a Helsinki nel '52; Maurizio Damilano che vinse la 20 km alle Olimpiadi di Mosca e ai Mondiali dell'87 e del '91; Michele Didoni, vincitore dei Mondiali del '95 nei 20 km; Ivano Brugnetti, mondiale sui 50 km nel '99 e oro alle Olimpiadi di Atene del 2004 nei 20 km.

La marcia femminile vedeva il dominio principalmente delle atlete sovietiche e cinesi.

GARE

Le gare si svolgono su due distanze: 20 km e 50 km per gli uomini; 10 km e 20 km per le donne.


Maratona

Considerata la più affascinante delle gare di Atletica, la Maratona è un'invenzione del Barone De Coubertin, e del suo amico Michel Breal, filologo francese.

Trattandosi della corsa di resistenza più conosciuta, era già presente nella prima edizione delle Olimpiadi moderne tenutesi ad Atene nel 1896.

La gara fu inclusa nel programma a scopo di rievocazione storica per ricordare la “leggendaria” impresa atletica del soldato Filippide che, per portare agli Ateniesi la notizia della vittoria di Maratona sull'esercito Persiano, corse per circa 40 km, morendo all'arrivo stremato dalla fatica.

La prima maratona olimpica fu disputata ad Atene nel 1896 e fu vinta dal pastore greco Spyridon Louis che corse i 40 km in 2h 58' 50”.

In Italia, l'Atletica Leggera giunse più tardi rispetto alle altre nazioni e si sviluppò lentamente; lo stesso dicasi per la corsa della maratona.

Tra la fine del '900 e l'inizio del nuovo millennio, gli italiani riuscirono ad emergere grazie alla conquista di numerose vittorie: 5 ottenute alla Maratona di New York (2 consecutive di Orlando Pizzolato, poi quella di Gianni Poli, di Giacomo Leone, quella di Franca Fiacconi e le due conseguite da Gelindo Bordin e da Stefano Baldini, rispettivamente alle Olimpiadi di Seul nell'88 e di Atene nel 2004.

L'etiope Abebe Bikila entrò nella leggenda correndo e vincendo la maratona Olimpica di Roma nel '60 a piedi nudi.

L'interesse per la maratona continuò a crescere, alimentato dal fatto che in questa gara si registrarono vincitori di Giochi Olimpici e Campionati Mondiali provenienti da ogni parte del mondo.

La diffusione della maratona fu alimentata soprattutto tra gli anni '60 e '70, quando negli Stati Uniti d'America esplose il fenomeno del jogging-running.

Le corse su strada iniziarono ad essere considerate fenomeno di massa, grazie alla propaganda effettuata dai media.

Molte aziende di settore cominciarono ad investire notevoli quantità di denaro in pubblicità, contribuendo così all'aumento dei praticanti di questa disciplina sportiva.

Negli anni '90, molte organizzazioni diventarono delle vere e proprie aziende commerciali, rappresentative le maratone di New York, Londra, Chicago, Berlino, Rotterdam, Venezia, Roma, etc.

CARATTERISTICHE

Si svolge generalmente su strada; la distanza esatta da percorrere prevista dal regolamento è di 42,195 km. La gara chiude i grandi eventi come le Olimpiadi, i Campionati Mondiali e quelli Europei. La maratona può essere praticata contemporaneamente da uomini e donne.


Corsa Campestre

Nella dizione inglese “cross-country”, è evidente la sua matrice storica. Le prime gare si sono svolte in Inghilterra nel famoso collegio di Rugby; il primo Campionato inglese è del 1876; poi quello statunitense del 

La prima competizione internazionale si svolge in Francia nel 1898.

Passate alla storia le 4 vittorie del francese Mimoun e del belga Roelants, le 5 della norvegese Grete Waitz e le 3 dell'italiana Paola Pigni (nel '72, '73 e '74).

La gara, attualmente, non è presente alle Olimpiadi, ma lo è stata nelle edizioni del '12 di Stoccolma, del '20 ad Anversa e del '24 a Parigi.

GARE

La corsa campestre è disputata per lo più nei mesi invernali. Variazione della corsa campestre è la corsa in montagna.

Le gare si dividono in: cross lungo e cross corto. Le distanze sono rispettivamente di 12 km e 4 km per gli uomini; di 8 km e 4 km per le donne.

Per quanto riguarda la corsa in montagna essa si divide in: cross in salita e cross con partenza e arrivo allo stesso livello con salite e discese. Nelle prime gli uomini percorrono 12 km di cui 1200 metri in salita; le donne 8 km di cui 800 metri in salita. Nelle seconde, rispettivamente, 12 km di cui 750 metri in salita e 8 km di cui 500 metri in salita.


Salti

Nel salto in alto, il primo a superare i 2,00 metri di altezza fu l'americano Horine nel '12 (2,01 metri) con lo stile che da lui prende il nome. L' Horine comporta una torsione del corpo al momento dello scavalcamento.

Negli anni '30 la tecnica venne perfezionata con il salto cosiddetto ventrale, in cui l'atleta superava l'asticella a pancia in giù mantenendo il corpo sempre parallelo all'asticella stessa.

Più tardi, l'americano Dick Fosbury alle Olimpiadi di Città del Messico del '68 inventò un nuovo stile che prese il suo nome. Il Fosbury è il tipo di salto con scavalcamento dorsale dell'asticella, preceduto da una corsa curvilinea; il corpo incrocia l'asticella non più in parallelo ma ad arco.

Questo salto, chiamato anche a gambero, permise all'italiana Sara Simeoni di stabilire il nuovo primato mondiale con 2,01 nel '78 e nell'80 vinse le Olimpiadi di Mosca.

Nel salto in lungo, l'americano Jesse Owens fu il primo a superare gli 8 metri con il salto di 8,13 stabilito nel '35, segnando in maniera indelebile la disciplina.

Alle Olimpiadi di Città del Messico del '68, l'americano Robert Beamon toccò 8,90 metri, primato che a distanza di 23 anni fu battuto da un altro americano, Mike Powell, con 8,95 metri.

In campo femminile, si hanno le prestazioni dell'atleta inglese Fiona May, vincitrice di 2 titoli mondiali, nel 1995 e nel 2001.

GARE

Le gare si dividono per entrambi i sessi in: salto in alto, salto con l'asta, salto in lungo, salto triplo.

Nel salto in alto gli atleti, dopo una rincorsa, devono saltare oltre un'asticella posta ad un'altezza che aumenta nel corso della gara.

Nel salto in lungo gli atleti, dopo aver compiuto una rincorsa su una pedana lunga 40 metri, spiccano un salto cercando di arrivare il più lontano possibile nella fossa di caduta, riempita di sabbia.

Il salto triplo si differenzia dal salto in lungo per quello che accade tra la fase di rincorsa e il momento del salto vero e proprio: infatti, si hanno 3 salti, definiti balzo, passo e salto.

 

Lanci

Il getto del peso si evolse negli anni '50 grazie all'americano Parry O' Brien, che ottimizzò il gesto tecnico voltando le spalle al prato, in modo tale da ottenere il massimo lancio con il minimo spazio.

O' Brien vinse le Olimpiadi di Helsinki del '62 e di Melbourne nel '66.

Gli americani dominarono la specialità per decenni, sia per quanto riguarda il getto del peso che il lancio del disco (almeno fino agli anni '70) e il lancio del martello.

Nel lancio del giavellotto, s'imposero da subito soprattutto gli atleti nord europei, svedesi e finlandesi.

Tra gli italiani, Carlo Lievore raggiunse il primato del mondo nel '61 con 86,74 metri.

GARE

Le gare si dividono per entrambi i sessi in: lancio del peso; lancio del disco; lancio del martello; lancio del giavellotto.


Prove Multiple

Le prove multiple in Atletica Leggera sono state da sempre rappresentate come la prova degli “eroi”.

Fecero il loro ingresso alle Olimpiadi di Stoccolma del '12, dove il programma maschile prevedeva sia il decathlon sia il pentathlon.

Esse costituiscono una sintesi delle diverse specialità dell'Atletica.

Nel '24 all'Olimpiade di Parigi, l'americano Harold Osborn riuscì a stupire con la sua mirabile impresa, vincendo con quella del decathlon anche la medaglia d'oro del salto in alto.

Passato alla storia dell'Atletica come il più grande interprete del decathlon fu l'inglese Daley Thompson, negli anni '80.

In campo femminile, le prove multiple si svolsero dal '50 nel pentathlon e dall'82 nell'eptathlon.

GARE

Le gare si dividono in: decathlon maschile e femminile; eptathlon femminile.

Nel decathlon gli uomini si cimentano nei: 100 metri; salto in lungo; getto del peso; salto in alto; 400 metri (il primo giorno); nei 110 metri ostacoli; lancio del disco; salto con l'asta; lancio del giavellotto; 1500 metri (il secondo giorno).

Per le donne la suddivisione delle gare è così programmata: 100 metri; lancio del disco; salto con l'asta; lancio del giavellotto; 400 metri (il primo giorno); 100 metri ostacoli; salto in lungo; getto del peso; salto in alto; 1500 metri (il secondo giorno).

Nell'eptathlon che è riservato soltanto alle donne, le atlete si cimentano in: 100 metri ostacoli; salto in alto; getto del peso; 200 metri (il primo giorno); salto in lungo; lancio del giavellotto; 800 metri (il secondo giorno).

 

Stadi e categorie

Esistono due tipi di manifestazioni su pista nell'Atletica Leggera: le gare outdoor e le gare indoor.

Di conseguenza, ci sono due tipologie di stadi: le piste classiche, sprovviste di coperture e che consistono in un anello di 400 metri, e le piste indoor, completamente coperte e lunghe solo 200 metri.


CATEGORIE

Le categorie si suddividono in: categorie giovanili e categorie assolute, precisando quanto segue:

Categorie giovanili:

Esordienti A, B, C (6 – 11 anni) 

Ragazzi/e (12 – 13 anni) 

Cadetti/e (14 – 15 anni) 

Categorie assolute:

Allievi/e (16 – 17 anni) 

Junior (18 – 19 anni) 

Promesse (20 – 21 – 22 anni) 

Senior (oltre i 23 anni) 

Amatori (23 – 34 anni) 

Master (oltre i 35 anni)

 

 

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