ELENA ROMAGNOLO: "Nessuno ha corso più forte di me nelle siepi!"

                                                        “Prima di una gara? Sto da sola… mi ascolto.”

 

a cura di Margherita Marrocco

 

Ringraziamo per la disponibilità Elena e la Sezione Atletica Leggera del Centro Sportivo Esercito.

 

Göteborg, Pechino: cosa si prova a fissare un record italiano?

Correre un primato italiano è una bellissima emozione. Mi piace pensare che per ora nessuno ha corso più forte di me nelle siepi. In tre anni ho stabilito 5 record italiani ma quelli che ricordo sempre con grande orgoglio sono quelli che ho corso indossando la maglia della nazionale: agli Europei a Göteborg, in coppa Europa a Milano e a alle mie prime Olimpiadi a Pechino.

 

Cosa significa per un’atleta giovanissima rappresentare il proprio paese durante gare internazionali.

E' bello, è un orgoglio, è una grande motivazione che nel corso degli anni mi ha spinto a cercare e a realizzare obiettivi che mi sembravano quasi irraggiungibili. 

 

Una gara strepitosa: un meraviglioso ricordo da condividere con noi.

Ho un bellissimo ricordo dei Giochi del Mediterraneo a Pescara, nel 2009. Vinsi la medaglia d'argento, ma la soddisfazione più grande è stato il tempo finale nel 5000: 15' 13'' ed era il mio secondo 5000 corso in assoluto.

 

Raccontaci le tue Olimpiadi di Londra: cosa ti è rimasto impresso, quale prestazione ti ha lasciato a bocca aperta, quali suggestioni ti porti dentro. 

A Londra sono stata una settimana. Sette giorni bellissimi, carichi di emozione e tensione. Condividere l'atmosfera olimpica con gli altri atleti è un' esperienza unica. Il ricordo più bello è l'ingresso allo stadio olimpico. L'istante in cui noi atlete passiamo dalla zona silenziosa del riscaldamento (call room) all'ingresso in pista è un momento molto particolare, carico di tensione, emozione e concentrazione. Sentire il boato del pubblico è entusiasmante. Le prestazioni che ricordo con grande stupore sono 2: la prima è il record del mondo (già suo il precedente primato) di David Rudisha. Correre da soli, battere se stessi, vincere e fare tutto questo ad un' olimpiade è un'impresa straordinaria. La seconda è quella di Mo' Farah, atleta simbolo dell'integrazione britannica, con le sue vittorie, con i suoi gesti e l'abbraccio alla sua famiglia mi ha regalato una bellissima immagine dell'atletica. 

 

La finale di Pechino, un risultato grandioso. Quali emozioni ti ha lasciato?

Anche l'olimpiade di Pechino, al pari di Londra, è stata entusiasmante. Raggiungere la finale è stata una bella soddisfazione ma soprattutto ha allargato i miei orizzonti, ha spinto un po’ più in là le mie ambizioni da atleta. L'esperienza cinese è stata un po’ caratterizzata dall'incoscienza di chi si ritrova ad affrontare un grande evento quasi inaspettatamente. Allora avevo 26 anni ma solo da due ero diventata atleta professionista. Londra è stata per me un'olimpiade vissuta più consapevolmente. Avevo ben chiaro il percorso che mi ha portato fin lì . 

 

Dal punto di vista della tua carriera agonistica hai un rammarico, qualcosa che cambieresti tornando indietro?

L'unico rammarico che ho è quello di non essere riuscita ancora a correre un buon 10000m in pista. Credo di avere ancora dei margini di miglioramento. 

 

La tua gara perfetta… il tuo momento di maggiore concentrazione.

Sono due le gare perfette. Le batterie di Pechino nel 3000siepi e quelle del 5000 a Londra. Sono stati due momenti di grande concentrazione e tensione agonistica, in entrambe ho fatto il personale e ho passato il turno per la finale.

 

Hai iniziato a frequentare i corsi di giocatletica all'età di 11 anni, seguendo le orme di tua sorella Valeria. Appassionata di pallavolo, sei poi passata all'Atletica: cosa ha determinato la tua scelta?

Io vivo in un piccolo paese di montagna. All'epoca (20 anni fa) non c'erano tante opportunità, tanti sport da poter scegliere. Inoltre la mia professoressa delle scuole medie era un'appassionata di atletica. Perciò la scelta è stata determinata un po' da una situazione contingente e un po' dalla spinta scolastica. 

 

Cosa significa per te, umanamente e agonisticamente, appartenere al Gruppo Sportivo dell'Esercito?

Per me appartenere al Gruppo Sportivo Esercito è un motivo di orgoglio, un grande stimolo. Mi offre la possibilità di fare l'atleta professionista e avere tutte le condizioni indispensabili per allenarmi seriamente. Mi sento tutelata come atleta ed ovviamente è anche una garanzia economica indispensabile per allenarsi con serenità. 

 

Brunella Lazzarotto, Fabia Trabaldo e Tiziano Bozzo fanno parte ormai del tuo esordio, del tuo passato: in che modo e quanto ha inciso la loro preparazione. 

Sono state tre figure fondamentali per me.

Brunella mi ha seguito nei primi passi. Mi ha trasmesso la passione per l'atletica, la gioia di andare in palestra insieme agli altri ragazzi. Per tanti anni lo sport è stato puro divertimento, un gioco.

Fabia mi ha fornito le basi per iniziare a fare atletica seriamente. Con lei ho corso tanti 800 e 1500 ma nelle categorie giovanili ho sempre fatto anche altre specialità. Salto in lungo, salto in alto. 80hs, lancio del giavellotto e anche gare di prove multiple!

Tiziano mi ha insegnato la professionalità. La determinazione e l'impegno. Il fatto che i risultati arrivano lavorando bene e in modo continuativo.

 

Essere sostenuti ed allenati da un tecnico: quanto è importante l'intesa dal punto di vista psicologico per un'ottima preparazione atletica? 

Andrea Bello, il mio attuale tecnico, racchiude un po’ tutte le caratteristiche dei preparatori atletici di cui vi parlavo. Direi che l'intesa tra allenatore e tecnico è fondamentale. E' importante parlarsi ed ascoltarsi, comunicare le sensazioni di un allenamento, di una gara. Cercare di lavorare insieme alla ricerca di quelle condizioni ottimali per potersi allenare e poter gareggiare con tranquillità. 

 

Ti apprezziamo e ti conosciamo per le tue prestazioni atletiche: cosa ci puoi dire della donna Elena? Più soldato, più atleta, più... cosa? 

In questo momento faccio l'atleta professionista e questa è la mia principale occupazione. Ma ho molti altri interessi. Mi piace leggere, fare dei piccoli lavori di cucito, pratico yoga e ho una passione per le coccinelle e le margherite. Amo lo sport in generale, in particolare quelli di fatica.

 

L'atleta che ammiri maggiormente e perché.

Antonietta di Martino. E' una grande atleta che ha saputo abbinare al suo talento naturale, il lavoro, l'impegno costante, la determinazione e l'umiltà. E' un grande esempio per me e un'immagine positiva per i più giovani.

 

Un luogo dove ti piacerebbe poterti allenare sempre.

A me piace allenarmi a casa, Biella, Trivero, Coggiola e Pray. Ma se dovessi scegliere un altro posto sceglierei una località marina: San Vincenzo è un'ottima località per allenarsi, con un clima mite anche di inverno.

 

Prima di una gara: cosa eviti di fare e cosa fai sistematicamente.

Nelle ore che precedono la gara mi piace distrarmi. Leggo o guardo un film. Ascolto musica o faccio una telefonata ad un amico che mi faccia ridere. 
Quando inizio il riscaldamento invece mi concentro; a volte preferisco stare da sola e ascoltarmi.

 

Hai conseguito la laurea in Scienze Sociali all'Università di Torino. Quale futuro vedi nei prossimi anni, qual è la tua direzione?

Un domani mi piacerebbe trovare un'occupazione che mi permetta di conciliare il mio corso di studi con l'esperienza sportiva che ho maturato in questi anni.
Per ora però penso a correre.

 

Correre è...

Semplicemente... libertà e benessere.

 

Ascoltare musica mentre si corre può ridurre la fatica del 10% : questione mentale o fisica? E tu che musica ascolti?

Per me è una questione mentale. Mi piace ascoltare diversi generi, ma i miei preferiti sono Coldplay, Negrita e Negramaro.

 

Non c'è deserto o zona impervia del pianeta che scoraggi un’ultramaratoneta: cosa spaventa la donna e l'atleta Elena Romagnolo?

Più che spaventare mi preoccupano gli infortuni e in generale il fatto di non poter correre. Correre fa parte della mia vita e non poterlo fare mi fa stare male. 

 

I tuoi sogni per il futuro. Dove potremo seguirti?

Per quest'anno spero di essere a Mosca ai Mondiali e ai Giochi del Mediterraneo, sempre nei 5000.

 

 

Scheda tecnica

E’ nata a Borgosesia (Biella) il 5.10.1982, 1.61x49kg

Società: Esercito

Allenatore: Andrea Bello

Presenze in Nazionale: 22

 

Per ogni dettaglio sui risultati conseguiti dall'atleta Elena Romagnolo, cliccare sul link del sito Fidal.

 
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