ELENA SCARPELLINI: “SOGNO LE OLIMPIADI: TORNERO' FORTE COME PRIMA”

Pietro Bonanno, 3 Marzo 2011


Intervista ad Elena Scarpellini, talento del salto con l'asta italiano, da poco operata ed in pieno recupero per la stagione estiva.
Tanta atletica e qualche domanda personale.


Ciao Elena, progetti per il 2011?
“Per ora nessuno anzi si uno, tornare presto a saltare!”

Ti sei appena operata e quindi dovrai saltare buona parte dell'inizio stagione per rimetterti in sesto, pensi di riuscire ad essere competitiva per l'estate?
“Mi sono operata il 4 ottobre e da una settimana, dopo 3 mesi di poco e niente, ho ripreso a correre e tutto pare procedere per il meglio. La caviglia sta tornando pian piano a percepire il suo normale movimento e risponde bene quindi sì…spero e penso di poter gareggiare quest’estate. Però non diciamolo troppo forte che non vorrei portasse sfortuna!!!”

Sei stata un talento precoce del salto con l'asta, già da allieva facevi incetta di titoli italiani, come sei arrivata a questa specialità?
“Ho cominciato in seconda media con l’atletica facendo un po’ di tutto dalle campestri alle staffette ma soprattutto il salto in alto, disciplina che mi riusciva discretamente, poi un giorno il mio primo allenatore nonché scopritore, Alberto Barbera, mi portò da due tecnici specialisti appunto nel salto in alto e salto con l’asta; loro videro in me un fisico ed una mentalità nonché vivacità più adatta al salto con l’asta e così da quel giorno ho cominciato a divertirmi con quest’attrezzo”.

Questa specialità si è evoluta molto negli ultimi anni e di certo in ambito italiano il merito è anche un po’ tuo, ma quando hai cominciato che ambiente c'era attorno a te?
“Quando ho cominciato la specialità era ancora abbastanza “nuova” e quindi anche il livello medio delle atlete non era minimamente paragonabile a quello attuale, sebbene anche agli inizi ci fossero individualità non indifferenti; tuttavia posso dire che dopo di me il settore giovanile femminile ha vissuto e sta vivendo un momento di grande fermento, in quanto oltre all’esperta Giordano Bruno, altri giovani talenti si stanno affacciando nel panorama internazionale”.

A 24 anni puoi già vantare tre titoli italiani indoor ed uno outdoor, nonché la partecipazione a tutti i grandi eventi giovanili ed un mondiale assoluto, soddisfatta?
“Sì, sono soddisfatta di tutti gli obiettivi che mi sono posta ed ho raggiunto finora ma ho voglia di migliorare anno per anno per poter realizzare quello che credo sia il sogno di ogni atleta, le Olimpiadi”.

Hai realizzato tanti record di categoria, ma questa evoluzione e costanza di risultati da cosa ti è stata data?
“Credo soprattutto dal lavoro fatto con i miei allenatori tutti i giorni al campo, dall’aiuto che ho ricevuto dai miei genitori che mi hanno sostenuto tutti i giorni e dalla mia ex società, l’Atl. BG 59, che è sempre stata disponibile alle mie esigenze senza pretendere mai niente. E poi dalla mia forza di volontà che mi ha permesso di superare ogni fatica, dall’entusiasmo con cui prendevo ogni allenamento come uno svago e da quel pizzico di incoscienza che mi lasciava libera da ogni pressione o problema”.

Quest'anno pensi di essere in grado di difendere il titolo italiano che detieni?
“Non ne posso essere sicura non avendo ancora cominciato a saltare e non sapendo cosa potermi aspettare dopo mesi ferma e una caviglia nuova. La concorrenza è temibile e si sa, ai campionati italiani si è tutti col coltello tra i denti, quindi per il momento spero di essere in campo; il resto lo vedremo a Torino il giorno stesso!”

Cosa ne pensi delle tue rivali più dirette, Giordano Bruno e da quest'anno le giovanissime Benecchi e Bruni?
“Per tutte noi astiste, Anna Giordano Bruno è un esempio, in quanto riesce ad ottenere risultati di interesse internazionale pur riuscendo, nella vita di tutti i giorni, a mantenere altri interessi e attività; parlando invece delle mie rivali più giovani, Benecchi e Bruni, sono di certo uno stimolo per tutte le altre, rappresentando uno stimolo per il movimento in generale e un importante speranza per il futuro”.

Come dicevamo, in queste ultime stagioni da dietro stanno spingendo tante ragazze che si affermano su misure già importanti, questa competizione nazionale dove pensi che potrà portare a livelli internazionali?
“Penso che se continueremo a lavorare bene e migliorarci come stiamo facendo, nei prossimi campionati mondiali ed europei la disciplina salto con l’asta femminile non sarà più senza un’italiana”.

Parlando della tua vita privata, lo scorso anno hai dovuto affrontare una prova molto difficile da superare, la scomparsa di tuo padre, quanto era stato importante per te in ambito sportivo e che motivazioni sei riuscita a trovare per andare avanti nel tuo sport dopo questo terribile lutto?
“Mio padre è sempre stato super orgoglioso di me, quando stava in campo a guardare le mie gare lo sentivo sempre, mi incitava a suo modo dicendomi: “DAI, DAI CHE CE LA FAI” quando cadeva l’asticella e si improvvisava tecnico chiedendomi alla fine della gara se quell’asta non fosse stata troppo molle. E’ sempre stato disponibile e mi aiutava in tutto ciò che gli era possibile; aveva una parola e una battuta per tutti tanto che a volte mi vergognavo perché sapevo che tecnicamente del mio sport non è che sapesse molto però lui voleva esserne parte; io l’ho capito purtroppo quando lui è venuto a mancare, ho capito quanto tenesse al mio sogno, quanto volesse che io mi affermassi e trovassi la mia strada in questa vita, quanto voleva starmi vicino e forse trasferirmi un po’ della sua forza per farmi saltare di più. E’ questo che mi porto dentro ora quando entro in pedana perche so che più in alto salto e più mi avvicino un po’ a lui a battergli il 5 e dirgli: “hai visto che bel salto Papà!”

Dopo questa dura prova che la vita ti ha costretto ad affrontare, hai dimostrato una notevole forza di carattere, tutto ciò ti può solo spingere a migliorare?
“Non pensavo di riuscire a prendere decisioni così importanti dopo questa (appunto) dura prova, invece ho rivoluzionato il mio mondo, la mia vita in pochi mesi allontanandomi da casa, cambiando allenatore e lasciando tutte le cose a me più care. Io penso che i sacrifici alla fine vengano sempre ripagati e sono perciò convinta che questi cambiamenti e questa maturità nonché indipendenza  che ho guadagnato in questo anno mi aiuteranno si a migliorare; sia nel mondo atletico sia in quello personale…o almeno lo spero!! "

Il prossimo anno ci sono le olimpiadi di Londra 2012, l'operazione che hai subito è stata una tappa obbligatoria per arrivare a quell'appuntamento nella migliore condizione e tentare il minimo di ammissione?
“Ho deciso di sottopormi a questo intervento appunto in vista delle Olimpiadi dell’anno prossimo sperando di riuscire a recuperare al meglio e lavorare bene per poter andare a Londra. L’operazione andava fatta assolutamente, dovevo farla nel 2009 ma poi decisi diversamente e rimandai fino a quando lo scorso anno altre due distorsioni mi hanno spinta a questo passo; bisognava sistemarla a tutti i costi! Ora la sento forte e salda e questo mi rende felice e mi ripaga di ogni paura”.

Siamo ai saluti, vuoi ringraziare e salutare qualcuno?
"Ringraziare non è un dovere ma un piacere e io in questa situazione voglio dire tanti Grazie… Grazie mille al Prof. Benazzo e al suo staff per avermi dato la possibilità di avere una caviglia nuova, speriamo pure più forte ;) Grazie di cuore ai fisioterapisti dell’Aeronautica Militare che con tanta pazienza e professionalità mi hanno assistita ed aiutata in questi mesi; Grazie a mia mamma che so avrebbe preferito passare con me questi momenti invece resiste e mi lascia libera di vivere e scegliere della mia vita senza intromettersi; Grazie agli Amici che cercano di cancellarti i momenti tristi o difficili restandoti vicino e regalandoti sempre un nuovo sorriso; Grazie al mio allenatore, Manuel, che ha soprattutto pazienza nel sopportarmi  ma che sa rincuorarmi con una semplicità e serenità fuori dal comune dicendomi sempre in questi mesi: 'non c’è fretta, appena ricominci ad allenarti non ci vuole niente per ritornare forte come eri' ”.



(Nella foto Elena Scarpellini)
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