Europei di Atletica: LEMAITRE trionfa con i 200 metri

Vent'anni, passaporto francese, Christophe Lemaitre è il primo sprinter non di colore capace di abbattere il muro dei 10 secondi (9”97).
L'unico atleta in grado di vincere tre medaglie d'oro in una sola edizione di un Campionato europeo (100 metri, 200 metri e staffetta 4x100 di Barcellona).

Meno note invece sono le sue origini, che trovano radici nel verde della Val Serina: da lì proviene il nonno materno, e deriva quella tenacia tipicamente bergamasca necessaria per compiere grandi imprese.
Lemaitre ha vinto la medaglia d'oro sui 200 metri agli Europei di Atletica di Barcellona, ripetendo il successo ottenuto sui 100 metri.
Il giovane asso transalpino ha fatto registrare un tempo di 20”07, superando sul filo del traguardo il britannico Christian Malcolm (20”:38) e l'altro francese Martial Mfandjock.
“Nei miei occhi la velocità non dipende dal colore della pelle”, afferma il neo campione d'Europa durante un'intervista tenutasi nella stessa occasione della sua vittoria a Barcellona. Riesce difficile credere a queste parole, ma certamente solo lui può dirlo con cognizione di causa.

Sbriciolato il muro, come i bersaglieri a Porta Pia, in questi 42 anni di storia atletica, un gran numero di atleti di colore vi si sono infilati dentro come cavallette.
I dati statistici segnalano i nomi di 71 sprinter con in testa alla lista il divino Usain Bolt con il suo 9.58.
Ad incredulire la dura realtà hanno partecipato ampiamente i fisiologi, sollevando varie questioni legate alle caratteristiche fisiche di uno sprinter di razza bianca, penalizzato per natura a non poter dare di più rispetto ad uno sprinter nero.
Secondo i fisiologi, i primi non possono competere avendo minore altezza di bacino, minor lunghezza dei muscoli, perimetro di caviglie e di ginocchio più grossi, producendo persino maggior quantità di acido lattico quando corrono alla stessa velocità di uno sprinter nero.

Chi in vita sua non ha mai dato retta ai giudizi anticipati degli scienziati è, invece, Pierre Carraz, l'allenatore di Lemaitre. E' un vecchio saggio di 70 anni che conosce la storia dell'atletica come pochi, che non può accettare questa sorta di sentenze inappellabili, proprio da parte di chi non ha probabilmente mai visto una pista di atletica. “Se campioni come Borzov e Woronin avessero potuto correre sulle piste di oggi, con le attuali calzature chiodate, il muro dei 10 secondi netti sarebbe caduto già da parecchi anni fa. Qui non si tratta di colore della pelle, ma di allenamento duro e specifico. L'esempio che tutti dovrebbero seguire è quello di Pietro Mennea, grandissimo interprete dei 200 metri”.
Un Pietro Mennea che, con il suo 19.72 sui 200 metri, ottavo tempo mondiale di sempre, il migliore di un atleta bianco, rimane un punto di riferimento fondamentale per Christope Lemaitre negli anni futuri.
Anche se ha soltanto 20 anni, Lemaitre ha imparato presto a pensare in grande: non esistono muri invalicabili per lui.
E' questa la grande lezione che Lemaitre indirettamente vuole trasmettere, con il vantaggio che madre natura gli ha donato i mezzi per dimostrarlo sulla pista.
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