FIDAL... dove stiamo andando?!?

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E' tempo di attese, di chiusura di una stagione e delle trattative per quella alle porte, di arrivo dei nuovi impegni... ma soprattutto delle nuove regole!
Questo scorcio di 2011 sta "regalando" al movimento atletico italiano una serie di "innovazioni", modifiche e rinnovamenti che riguarderanno tutta l'attività nazionale e, come le mollichine di Pollicino, ci si avvicina al nuovo anno incontrandone qualcuna qua' e là nei passi che vi conducono. Si, perché, al contrario di quanto accaduto in passato, le norme che regoleranno l'attività sono già alla terza puntata, ormai arrivati a 31 giorni dal fatidico 1 gennaio, e non sono neanche complete!
Potrebbe sembrare questa una sterile polemica, figlia di quel diffuso senso di "antipolitica" generale dei nostri giorni, ma in realtà lo stato attuale e' il segno di un inequivocabile punto di insofferenza, di cambiamento, di innovazione, fin troppo reclamato e atteso dalla base e dall'evoluzione dell'atletica leggera, troppo poco compreso ed assecondato dal vertice FIDAL negli ultimi anni.

Partiamo dalla modifica delle tasse federali, anche quest'anno leggermente innalzate, con ritocchi che sembrerebbero irrisori, ma che in realtà vanno a toccare proprio le fondamentali voci di spesa delle società, ovvero i costi dei cartellini, che sicuramente amplieranno la raccolta economica a livello centrale, limando ancor più quanto resta sui territori. Certo, va' anche detto che tale strategia potrebbe avere un preciso indirizzo, ovvero quello di portare ad un netto innalzamento delle spese per i team, finalizzato all'aggregazione dei sempre più disgregati e microscopici gruppi che vanno a crearsi ed a moltiplicarsi, spesso scindendosi da già piccole realtà; in tale scenario, questi non sarebbero più in grado di sostenere determinate spese. Ciò porterebbe sicuramente alla creazione di gruppi, soprattutto a livello giovanile, di maggior consistenza numerica e si tenterebbe, col traino dell'approccio di gruppo, di trattenere i tanti talenti che si vanno a perdere o cui finiscono per mancare stimolo ed ambizione, rischiando al contempo di lasciare il potere decisionale ad un numero ancor meno consistente di individui (non per forza meno competenti però).

Sempre di carattere economico si tratta quando viene toccata la questione "sponsorizzazioni"; ha scosso non poco tutti coloro che badano all'attività territoriale l'inattesa circolare inoltrata dalla giunta nazionale, inerente ai contratti di sponsorizzazioni degli organi locali (quali comitati provinciali e regionali) per i quali si istituisce la possibilità che gli stessi possano rinunciare ad un introito economico privato, utile a supportare l'attività' di competenza, qualora non sia pervenuto dall'organo centrale un nulla-osta preventivo all'accordo. Appare molto difficile trovare spiegazione a tale atto, come risulta difficile trovare un argomento per smitizzare le accuse di conflitto d'interesse del Presidente Nazionale Franco Arese, al contempo Presidente dell'Asics Italia, visto che tale circolare e' pervenuta dopo l'accordo concluso tra il comitato regionale laziale con la Nike. Numerosi dirigenti si sono espressi in tal senso, ma spiccano di certo le missive indirizzate a Roma dai presidenti dei Comitati regionali Veneto e Molisano, atte proprio a richiedere delucidazioni inerenti al provvedimento ed a rivendicare i diritti statutari degli organi periferici esplicitamente lesi. (circolare allegata a fondo pagina)

Ultima ma fondamentale modifica riguarda quella dei regolamenti e delle disposizioni tecniche. Beh, sono anni che ci si interroga su alcune norme, sulla formula di alcuni Campionati, sulle modalità di svolgimento delle attività agonistiche.
Così si decide di innovare ritornando al passato in determinati ambiti, partendo dall'accorpamento della categoria Juniores a quella Allievi e separandola da Senior e Promesse, ma soprattutto nella riorganizzazione del Campionato Italiano di Società su Pista assoluto che, in prima istanza, ritornerà alla vecchia formula del singolo atleta gara. Se sulla prima decisione ci sarà solo da valutare quanto tale atto potrà rendere più partecipate ed entusiasmanti le rassegne iridate di categoria, sulla seconda di valutazioni da fare ve nesono e non poche, date le piccole, ma significative, modifiche apportate:

- riduzione ad un singolo atleta gara, con ogni atleta schierabile su una gara e due staffette o due gare ed una staffetta, anche per gli atleti della categoria Allievi (dietrofront rispetto al precedente regolamento); questo comporterà la riduzione di partecipanti alle finali, con la riduzione quindi degli spazi per quegli atleti di "seconda linea" che si troverebbero nuovamente impossibilitati a poter partecipare all'unica vera manifestazione di carattere societario che permetta la dimostrazione dell’ampia attività svolta dai sodalizi, limitando inoltre quei fondamentali cardini di aggregazione e crescita, sportiva, ma non solo, che in un team si deve tornare a respirare... d’altronde se sono Campionati di Società, non è detto che il livello tecnico debba essere stellare, per quello esistono i Campionati Individuali o i Meetings! Ma soprattutto, abbiamo cosi tanti tesserati che siamo nella condizione di poter rinunciare ai talenti non ancora espressi e privi di spazi o di disincentivare coloro che non sono i “primi della lista” di una società?

- modifica dell'acquisizione dei punteggi in due fasi diverse della stagione primaverile/estiva che comporterà meno aggravi sull'organizzazione periferica istituzionale, che dovrebbe incentivare le iniziative private delle società con organizzazione di Meetings, ma che al contempo permetterà agli atleti che non riusciranno ad ottenere l’aspettata prestazione nelle gare prefissate, di poter recuperare in seconda battuta… la riflessione da porre è: ma così non si rischia di diseducare gli atleti al dover ottenere la prestazione proprio nella gara prestabilita e programmata?

- modifiche delle normative che regolano la partecipazione di atleti non italiani, ridotti a soli 4 punteggi e con l'appaiamento degli atleti comunitari a quelli extracomunitari, ovvero dovendo necessitare di due anni di tesseramento italiano negli ultimi tre trascorsi. Un altro passo indietro rispetto alle normative 2011 che separavano le due “categorie” e che lascia pensare che tale scelta torni leggermente in conflitto con alcune normative civili di emanazione europea….

- ultima, ma non ultima notazione, riguarda le categorie master che saranno ammesse con limitazione agli M35 ed M40; se in linea di principio tale norma potrà definirsi condivisibile per dare spazio ai giovani, al contempo rischia di diventare un pesantissimo boomerang, in cui si afferma tacitamente che per essere atleta devi essere giovane: anche se la generazione attuale produce atleti di valore prestativo inferiore a quelle di un atleta di 46anni, questo non avrà il diritto di competere nonostante le sue prestazioni glielo permettano! Qualcuno si è chiesto se non sarebbe stato più logico, coerente e propedeutico inserire invece una limitazione di punteggio minimo come avviene ormai nelle finali Oro ed Argento? Per esempio 400 punti da tabella per partecipare all’A2 e 500 punti per l’A1… forse avrebbe rispettato di più chi si allena e l’atletica stessa: conta il tempo e la misura o l’età?!?
Qualcuno immagina che chaos potrebbe scatenare l'ultima assurdità che vuole tale norma addirittura estendibile a tutte le manifestazioni assolute?!?!?!?

Vorremmo parlare anche di altre scelte, norme, novità ed anticipazioni relative a quello che verrà, come le sperimentazioni delle gare di marcia con Pit-Stop proposte dalla IAAF, ma per evitare di sovrapporre argomenti e consapevoli che non si siano trattati temi poco importanti e poco significativi nel concreto, resta più che mai da pensare che, in data 1 dicembre, ci sia ancora ignoto il piano completo delle norme 2012.
Restiamo quindi nella fremente attesa, sperando che prima o poi si possa tornare a guardare avanti, con un orizzonte lungo, programmando le stagioni successive con almeno 6/7 mesi di anticipo, contando su norme certe, continuative, evolute e preventivate, che tutelino oltre che la Federazione, anche atleti e società… ma di questi tempi, tra 12 mesi, staremo parlando con una probabile nuova composizione del Consiglio Nazionale e dei Comitati regionali (chissà come andrà a finire la questione dei Comitati Provinciali) e così, auspichiamo, si possa avviare un nuovo corso, condiviso, al passo coi tempi, lungimirante e soprattutto meno conflittuale, perché troppo spesso tra intrighi, litigi, scontri, giochi di potere ed incomprensioni, si dimentica che siamo sportivi ed i nostri obiettivi sono la crescita dei nostri giovani (sportiva e personale) e la promozione dell'atletica, certi che solo pensando a come ampliare la base saremo anche in grado di poter produrre una nuova generazione di atleti di maggior spessore e competitività, ma soprattutto numericamente più rilevante... poi, perchè no, potrebbe capitarci di tornare a dare un futuro a questa nostra amata, ma straziata, atletica!

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