La Parola al Direttore: SPECIALE CPO DI FORMIA

  • Italia
  • Lazio
  • Formia (LT)

La Parola al Direttore:
SPECIALE CENTRO DI PREPARAZIONE OLIMPICA DI FORMIA
“Il mio lavoro? Lo vivo come uno che indossa i colori della nazionale!”

Intervista al Direttore Nicola Perrone per AtleticaLeggera.org

A cura di Carlo Cantales


Un manager catapultato dal 2007 nel mondo sportivo italiano, divenendo una figura chiave del CONI, nonché tutore e gestore del grandissimo patrimonio sportivo e sociale rappresentato dal Centro di Preparazione Olimpica di Formia. Racconta così la sua avventura ed il “suo” centro il Direttore Nicola Perrone.

Salve Direttore, a quasi 6 anni di distanza, ci racconta il suo ingresso al Centro di Preparazione Olimpica di Formia?
La mia persona è stata selezionata nel 2007 da un’agenzia di “head hunter”, che era alla ricerca di una figura di carattere manageriale da innestare in un contesto in cui non si era mai deciso di puntare su di un profilo professionale così ben delineato, laddove si erano piuttosto preferite individualità più addentrate nell’ambiente specifico.
Rimasi molto colpito quando scoprii che dietro questa agenzia c’era il CONI, e la CONI Servizi nello specifico, in particolar modo visto che le mie origini non erano strettamente legate al mondo sportivo, in relazione al quale non ero dettagliatamente preparato, ma capii che le motivazioni erano dettate proprio dall'esgenza di innestare una figura che optasse più per l'ambito manageriale, ovvero quello di mia maggior competenza.

Si è trovato quindi immerso in un mondo a lei quasi ignoto?
Sì, la mia conoscenza dello sport italiano infatti era limitata quasi esclusivamente alla carta stampata, cosicché solo all’atto dell’ingresso nello staff e nell’impianto di Formia ho iniziato a comprendere pienamente il peso morale di quanto mi sarei ritrovato ad affrontare.

Come ha vissuto e come vive il suo ruolo?
L’ho vissuto e lo vivo tutt’oggi da italiano, con il rispetto di qualcuno che indossa i colori della nazionale, consapevole di non dover essere un atleta pronto a scendere in campo per dimostrare di essere all’altezza di determinate qualità tecniche o fisiche, ma inevitabilmente responsabilizzato da quella bandiera che ogni mattina è lì, in un impianto che deve rispecchiare il made in italy, il meglio che abbiamo nella nostra Italia.
E’ davvero un onore ed un grande impegno morale, perché il denaro, gli investimenti e gli sforzi che generano tutto ciò provengono dagli italiani, dalle nostre tasse, quelle che permettono all’intera nazione di poter contare su di una struttura di eccellenza come questa, meritevole di un proporzionato impegno quotidiano.

Ora coltiva un rapporto quotidiano con tantissimi giovani atleti, che effetto le fa?
Beh, ciò che maggiormente mi emoziona e mi spinge a lavorare al meglio è il costatare la presenza di ragazzi di 23/24 anni nel Centro, i quali hanno eventualmente deciso di lasciare la comodità di casa, eventualmente il/la fidanzato/a e gli amici, chiudendosi in un centro sportivo e dedicando almeno 4/6 ore al giorno ad allenarsi costantemente, con tutto quello che comporta il training ad alti livelli, sia sul piano dei traumi che della fatica. Fatica, tanta fatica, tanta da arrivare spesso a soffrire anche nei semplici gesti come il lavarsi i denti al mattino, provati dai carichi di lavoro cui hanno sottoposto i propri muscoli, focalizzati sulla volontà e la necessità di dover portare al limite – con criterio - il proprio fisico e questa costatazione non può che essere un’importante lezione di vita.

Le capita mai di fare un raffronto tra il suo lavoro e la “fatica” da lei citata di questi ragazzi?
Noi manager perdiamo facilmente la pazienza perché magari il browser è lento e non riusciamo a scaricare un file, ma in un simile contesto capita spesso di doversi confrontare con questi giovani che devono rimanere calmi anche dopo una gara andata male, anche se hanno un’infiammazione che gli impedisce di mettere a terra un piede o hanno la mente piena di tensione e pressione emotiva; appare ancora più lampante il confronto quando, nonostante tutto, tornano il giorno seguente ad allenarsi, casomai focalizzando i propri sforzi sulla parte meno dolente.  Parlando di atleti d’elite, quelli perennemente sotto i riflettori ed attorno ai quali si muovono grandi somme di denaro, sembra quasi un atto dovuto una simile routine, ma quando si assiste alla medesima abnegazione da parte di un giovane, eventualmente di 20/22 anni, il quale probabilmente risulterà essere al 185° posto nel ranking mondiale, c’è davvero da farne esperienza di vita.

Il Centro di Preparazione Olimpica è quindi un centro d’elite a livello nazionale.
Formia è famosissima a livello nazionale, ma ancor di più sul piano internazionale, perché racchiude tanta storia: Seghiey Bubka ci regalò un record mondiale con 6,09m, Giuseppe Gibilisco è entrato qui a 17 anni e successivamente ha conquistato una medaglia d’oro a Parigi, abbiamo ospitato a lungo Yelena Isimbayeva che ha dedicato a Formia tre dei propri record mondiali e due medaglie d’oro, proprio qui il compianto Pietro Mennea è diventato il grande campione, proprio in questi spazi ha forgiato il corpo che l’ha portato a quei risultati che l’hanno consacrato a mito nella storia dello sport… ce ne sarebbero tanti altri ancora da citare, come Sara Simeoni e Antonietta Di Martino, senza dimenticare i ragazzi della scherma, con la spada e la sciabola che hanno spesso scelto il CPO come centro degli allenamenti pre-mondiali, o ancora il taekwondo, il pugilato e Patrizio Oliva con il gruppo dei giovani, i quali solo 7 anni fa avevano ubicato qui il loro centro di preparazione per poi regalarci tante emozioni alle Olimpiadi: tantissima storia quindi, storia che impedisce di non essere orgoglioso di rappresentare tutto questo, ma solo per rispetto e riflesso, visto che il mio compito principale è in realtà quello di mantenere sempre così alto il brand e la qualità del centro.

Centro di Preparazione Olimpica e, in particolare, Scuola nazionale di Atletica Leggera: che valore hanno queste definizioni?
Il CPO nasce come un scuola, la scuola nazionale di atletica leggera come affermato, ma in realtà proprio l’appellativo di “scuola” lo si deve leggere nel senso più lato e nobile del termine. Gli atleti che vengono qui sono ragazzi che seguono un sogno, ragazzi che lasciano la casa, gli amici ed i propri luoghi d’origine per inseguire questo sogno, il loro sport, quello che diviene un vero e proprio lavoro: nell’atletica, come in alcuni altri sport, si arriva alla ribalta solo se arrivi sul podio o sei nei primi 10 delle liste mondiali di specialità, e devi avere una “scuola di vita” per poter ottenere questi traguardi.

 

Subito dopo il suo insediamento è arrivato un grandissimo riconoscimento dalla IAAF, che ha ratificato la struttura come Scuola Internazionale di Salto con l’Asta. Cosa ha comportato questo riconoscimento?
Il lavoro era stato avviato dal mio predecessore, il prof. Nicola Candeloro, ed io sono subentrato proprio nell’anno della ratifica da parte della IAAF che, in quanto Ente internazionale, richiede standard di qualità piuttosto elevati ed è certamente un onore sapere che Formia li ha raggiunti; questo risultato va attribuito in larga parte a Vitaly Petrov, uno dei massimi esperti di salto con l’asta, allenatore di Serhij Bubka, di Yelena Isinbayeva, di Monica Pirek, di Fabiana Murer… un luminare della specialità che ha scelto Formia come propria resistenza ed ha portato qui il meglio del “know how” mondiale.
Il CONI ha accolto con piacere questo tipo di iniziativa e, assieme alla FIDAL, ha seguito passo per passo questo percorso sino al positivo epilogo; vedersi attestare come Accredited Training Center è un riconoscimento importantissimo per una nazione come l’Italia, ancor più per una cittadina come Formia, spesso più famosa per il CPO che per le proprie caratteristiche geografiche e/o turistiche.

Ricorda il momento dell’ufficializzazione?
Certo, il momento della ratifica fu davvero intenso, ricordo l’emozione al momento della consegna della targa ricevuta direttamente dalle mani di Serhij Bubka, anche se, col senno del poi, solo oggi credo di avere la piena consapevolezza e la maturità per comprendere il pieno valore di quel gesto.


La Parola al Direttore:
SPECIALE CENTRO DI PREPARAZIONE OLIMPICA DI FORMIA
“I ragazzi che arrivano qui inseguono un sogno!”


Formia quindi si pone come centro di alta specializzazione, ma al contempo lavora anche sulla promozione giovanile? Come si combinano questi due aspetti apparentemente agli estremi?

Beh, questi passaggi sono semplicemente i capi di un unico percorso. Il dialogo con l’istituzione scolastica è e dev’essere il fulcro, nonché il punto di partenza di ogni progetto. Lo dimostra il fatto che quotidianamente al Centro sono ospitati ben 450 bambini, i quali muovono qui i propri primi passi di carattere ludico-motorio, soprattutto grazie alle società sportive che operano in loco, mostrando grande impegno ed attenzione al territorio.

Una location quindi in cui passare dalla ricerca del talento agli step successivi e più qualificanti?
E’ chiaro che cerchiamo di monitorare e valorizzare il talento, ma non dimentichiamo che il CONI ha ragion d’essere perché è la risposta sul piano della salute e dell’eccellenza ad un paese che trascura troppo spesso il principio del benessere.
Lo step successivo è dovuto al fatto che, grazie agli investimenti, è possibile scovare scientificamente il talento, avendo concentrato le risorse nell’ambito della valutazione motoria, nonché sull’importante ristrutturazione dell’impianto, creando così un laboratorio di biomeccanica al fine di permettere ai tecnici di poter effettuare al meglio l’analisi del campione, ma soprattutto per poter conoscere e studiare il potenziale motorio ed il biotipo di ogni singolo ragazzo/a che decide di intraprendere questo percorso.

Un percorso non semplice che riceve un sostegno decisivo…
Tutto viene svolto condividendo le scelte con la famiglia, supportando le società e mettendo a disposizione questi sussidi tecnologici in un’epoca storica in cui non sono più sufficienti il guizzo o l’occhio attento del tecnico; ci sono qui strumentazioni che richiedono investimenti per milioni di euro, in controcorrente rispetto ai tempi odierni, segnati dai ripetuti tagli alla ricerca.
Il CONI, in particolar modo qui a Formia, ha deciso di tener fede alla promessa fatta di prendersi cura dei giovani, certo non rimanendo esenti da critiche, ma io preferisco lasciarle fare agli altri, soprattutto quando vedo uno dei nostri 450 ragazzini portare a casa un risultato di caratura nazionale che mi regala gratificazione ed orgoglio indescrivibili.

Tra le tante risorse ed infrastrutture, anche un centro medico e fisioterapico. Una tutela ulteriore per i giovani atleti…
Il centro fisioterapico è una conseguenza necessaria per fisici e corpi che non si risparmiano minimamente ed hanno continuo bisogno di manutenzione e supporto; abbiamo cercato di confezionare una serie di “facilities” a supporto degli atleti e dell’allenamento: il riposo, lo scarico ed il ghiaccio (come testimoniano le 4 macchine presenti nel CPO) sono parte integrante dell’allenamento. Per questo scopo sono state pensate le apparecchiature di cui ci siamo dotati come la vasca idroterapica, la laserterapia, la tecarterapia, la magnetoterapia, ecc… strumenti utili ad accelerare il recupero e a fornire sollievo ai numerosi traumi che subiscono muscoli, articolazioni, tendini e legamenti quando sono sollecitati a rispondere al massimo delle proprie possibilità, spesso anche più di quanto sono essi stessi abituati.
Abbiamo cercato di confezionare così un prodotto a 360° e di poter garantire all’atleta tutto ciò che può servire, permettendogli di sententirsi a proprio agio e coccolato come a casa propria; è indubbio che nulla però può servire senza la fondamentale volontà che anima ognuno di questi ragazzi.

Gli investimenti sono il vero cardine del miglioramento?
Per rispondere basta fare un semplice ed immediato raffronto: basti pensare alla Jamaica, nazione dove sino a qualche anno fa si correva sull’erba o sulla terra,  mentre oggi invece, grazie ai cospicui e precisi investimenti (cui si sono sommati importanti risultati), l’atletica è diventata a pieno titolo sport nazionale,  portando questo stato ai vertici dell’attività mondiale. In ogni caso va tenuto in considerazione che tutto l’impegno economico che si può erogare per fornire il supporto agli atleti dev’essere una risposta all’esigenza, ma non dev’essere  “la risposta” o la soluzione fine a se stessa.

Quali altre forze devono intervenire?
Serve che la stampa e non solo spingano ed invoglino i ragazzi a ricordare che dentro se stessi hanno qualcosa da tirar fuori con le unghie e con i denti; spesso credo che la determinazione e la cultura del sacrificio dovrebbero essere riportate sui banchi di scuola, visto che, soprattutto noi genitori, siamo abituati a coccolare i nostri ragazzi (videogiochi, cellulari, capi firmati, etc…), mentre invece dovremmo portarli a correre, pensando che se sudano non è un problema, che se si dovessero raffreddare non si pone un altro problema: portiamoli a correre e costatiamo quanto gli fa bene.

Parlava della ristrutturazione dell’impianto. E’ stata ammodernata e ripristinata integralmente anche la pista: e’ stato seguito un preciso criterio per questo investimento?
L’atletica leggera sottopone l’organismo a numerosi e ripetuti traumi nello svolgimento ripetitivo della propria attività. E’ in questa direzione che ci si è mossi per arrivare a rinnovare la pista.
Nel sopracitato ed importante investimento da milioni di euro è stato concepito anche il rifacimento del manto, grazie ad un amalgama studiato con un’equipe di ingegneri per produrre una superficie con un coefficiente d’elasticità atto a poter essere utilizzato più volte. Per far comprendere meglio ai meno addetti ai lavori, se corressimo sul marmo avremmo una risposta massimale ed immediata nel gesto di spinta al suolo, mentre invece in un Centro di Preparazione Olimpica è indispensabile creare una pavimentazione tale da garantire una morbidezza utile a far sì che il manto possa ricevere il gesto più volte, trascurando eventualmente un po’ la risposta in velocità: i 100m non li dovremmo correre una volta e benissimo, bensì li dovremmo percorrere 10/100 volte! In quest’ottica abbiamo creato materiali con ben 7 coefficienti di elasticità diversi (tra indoor e outdoor).

Una curiosità per tutti: il CPO da chi è fruibile?
Il CPO è un patrimonio italiano, quindi di tutti noi, in cui certamente le federazioni nazionali sportive hanno un diritto di prelazione, com’è giusto che sia, e conseguentemente anche tutte le associazioni sportive hanno la possibilità di contattarci per poter svolgere gli allenamenti in questa location unica.

Concludiamo con un ricordo che ci riguarda tutti: l’intera comunità sportiva e non solo è stata toccata dalla recente scomparsa di Pietro Mennea. Lui ha vissuto a lungo a Formia, cosa ha significato questo triste evento per il CPO?
I ricordi di Pietro sono tantissimi prima di tutto perché Formia è stata protagonista del grande sacrificio che quest’uomo ha dedicato all’atletica, senza mai lamentarsi e con una determinazione che lo ha reso celebre nel mondo, nonché un esempio del riscatto sociale, del piccolo, antico ed arretrato sud che risponde al mondo a suon di primati.
Formia è stata casa sua, il suo mondo, la sua scuola ed i 450 bambini che continuo a citare, qualche giorno fa, si sono radunati tutti per un minuto di raccoglimento, minuto nel quale mi è anche venuto da pensare che precedentemente ognuno dei genitori di ciascun ragazzino aveva raccontato a casa le epiche gesta del grande Pietro, una figura quasi mitologica per lo sport, che ci lascia immensa tristezza a seguito della sua scomparsa prematura. A Formia se ne percepisce quasi il respiro.

Che stimolo è stato sino ad ora Pietro per chi vive il CPO?
Chi è stato qui lo può testimoniare: spesso è accaduto che qualcuno, durante gli allenamenti, abbia affermato di non farcela più e di essere stanco; in risposta a tali esclamazioni c’è sempre stata pronta una persona nel ricordare che Pietro non ha mai pronunciato una simile frase ed è così che si riparte tra fatica e sudore. Questo è Pietro per l’Italia, ancor più per Formia, visto che qui il suo peso è percepito in maniera maggiore.

Ha un suo personale aneddoto o ricordo Mennea?
Beh, certo… ho avuto il piacere di conoscerlo qui per caso un pomeriggio, quando l’ho trovato seduto sugli spalti e mi ci sono avvicinato per stringergli la mano, non essendosi annunciato come da sua abitudine e stile. Ricordo che mi disse “prenditi cura di questo posto perché è importante” e io farò il possibile per mantenere la parola data.

Ringraziamo a nome di tutta la redazione il Direttore Nicola Perrone, approfittando dell’intervista per invitarvi a vivere con noi il Centro di Preparazione Olimpica di Formia nei giorni 20 e 21 aprile 2013 partecipando al corsoAllenati ad allenareLa potenza è una questione di testa”. Maggiori dettagli al seguente link o visionando l'evento Facebook.

Ultime battute: il messaggio del direttore, Nicola Perrone, a tutti coloro che volessero vivere un’esperienza a Formia:
Prima di tutto è indispensabile non commettere l’errore di considerare il Centro come il Villaggio Vacanze dello Sport, perché è indispensabile la consapevolezza di essere in una “La Mecca” dello sport – mi si perdoni l’iperbole – un luogo che ha una propria sacralità, in cui io credo fermamente. Non sarà mail l’impianto a fare l’atleta, ma è l’atteggiamento e lo spirito che si vivono all’interno di questi spazi che, se salvaguardati, potranno aiutare ancora tantissimi ragazzi a raggiungere l’eccellenza.
Chiunque abbia voglia di affrontare con serietà, determinazione e convinzione lo sport non può che essere ben accetto qui, dopodiché saremo in grado di permettergli di dormire grazie alle nostre foresterie con oltre 100 posti letto, ma anche di mangiare ottimamente col nostro ristorante, garantendo spazi utili al relax e allo svago. Un contesto ideale per portare l’atleta a concentrarsi esclusivamente sulla propria priorità, allenarsi!

comments powered by Disqus
Pubblica con noi

Calendario e classifiche

GENNAIO
LunMarMerGioVenSabDom
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
Pista Strada Montagna Lanci Marcia Campestre Trail
Inserisci il tuo evento