La Parola al Presidente: SPECIALE CALABRIA

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La Parola al Presidente:
SPECIALE CALABRIA

“Basta cattedrali nel deserto!”
Intervista al Presidente Ignazio Vita per AtleticaLeggera.org

A cura di Dea Cucciniello

Una significativa riconferma quella del Presidente Ignazio Vita alla guida del Comitato regionale Fidal calabrese. Il Presidente ha accettato di aprirsi con noi sulla delicata questione dell’impiantistica calabrese, manifestando l’amarezza per lo stallo di molte realtà progettuali e riguadagnando fiducia quando si parla delle risorse umane e atletiche, vera realtà qualificante del territorio. Con la primavera la Calabria va incontro ad un folto calendario nazionale di corse su strada cui il pubblico più vivace di AtleticaLeggera.org è invitato a partecipare!


Lo scorso novembre ha segnato per lei un’importante riconferma, come l’ha vissuta Presidente?

Senz’altro serenamente e compiaciuto della fiducia che unanimemente le società hanno voluto riporre in me.

Questo secondo inizio si è aperto per lei con una sottolineatura decisa: la necessità di una radicale svolta nell’approccio delle istituzioni verso la scoraggiante situazione degli impianti che, allo stato attuale, “non offrono alcuna garanzia per la regolare pratica della disciplina dell'atletica leggera”! E’ ottimista in merito?

Mi piacerebbe  essere ottimista, ma purtroppo volendo stare con i piedi per terra debbo amaramente constatare come, in materia di impianti sportivi, da tanti anni riceviamo soltanto promesse da “marinaio” da parte di tutte le istituzioni competenti. E anche questa volta siamo disponibili ad essere fiduciosi.

Ci tratteggia il quadro impiantistico della sua regione e le lacune che meriterebbero la più urgente manovra operativa istituzionale!

L’amara constatazione è quella di aver visto nascere e realizzare in maniera entusiastica tante cattedrali nel deserto nelle più disparate località della regione che puntualmente vengono abbandonate nel senso più lato della parola, trascurando il costo alla collettività  per la realizzazione dell’opera. L’intervento da me proposto alle istituzioni è quello di prendere in considerazione la ristrutturazione e soprattutto la messa a norma degli impianti  laddove già  esistono praticanti di questa disciplina.

Quanto ai risultati dell’ultimo quadriennio, lei ha parlato di traguardi atletici conseguiti attraverso una gestione completamente autonoma delle società, vista la totale assenza di supporto economico da parte degli “Enti locali tutti”… Vuole commentare questa affermazione!

Certamente, grande merito va attribuito alle società che, nonostante l’assenza  totale di sostegni economici da parte degli Enti locali, riescono a “produrre” atleti di indubbio valore tecnico che portano alto in giro per l’Italia il nome dell’atletica calabrese.

La sua amarezza riflette una difficoltà generale dell’atletica nazionale o ritiene che la sua regione sia portatrice di problematiche più complesse da affrontare?

Indubbiamente il problema riveste carattere nazionale, ma è anche vero che la Calabria è in testa alla classifica negativa delle regioni per  quanto riguarda l’impiantistica sportiva.

Ha espresso pubblicamente la sua rabbia per il Campo Scuola Coni di Reggio Calabria, “ridotto in condizioni pietose”. Quanto incide la cattiva salute delle strutture sulla possibilità di far emergere ed educare le nuove leve?

La rabbia è assolutamente massima, in quanto la situazione strutturale dell’impianto in questione determina una forte sfiducia nelle famiglie, poiché lo stesso scoraggia, al primo impatto visivo, i genitori  per l’avviamento dei propri figli all’atletica leggera.

In occasione della chiusura della stagione agonistica FIDAL 2012 a Reggio Calabria, il  Presidente del Coni Calabria Mimmo Praticò ha dichiarato che i fondi stanziati per il rifacimento del Campo Scuola erano andati dispersi. Quanta frustrazione può derivare da questo stato di impasse?

Effettivamente non siamo riusciti a capire dopo tanti anni  che fine abbiano fatto i fondi stanziati per la ristrutturazione dell’impianto. Visto che è passato tanto tempo ormai siamo molto scettici sulla destinazione di questi fondi . In quanto interlocutori diretti delle istituzioni locali, siamo sottoposti a continue pressioni e richieste da parte delle società sportive e dei tantissimi praticanti sulla tanto sospirata e controversa sistemazione della struttura.

Lei ha additato la soluzione in una “sinergia inter-istituzionale”, riesce a intravedere prospettive più rosee per il prossimo futuro?

Stiamo tentando anche la strada della soluzione inter-istituzionale con Regione –Provincia e Comune che potrebbero ripartirsi l’onere della sistemazione.

Nonostante le difficoltà cui si è fatto riferimento, negli scorsi anni le soddisfazioni atletiche sono state importanti e ancor più significative, segno che la passione dei giovani è forte e vitale…

L’atletica, è uno sport  fondamentalmente individuale;  vantando la nostra regione risorse umane giuste (tecnici e dirigenti) di alta professionalità negli ultimi anni  diversi nostri atleti si sono potuti mettere in bella mostra ottenendo risultati di prestigio.

Ha dichiarato sul finire dello scorso anno “il prezioso lavoro delle nostre società, quest'anno ha portato ben due giovani calabresi ad indossare la maglia azzurra”, ci ricorda i loro nomi e le aspettative che animano i loro percorsi!

E’ vero. Nel 2012 le atlete reggine Monia Cantarella, lanciatrice di peso e disco e Alessia Costantino, marciatrice,  grazie ai risultati tecnici conseguiti col supporto prezioso delle società di appartenenza, hanno vestito più volte la maglia della Nazionale Italiana.

Il suo nuovo mandato è un’occasione per portare a compimento progetti avviati negli ultimi anni? Se sì, quali?

Un progetto molto sentito riguarda la promozione: prevede il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche ed è finalizzato a portare nuova “linfa” alla nostra disciplina sportiva. Inoltre una serie di altri progetti mirano, con il coinvolgimento del nostro qualificato staff tecnico, a far crescere i diversi settori di specialità dell’atletica leggera. Con la collaborazione della Fidal Nazionale, quanto prima, saranno avviati i Centri di qualificazione interregionali, che si prenderanno cura dei migliori atleti del territorio.

Nel quadro delicato, emerso dalle sue dichiarazioni e non solo, può diventare cruciale il rapporto del Comitato Regionale con aziende private? 

Secondo il mio punto di vista l’avvicinamento delle aziende private all’atletica leggera dovrebbe essere facilitato considerato l’elevato numero di utenti  nelle diverse manifestazioni. Però cosi purtroppo non è poiché l’atletica riesce a coinvolgere il grande pubblico solo in occasione di eventi di forte richiamo. E il veto della Federazione Nazionale sugli accordi regionali con marchi privati, scoraggia i flebili tentativi di avvicinamento dei potenziali sponsor.

Saprebbe immaginare delle soluzioni per avvicinare i grandi sponsor all’atletica, o, comunque, per potenziare l’attenzione e la pervasività mediatica al riguardo?

Gli sponsor si avvicinano all’atletica laddove è presente il grande pubblico per veicolare i propri marchi. L’atletica trova rispondenza solo nelle occasioni in cui il richiamo è di alto livello. Purtroppo l’atletica di base che è poi quella che interessa il territorio, per vari motivi non attira né l’interesse del pubblico né di conseguenza l’interesse degli sponsor. 


Quanto slancio vede nei tantissimi ragazzi che ogni giorno si allenano con dedizione? Crede che l’atletica ci riservi un fermento e un entusiasmo in crescita?

Lo slancio e l’entusiasmo dei ragazzi dipende fortemente dai primi approcci nell’ambito della società sportiva, ma  soprattutto dalla passione che gli allenatori  riescono ad infondere nei ragazzi. Nella considerazione che i nostri allenatori hanno insite queste capacità possiamo esprimere un parere positivo sulla bontà della promozione e della crescita del nostro sport.

Una migliore qualità dell’informazione sportiva nel nostro paese potrebbe sostenere diversamente l’avvicinamento dei giovani all’atletica?

Certamente l’informazione sportiva aiuta a migliorare la conoscenza  e quindi spinge i giovani verso la nostra disciplina.

Qual è il rapporto con le Associazioni Sportive Dilettantistiche?

Il rapporto con le ASD calabresi è ottimo. La maggior parte di queste operano, attraverso il proprio staff tecnico e dirigenziale, per la sana crescita psico-fisica degli atleti.

Veniamo al cronometro: c'è qualche primato regionale che vuole ricordare al nostro pubblico?

La Calabria ha sempre messo in evidenza primatisti regionali che sistematicamente ricevono l’attenzione dei più blasonati sodalizi sportivi militari e civili i quali suscitano e attraggono l’interesse di questi campioni “nostrani”.

Tanti gli atleti di grande calibro, vuole anticiparci invece qualche nuovo nome non ancora pervenuto alla ribalta della cronaca e sul quale lei è già pronto a scommettere?

I nomi sono tanti. Le scommesse da fare sarebbero  altrettante, però l’esperienza ci insegna che bisogna andare con cautela in quanto il futuro, nel nostro sport, non è facilmente prevedibile.

La sua Calabria si avvia verso una soleggiata primavera agonistica, desidera rivolgere al nostro pubblico un invito per i prossimi eventi? Quali?

Gli impianti sportivi in Calabria allo stato attuale non ci consentono di programmare eventi di una certa importanza che possano attrarre un vasto pubblico; di contro su strada il calendario agonistico comprende diverse manifestazioni di livello nazionale ed internazionale.

Recentemente il Presidente Alfio Giomi ha dichiarato “' L'atletica è viva, vitale, e guarda al futuro con grande ottimismo”, lei come definirebbe la condizione di salute dell’atletica in Italia e nella sua regione?

Alla luce delle considerazioni in merito all’impiantistica regionale il mio ottimismo è basso, mentre se prendiamo in considerazione l’impegno e le capacità delle nostre società sportive posso affermare che la salute dell’atletica calabrese non è poi tanto malandata.

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