La Parola al Presidente: SPECIALE LAZIO

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La Parola al Presidente:
SPECIALE LAZIO

“Troppo spesso l’atletica vive di nicchia…Il dialogo è il cardine”
Intervista al Presidente Marco Pietrogiacomi per AtleticaLeggera.org

A cura di Carlo Cantales

Dall’indossare le scarpe chiodate alla riconferma alla guida del Comitato Regionale Laziale, Marco Pietrogiacomi ci ha guidato nell’atletica di oggi della propria regione, passando per le iniziative, gli atleti e le tante società attive e vitali del territorio. Un percorso lungo, spesso non semplice, ma sempre caratterizzato da una ferma convinzione “se si trovano interlocutori intelligenti e disposti al dialogo si riesce a trovare sempre il punto d'incontro”.


Partiamo dal principio: chi è Marco Pietrogiacomi e come si è avvicinato all'atletica?

Beh, la mia passione per l'atletica è nata da giovane, quando mi dilettavo a correre sulle piste della provincia di Latina e del Lazio, poi sono seguite le varie esperienze in altri ruoli ed ambiti che mi hanno fatto proseguire il cammino all'interno di questo nostro sport.

Esperienza lunga da atleta, da tecnico, da dirigente di un Ente di Promozione e nella formazione delle figure professionali correlate con lo sport. Quanto ognuna di queste vesti ha contribuito e contribuisce a costruire l'attuale presidente regionale della FIDAL Lazio, uno dei più giovani in Italia?

Ho avuto la fortuna di lavorare in un Ente di Promozione Sportiva, il che è stato ed è tutt’ora un grande viatico. L'esempio per me più rappresentativo riguarda il trofeo Bravin, manifestazione cui da ragazzo ho più volte partecipato da atleta (anche se non di altissimo livello!) e che oggi vivo da organizzatore, apportando tutte quelle idee, sensazioni ed attenzioni che, vissute anche nella veste di fruitore, possono contribuire al miglioramento della manifestazione.

Tutto serve quindi?

Si, secondo me tutte le fasi e tutte le esperienze della vita formano il background dal quale oggi, come presidente regionale, riesco ad operare, col perenne desiderio di essere operativo e non un mero osservatore. Aver agito in ogni ambito permette di comprendere al meglio il lavoro che in veste di dirigente bisogna poi andare a coordinare con chi partecipa ai vari ambiti organizzativi, qualsiasi sia il campo di applicazione.

L'attività ed il lavoro del Comitato  Regionale da lei presieduto rispecchiano integralmente il programma elettorale presentato o c’è anche altro?

Nel mio primo mandato, quello concluso, la mia /nostra attività si è incentrata sulla ricerca di un clima di maggior serenità, collaborazione e coesione nel mondo dell'atletica, ricongiungendo le divisioni tra corse su strada e corse su pista, Enti di Promozione e Federazione, organizzatori di maratone e giudici di Gara; è stato necessario implementare un clima di dialogo perché l'Atletica troppo spesso vive di nicchia e parla un linguaggio autoreferenziale.
Così si è discusso sia con le società che con gli atleti, ma anche con gli Enti di Promozione e con gli organizzatori di eventi, sommando a quanto creato da queste realtà ulteriori iniziative proprie del Comitato, al fine di mettere a frutto il lavoro svolto sino ad ora e tradurre in pratica il nuovo clima instaurato.

Cosa è stato fatto in tal senso?

In quest'ottica sono nati importanti appuntamenti agonistici e promozionali come i Campionati Regionali di Staffette in piazza che richiamano una discreta attenzione mediatica e partecipativa, i progetti per portare l'atletica nelle carceri, stimolando anche la finalità sociale dello sport, e la We Run Rome che, con il supporto di una grande multinazionale sportiva (quale la Nike), ci permette di poter sovvenzionare l'attività giovanile regionale... fondamentalmente quindi siamo partiti dal programma e ci siamo poi allargati anche ad altro, dove possibile.

Lei conosce bene il mondo degli Enti di Promozione Sportiva (EE.PP.SS.) e le varie dinamiche tutte italiane che regolano il rapporto con la FIDAL: esistono particolari accordi o protocolli d'intesa locali siglati al fine di collaborare con le realtà territoriali?

Parto ancora una volta dal concetto che l'atletica troppo spesso è autoreferenziale, non solo nel movimento, ma anche nei vari gruppi, mentre è di fondamentale importanza la comunicazione, interna, esterna e tra le parti, complice un ultimo ventennio in cui una discreta povertà intellettuale ha portato a situazioni poco logiche e costruttive.
I rapporti tra le persone sono fondamentali e se si trovano interlocutori intelligenti e disposti al dialogo si riesce a trovare sempre il punto d'incontro: abbiamo creato un apposito ufficio "Corse su strada" mediante il quale interagire con gli Enti e trovare un metodo per integrare il loro operato con i servizi e la professionalità che la Federazione poteva apportare, convinti che in tal modo si sarebbe ampliato il bacino d'utenza di entrambe!
In questa direzione, forse unici in Italia, abbiamo proposto di creare una banca dati interna dei praticanti regionali, capace di integrare i tesserati FIDAL con quelli degli EPS, in particolare modo registrando coloro che effettivamente praticano l'atletica e partecipano ai vari appuntamenti agonistici competitivi o non competitivi.

In periodo di crisi, complice la spending review ed il taglio ai fondi CONI da redistribuire alle Federazioni, l'attenzione alla gestione economica dei Comitati si è progressivamente rivelata sempre più minuziosa e fondamentale: cosa si è trovata a fronteggiare la sua regione?

Nel mio primo quadriennio abbiamo creato un "Ufficio progetti", per proporre ai vari enti locali delle iniziative al fine di ottenere finanziamenti, partendo proprio dal bagaglio d'esperienza personale maturato nel mio lavoro negli Enti di Promozione. Così è nato il progetto per le carceri, come anche quello della We Run Rome, progetto che non è finalizzato esclusivamente all'organizzazione della singola manifestazione, ma mira soprattutto a permettere al Comitato di poter contare su un grande apporto tecnico e finanziario utile a coprire tutta l'attività promozionale, come testimonia tutto il materiale sportivo fornito alle varie rappresentative o al settore tecnico.

Cos’altro serve all’atletica?

Noi abbiamo messo in campo un'altra grande scommessa, ovvero quella dei progetti delle Scuole Regionali di Atletica Leggera, ambito rispetto al quale ho ripetutamente ricevuto accuse di persone convinte che il nostro operato favorisse l'apporto di giovani leve al gioco del calcio, mentre invece i numeri e lo stato attuale del movimento hanno saputo dimostrare che, se si agisce determinati e convinti, la Regina degli Sport può dire la sua e non avere rivali. Per ottenere questi risultati è necessario basarsi su professionalità, competenza, comunicazione, eventualmente un abbigliamento valido e tanta voglia di guardare avanti. Smettere di "piangersi addosso" serve a produrre novità e crescita, al contempo serve anche prendere coscienza che l'atletica chiede poco e conseguentemente può dare poco: se un utente medio spende 80/100/150€ annui per fruire del servizio "atletica", deve comprendere che il servizio di cui fruisce ha un costo vivo e risulta necessario contribuire per quanto si utilizza, in particolar modo è indispensabile reperire le risorse per poter sopperire agli oltre 150.000€ necessari al mantenimento delle strutture, senza contare dei meritati corrispettivi per le persone che dedicano il proprio tempo (bisognerebbe fare il confronto con i costi delle altre attività sportive). A mio avviso serve un netto cambio di mentalità...

La regione Lazio ospita alcuni dei più importanti appuntamenti agonistici nazionali, a partire dal Golden Gala, seguendo poi con la Maratona di Roma, la Roma-Ostia e la già citata We Run Rome… e, da quest’anno, il Campionato Europeo Juniores di Rieti: qual è la "ricetta" per la messa in opera di manifestazioni di così alta caratura e rilevanza?

L'ingrediente base è la "competenza", poi fortuna vuole che nella nostra regione siamo molto agevolati nella logistica organizzativa, complice in particolar modo la presenza sul territorio di grandi organizzatori con il relativo staff (penso alla Maratona di Roma e alla Roma-Ostia ), senza dimenticare la presenza dell'evento della FIDAL Nazionale del Golden Gala e la continua interazione con i Gruppi Sportivi Militari che hanno sede qui. A questo si somma la nostra manifestazione clou che è la We Run Rome, targata esplicitamente CR Lazio, che è nata grazie ad alcuni nostri eventi in piazza ed ai Gruppi Sportivi che hanno avvicinato il nostro sponsor a noi al fine di accrescere l'offerta ai tesserati.

Lo scorso anno fece molto scalpore la notizia della partnership tra il Comitato Regionale e la Nike: come si è arrivati a quel tipo di accordo? E come valutò la circolare diramata pochi giorni dopo in merito alla possibilità di veto della Federazione Nazionale sugli accordi regionali con marchi privati?

Quella comunicazione ci colpiva come primi attori, avendo da poco siglato il nostro attuale contratto di sponsorizzazione tecnica, forti della nostra certezza di essere nel giusto a fronte dell'autonomia gestionale sul piano territoriale che ci riguardava e tutt'oggi ci riguarda. Rimasi abbastanza allibito da quel documento, soprattutto perché ero certo di non aver commesso un errore, altrimenti per mia indole l'avrei ammesso immediatamente, e ne è una tacita conferma la costatazione che l'accordo non è stato ancora rescisso.

La FIDAL Lazio vanta tra le proprie associazioni affiliate alcuni illustri gruppi sportivi militari come Fiamme Azzurre, Fiamme Gialle, Esercito, Aeronautica e Forestale. Che tipo di rapporti intercorrono tra il CR e queste grandi risorse dell'atletica italiana?

Sarò monotono, ma anche qui la parola "dialogo" è il cardine del rapporto: i Militari sono una grandissima risorsa per tutto il Comitato e per l'intera FIDAL! Noi personalmente siamo loro grati, potendo contare sul supporto che forniscono, principalmente in ambito logistico, mettendoci a disposizione mezzi e strutture, permettendoci di proporre attività di alto profilo e risparmiando sulle uscite del nostro bilancio. E’ davvero una grande fortuna avere il supporto di queste realtà!

Attualmente la sua regione vanta numerosi atleti assoluti di interesse nazionale o tesserati per gruppi sportivi militari: c'è qualche nome dal quale si aspetta qualche soddisfazione in più?

Tra i tantissimi ragazzi che animano la nostra regione, ho una grande ammirazione per Roberta Bruni e Daniele Secci, giusto per dare due nomi (uno al femminile, l'altro al maschile), conoscendo quanto impegno, quanti sacrifici e quanto tempo dedicano alla loro attività, senza dimenticare che sono due splendide persone! E come loro tantissimi altri! Mi è venuta in mente Roberta dopo lo straordinario risultato, ottenuto da Juniores, del record italiano assoluto nel salto con l'asta ai recenti Campionati Italiani Assoluti Indoor di Ancona.

Che lavoro c'è alle spalle dei risultati di questi ragazzi?

I risultati, sino ai 18 anni, sono frutto del grandissimo impegno, oltre che degli atleti, delle società di base, delle famiglie e dei tecnici che li portano ad ottenere dei traguardi; lì subentra poi il rapporto con alcune società civili di prima linea o (e qui nel Lazio siamo avvantaggiati) con i Gruppi Sportivi Militari che accompagnano verso il risultato di vertice. Un importante esempio è quello della Ca.Ri.Ri. che ha portato un centinaio di atleti a vestire divise militari, complice l'ottimo lavoro che sul piano giovanile la società di Andrea Milardi svolge quotidianamente e da anni!

Le Associazioni Sportive Dilettantistiche sono la ramificazione territoriale della federazione, alcune più attente al reclutamento, altre più proiettate all'attività di vertice: se dovessimo idealmente premiare un’associazione (o qualcuna in più) per il lavoro svolto, a suo personale giudizio, chi porterebbe sul gradino più alto?

Beh, ho fatto l’esempio della Ca.Ri.Ri., ma sarebbe difficile fare distinzioni visto che nella Regione Lazio vi sono anche tantissime altre grandi realtà come l'Intesatletica (frutto della fusione di gruppi di Latina e Formia), l'Atletica Futura, la S.S. Lazio... posso dire che abbiamo un grande desiderio, ovvero che possa crescere la provincia di Frosinone, il cui nuovo presidente provinciale conoscerò a breve. Nonostante Rieti abbia una certa predominanza nei vari discorsi, ci sono tante realtà, tante provincie, tante società che nella regione lavorano bene, producono e fanno crescere questo movimento.

Il suo comitato si rivela in linea con la tendenza nazionale o si registra una crescita annuale dei tesserati, soprattutto in ambito giovanile?

Al mio insediamento esistevano tre scuole giovanili di atletica della FIDAL Lazio, ne ho aperte altre due io ed al momento contiamo oltre 2000 tesserati del settore promozionale. Se Roma e la provincia di Frosinone potessero lavorare a pieno regime non so che numeri potremmo raggiungere! Dicevo di Roma perché appare abbastanza strano che la città che ha il maggior numero di impianti e di residenti abbia un così esiguo numero di ragazzini praticanti, complice qualche difficoltà di fruizione delle piste e delle strutture adiacenti, se non proprio le condizioni non ottimali di alcuni manti. Noi stiamo continuando a contribuire per far nascere nuovi poli, auspico davvero che le due realtà che ho citato possano raggiungere il pieno ritmo e sfruttare le potenzialità che vantano.

L'atletica al femminile in Italia ha una marcia in meno rispetto a quella maschile, soprattutto sul piano numerico: ritiene vi siano delle cause strutturali o vi sono responsabilità precise della Federazione e/o del movimento dell'atletica italiana?

Per rispondere mi rifaccio alla mia esperienza personale da tecnico: avevo un gruppo di ragazzine, oltre 20, che sino alle scuole medie mi seguivano in ogni modo, anche con buoni risultati, poi complici probabilmente prestazioni a loro avviso non soddisfacenti, l'età che oltre allo studio (l'avvio delle scuole superiori) comportava i primi rapporti sentimentali ed altre piccole, ma numerose, variabili, si rivelava sempre più difficile dare stimolo a queste atlete per farle proseguire nella loro pratica. Alla fine provai ogni sorta di mezzo per motivarle, indurle a venire agli allenamenti e rinsaldare più che mai l'identità di gruppo, ma nessuna di loro ha poi continuato. Non saprei dire precisamente quale sia la causa fondante e comune dello stato dei fatti, posso ribadire che a mio giudizio è più difficile motivare le ragazze qualora non provino una personale spinta a proseguire nell'atletica, ma non solo.

L'atletica è certamente basata sulla realizzazione di prestazioni metriche o cronometriche: c'è qualche prestazione o primato regionale cui oltre l'emozione è connesso anche qualche suo personale ricordo?

Sul piano personale non mi è mai passato il rammarico di non aver infranto da atleta il muro dei 51"00 su 400m, principale distanza che affrontavo; mentre oggi da Presidente ricordo in particolare la prestazione, la grinta e la combattività di Roberta Bruni con il suo terzo posto ai Mondiali Juniores, nonostante non fosse pienamente in forma e avesse oggettivi disagi fisici, come testimoniavano le vistose fasciature che portava.

Vorremmo parlare celermente di un personaggio che dal Lazio è partito alla scoperta dell'Italia ed è in attesa di poter avere il proprio meritato spazio ai prossimi Europei Juniores di Rieti: cosa ne pensa di Guido, la mascotte dei campionati?
 

Sinceramente apprezzo tantissimo questa mascotte, non solo per l'ambiente dal quale proviene, ma anche per le finalità ed i messaggi di legame tra lo sport, la simpatia e la natura che richiama. Guido sarà un valido portacolori dei prossimi Europei Juniores e oramai qui in Italia lo conoscono già tutti, un po’ per le presenze nell'ultimo anno in occasione di numerosi campionati nazionali istituzionali, ma anche per gli stand e le attività collaterali e promozionali che sono state sino ad oggi calendarizzate come lo "Speedy Guido" in occasione dell'ultima We Run Rome del 31 dicembre scorso, coniugando l'atletica con la promozione ed il divertimento.

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