La parola al Presidente: SPECIALE PUGLIA

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La Parola al Presidente:
SPECIALE PUGLIA

“La stampa ha fame di raccontare storie vere, storie che si vivono sui campi”
Intervista al Presidente Angelo Giliberto per AtleticaLeggera.org
 
a cura di Dea Cucciniello


Che la Puglia sia una regione dal vigoroso fermento è noto a tutti, ma un senso di rigogliosa animazione viene fuori ben tornito dalle parole del presidente del Comitato regionale Fidal Angelo Giliberto. Fresco di rielezione, il Presidente ci racconta il senso della sua continuità di mandato, i raduni tecnici che fanno grande la sua regione, da Corripuglia al Meting Città di Bari che si terrà a settembre. Lo stato dei campi e degli impianti, la congiuntura economica e la crisi, che dice di non patire, perché in fondo c’è sempre stata! E ancora il boom di tesserati, le donne che si radunano in associazioni, e le associazioni che riescono ad avere in gestione degli impianti… un sottobosco che formicola di passione e si mescola all’orgoglio della terra.

La sua elezione: una riconferma significativa in un quadro nazionale di tendenziale rinnovamento. Ha un valore aggiunto? Che sapore ha?

Ha semplicemente un sapore di continuità. Con questo quadriennio si chiude il mio ciclo e quindi io darò fino al 2016 il mio impegno nella federazione regionale.

Visto che parla di continuità, quali i progetti già intrapresi che gioveranno di questo nuovo mandato? E quali le linee programmatiche nuove?

Noi porteremo avanti i progetti relativi al settore giovanile. Ovviamente il Trofeo Mediterraneo di marcia è il fiore all’occhiello di questo comitato e continueremo a svilupparlo, ma allargandolo anche ad altre regioni. Fino all’anno scorso si è svolto solo in Puglia, e in un unico anno in collaborazione con la Basilicata, poi per problemi logistici l’esperienza non è stata ripetuta. Ma, tenendo conto anche delle spese, cercheremo di fare per il 2014 un Trofeo del Mediterraneo che possa coinvolgere una macro area che va dal Lazio alla Sicilia.

Veniamo alle prime battute del suo mandato. Il 2013 si è aperto con un evento significativo: la celebrazione a Palazzo San Giorgio, a Trani, della Festa dell’Atletica Pugliese. Ospite il neoeletto presidente Giomi, che ha ribadito di voler rilanciare a livelli internazionali l’atletica italiana. Che scambi di riflessioni ci sono stati, che atmosfera si è respirata?

La venuta di Giomi è stata funzionale a presentare i giovani agli amministratori locali, e cioè al comune di Bari. C’è un progetto che vede sicuramente il rifacimento della pista, perché tutti i risultati richiedono strutture adeguate. E noi, grazie all’amministrazione comunale di Bari, che ci ha dato in gestione l’impianto, adesso saremo nelle condizioni di fare la pista nuova e quindi potremo sviluppare tutte quelle attività che ci hanno portato ai vertici delle classifiche nazionali, penso al salto triplo, penso al salto con l’asta, penso alla velocità, e penso anche al mezzofondo dove abbiamo delle eccellenze. Oltre alla presenza di Alfio Giomi, una presenza che ci vede gratificati da quando c’è la mia gestione (mi dispiace dire la “mia” gestione, ma non riesco a trovare altro modo di dire), siamo riusciti a calendarizzare la premiazione annuale dell’atletica, ogni anno alla terza domenica di gennaio. Come sempre dico, possiamo fare questo perché abbiamo degli atleti che si impongono a livello olimpico, a livello italiano, europeo e mondiale.

Tra gli altri è stata premiata dalla Fidal Anna Clemente, già "Atleta dell'anno" Unvs, orgoglio degli iscritti di Bari! Vuole spendere qualche parola su di lei, o su altri atleti degni di merito?

Noi siamo un comitato che produce atletica e non fa semplicemente atletica, e le spiego perché. Chi mi conosce sa già benissimo cosa intendo. Noi produciamo atleti che poi all’età di 17-18 anni finiscono nei gruppi sportivi militari o in altre società, “limitrofe” le definisco io. Tra questi Francesca Lanciano che ha da poco vinto il titolo italiano indoor, ma è un’eccellenza di salto triplo e quindi è la ragazza che dopo 16 anni si è accaparrata il primato mondiale, in occasione degli Europei di Barcellona dell’anno scorso, del salto triplo con 13 e 54. Abbiamo una vera e propria scuola di triplisti che dietro Greco si evidenziano con Napoletano, che è campione italiano, con Mirko Farano, che è un altro ragazzo molto importante anche se ci ha lasciato… però è sempre un atleta pugliese, uscito dalle nostre scuole! Poi abbiamo la scuola di marcia: durante i Campionati italiani la Puglia ha fatto poker, ricordo Angelini tra i maschi, la Palmisano, Noemi Stella negli allievi e Vito Minei.
A tutto questo va aggiunto anche che il secondo arrivato Fortunato Francesco, che corre per una società campana, è di Andria… è andato fuori per le note ragioni che ci impediscono di trattenere gli atleti, perché non ci sono soldini.

In quest’ottica, proviamo a rileggere assieme una dichiarazione di Giomi appena insediato: “la priorità assoluta: incontrare gli atleti, dar loro il segno che saranno al centro di ogni progetto. Chiederemo molto, ma in cambio otterranno ciò di cui hanno bisogno. Quando l´atletica italiana tornerà protagonista? Io dico subito, abbiamo atleti in grado di primeggiare, e non abbiamo tempo da perdere". Alla luce di un mandato già trascorso, legge in queste parole dell’enfasi retorica o crede che ci sia una fattibilità concreta? I singoli spaccati regionali sono strutturalmente attrezzati per aiutare a sdoganare i talenti?

Se si riferisce ai centri regionali, la cosa è già partita, perché basta avere in regione un ragazzo ai vertici, perché a catena si crei questo centro di specialità. Io dico che Giomi, al di là dell’enfasi, ha inteso motivare i tecnici che sono vicini agli atleti, perché gli atleti vanno forte, si allenano forte, ma lo fanno perché hanno dei tecnici che se hanno carisma riescono a tirare fuori il meglio. Almeno qui in Puglia abbiamo degli atleti che sentono moltissimo il proprio tecnico e quello che ha fatto questa nuova gestione Alfio Giomi è motivare i tecnici per trasmettere il loro entusiasmo agli atleti, che, diciamo, non ne hanno bisogno, però sentirsi coinvolti in questo progetto vale moltissimo.
Basta guardare la composizione della squadra di Göteborg, dove ci sono quasi tutte le specialità presenti con i nostri atleti (a Göteborg non c’è bisogno del minimo, quindi si tratta di un investimento della federazione sui nostri giovani talenti, ma assieme a loro stanno facendo esperienze internazionali anche i tecnici). E’ sufficiente dare uno sguardo alla lista, che è pubblica, per rendersi conto di quanta importanza si sta dando al settore tecnico.

Conosciamo la sua battaglia in merito all’affidamento del Campo scuola Bellavista alla Fidal. Quali le prospettive? Ci tratteggia la condizione dell’impiantistica nella sua regione e le manovre di miglioramento messe in cantiere?

Noi abbiamo seguito questa cosa per molti anni, si è realizzata 6 anni fa, e abbiamo fatto da apripista a molti altri comitati regionali, perché si tratta di un campo scuola, uno per ogni capoluogo di regione, allestito su suolo comunale, con i soldi del Coni, e diretto fino al 2006 dal Miur, che ora non ha più soldi. Per cui il comune ha ritenuto di affidare in gestione alla federazione questo impianto, presso il quale noi riusciamo a canalizzare la gran parte della nostra attività; lo stesso è poi accaduto agli impianti di Oristano, ma è un meccanismo che si è ripetuto altrove, penso anche a Mantova, a Matera e a molti altri. Sta anche nascendo una cosa molto simpatica, se non bella!
E cioè che qui in Puglia, anche delle associazioni riescono ad avere in gestione degli impianti, ed è il caso del “Giammaria” di Acquaviva delle Fonti, che viene gestito direttamente dalla Amatori Atletica Acquaviva, una società di atletica. E questo è un fatto importante. Altro fatto importante è la realizzazione dell’unica pista a 8 corsie a Molfetta, di cui è già partito l’appalto, che successivamente sarà dato in gestione ad un consorzio di società del comune di Molfetta.

Lei ci parla di un dato tanto più significativo se pensiamo alle continue polemiche sul fatto che a fronte di un notevole aumento di persone che si sono avvicinate al mondo dell’atletica, della corsa in particolare, non si è registrato un altrettanto interessamento delle istituzioni in genere. Ormai è frequentissimo vedere runners che percorrono le strade delle periferie cittadine alla ricerca di un posto dove allenarsi. Amatori che, così facendo, mettono però a repentaglio la loro incolumità a causa di una cattiva manutenzione degli impianti sportivi o, in alcuni casi, per la loro totale assenza…

Noi stiamo facendo da volontari un lavoro imprenditoriale. In tutti i settori lo sport non avanza senza volontariato. Nel mio caso, io sono un volontario a tutto campo, ma lo faccio con le mie competenze, e credo anche gli altri. E’ evidente che il comune abbia un grosso risparmio, perché il comune ha tipi e tipi di impianti… questi sono impianti, va detto francamente, che per l’atletica non producono un utile per l’amministrazione, a meno che non abbiano quegli standard di sicurezza che permettono di fare concerti. I sacrifici sono tutti in seno al volontario, alla federazione o alla società, però noi abbiamo realizzato, anche per i runners, spesso a rischio, dei percorsi in sicurezza qui a Bari, li abbiamo fatti alla Pineta di San Francesco, a Largo 2 giugno, abbiamo creato dei percorsi sul marciapiede del lungomare di Bari per una lunghezza di quasi 35 Km, e poi abbiamo il grosso polmone della Foresta di Mercadante, dove tutti hanno modo di attraversare percorsi collinari in perfetta sicurezza.

Voltiamo pagina. Nel corso dell'Assemblea elettiva del Coni Puglia c’è stata la riconferma alla guida dello sport pugliese dell'Ing. Elio Sannicandro, nonché la sua riaffermazione, che conferma l'appartenenza in Giunta regionale per la quota tecnici. Che significato ha?

Il Coni, che a mio avviso quest’anno ha avuto la prima vera elezione, perché fino a 4 anni fa, prima della riforma, questi incarichi erano assegnati direttamente dal presidente del Coni regionale, adesso invece la giunta è elettiva, significa che uno si candida nella propria quota e viene eletto in prima persona. Per cui la continuità al Coni per tutto il lavoro che è stato fatto è la parola d’ordine. Non dimentichiamo che il Coni Puglia è stato promotore del Coni Puglia Stars, per il progetto Barilla un due tre via, per l’alfabetizzazione scolastica e soprattutto ora con il progetto SBAM, che è un progetto fatto con il Ministero della Pubblica istruzione, finanziato interamente dal Ministero dello sport, turismo, spettacolo, ed è un progetto che vede qui in Puglia, ma anche in altre regioni, un risultato importante: si tratta di un progetto inter-assessorile, nel quale intervengono l’Assessorato della Sanità, quello dei Trasporti e quello dello Sport.

Ci tratteggia il termometro dei rapporti con le società e con gli Enti di promozione sportiva?

I rapporti con gli Enti di promozione sportiva sono ottimi, lavoriamo costantemente con i presidenti. Con le società invece affiliate agli enti di promozione sportiva, si ha qualche difficoltà a far comprendere che ci sono regolamenti e protocolli che vanno osservati. Allora a livello dirigenziale tra i presidenti queste norme vengono rispettate, dalle associazioni un po’ meno. Però i rapporti con le associazioni della regione Puglia per quanto riguarda la Fidal sono ottimi da Lecce a Foggia passando per Taranto, Brindisi e Bari ovviamente!

Promozione: è soddisfatto dei meccanismi che abilitano la promozione in Puglia?

Possiamo solo migliorarli! Noi abbiamo Corripuglia che ci viene imitata da altre regioni, “male imitata” dico io… Mi scusi se ogni tanto mi esalto –ride-, non pensavo che diventando anziano potessi diventare anch’io un po’ presuntuoso! Però i numeri nella loro freddezza danno una parabola a salire: anno dopo anno noi registriamo un aumento dei tesserati!

Un dato saliente in un momento in cui altre regioni denunciano fughe dei tesserarti…

Sì, anche perché noi coinvolgiamo un circuito di 24 gare, attraverso un progetto itinerante attraverso la Puglia che va dalla prima domenica di marzo alla prima domenica di dicembre. Sono gare su strada di 10 Km, però esaltano la territorialità. E’ un circuito che ogni domenica raccoglie più di 1500 - 2000 persone, e che fa gola a più di qualcuno, alludo agli sponsor, che vogliono entrare in questo circuito, ma noi lo stiamo mantenendo ancora trasparente.

Tuttavia in questo momento di crisi la pressione degli sponsor è un segno di salute del sistema…

Io dico sempre, e qualcuno mi guarda storto, “noi questa crisi non la soffriamo”. Poi concludo e quel qualcuno si mette a ridere: la risposta è che noi abbiamo sempre sofferto, siamo sempre stati in crisi! Che altro ci possono togliere, più che i trasferimenti. Il nostro comitato ha in trasferimenti dalla Fidal centrale una somma che si aggira sui 30.000 euro, ma noi produciamo sei volte di più! Questo significa che sul territorio ci diamo da fare. Nelle nostre discipline c’è impegno e fermento.

Qual è la partecipazione al femminile?

Nell’ultimo biennio abbiamo assistito proprio all’incremento della partecipazione al femminile. Ci sono molte più signore che si iscrivono e partecipano. Ma ancora di più, stiamo assistendo alla formazione di associazioni di “femminucce” che si iscrivono scegliendo il settore femminile!

D’altra parte la Puglia è rappresentata da nomi femminili significativi…

Sicuramente quella più in vista è Lucia Pasquale, campionessa italiana dei 400 indoor ad Ancona. Sarà sicuramente convocata in nazionale. Ma abbiamo una serie di atlete che hanno ben figurato…

Informazione giornalistica sull’atletica: il suo grado di soddisfazione, sia a livello locale che
più ampio…

E’ buono, sia a livello locale che nazionale. A livello locale perché i sacrifici delle società si vedono realizzati dalle medaglie, per cui se noi al primo campionato italiano come regione abbiamo conquistato 5 medaglie d’oro, vuol dire che c’è da stare allegri per la stagione all’aperto. A livello nazionale abbiamo avuto dei record italiani, delle prestazioni eccellenti…

E a suo avviso la carta stampata li ha richiamati a sufficienza?

Sì. C’è un approccio diverso adesso della stampa adesso. Perché sentir parlare della Trost che ha fatto due metri, che è la terza italiana di sempre ad aver superato questa misura, sentir parlare della Bruni… ha cambiato le cose. Noi abbiamo sentito di Vizzoni che anche a 40 anni vince un titolo italiano di lanci invernali. Abbiamo un sacco di persone molto molto quotate nel mondo dell’atletica, abbiamo il ritorno di Howe, la Di Martino che rientra, la Palmisano che sta
crescendo. Ci sono tanti ragazzi che possono fare solo bene, si tratta solo di aspettare. C’è questo atteggiamento positivo della stampa, che secondo me ha fame di raccontare storie vere, storie che si vivono sui campi.

Lei è un dirigente che di tanto in tanto si cala tra gli sportivi: ci racconta la sua ultima
emozione da sportivo!

Il record mondiale di Usain Bolt a Berlino e devo dire che è stata un’esperienza elettrizzante, non mi emozionavo da tanto tempo in quella maniera. Veder fare da questo signore i 100 e i 200 a Berlino e vincere il mondiale con quella facilità mi ha entusiasmato.

Un appuntamento cui invitare il pubblico di atleticaleggera.org!

Il Meeting Città di Bari, ormai arrivato all’ottava edizione, partito come un meeting fra rappresentative, ora grazie alla collaborazione dell’Aeronautica militare che ci mette a disposizione mezzi e uomini, è diventato un meeting che richiama ragazzi e ragazze di una certa levatura. Abbiamo avuto la Palmisano, la Clemente e tanti altri. Continueremo a far crescere questo meeting, che quest’anno ritorna alla sua data iniziale e cioè la seconda settimana di settembre.

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