La Parola al Presidente: SPECIALE SARDEGNA

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La Parola al Presidente:
SPECIALE SARDEGNA

“Non esistono 21 Fidal: siamo un unico movimento ramificato e collegato dal locale all’internazionale!”
Intervista al Presidente Sergio Lai per AtleticaLeggera.org

A cura di Carlo Cantales

Una gestione solida, presente ed attenta alla promozione e alla crescita dell’immagine dell’atletica regionale sarda. E’ così che il Presidente Sergio Lai, forte della sua nona riconferma ( siede laboriosamente nel suo ufficio dal lontano 1981), ci  racconta la sua lunga storia sportiva e l’evoluzione del movimento, passando dal Meeting Terra Sarda alle gare su strada, dai giovani talenti ai rapporti con la FIDAL centrale…  I punti focali dei risultati ottenuti? Presenza costante, professionalità, attenzione e attaccamento al territorio.

Salve Presidente, siamo al suo nono mandato come presidente della FIDAL Sardegna. In carica dal 1981, è stato riconfermato con il 92% dei voti: era attesa anche questa o ha avuto qualche dubbio?

Salve a voi e grazie per il vostro interessamento. Posso affermare con piena convinzione che sentivo praticamente certa la mia riconferma, forte della mia presenza continua e perenne in ogni evento ed appuntamento dell’atletica regionale che mi aveva fatto progressivamente percepire il polso della situazione. Ovviamente ci sono sempre delle realtà che esprimono un dissenso, ma fa parte del gioco, soprattutto in contesti democratici non si può essere tutti concordi.

La longevità della sua conduzione Fidal in Sardegna viene fuori da una sua dichiarazione. Ha detto: “Quando iniziai a ricoprire questo ruolo, in Sardegna c’erano solo 10 società; oggi, con le affiliazioni ancora aperte, siamo a 110 e dal 2012 ad oggi si sono aggiunte 14 new entry”, praticamente ha visto una terra crescere sotto i suoi occhi… quali i passaggi cruciali?

Bisogna pensare che questi sono i numeri attuali e mancano ancora diverse società che si affilieranno prossimamente… Inizialmente Cagliari e Sassari erano i due poli fondamentali dell’atletica sarda, poi, grazie ad un lavoro certosino, supportato dal mio ruolo in tantissime manifestazioni da speaker, siamo riusciti a dare rilevanza ed attenzione alle diverse realtà amministrative e sportive della regione, avvicinando e coinvolgendo sindaci ed assessori nel nostro movimento, invogliando i Comuni a costruire nuovi impianti di atletica, gettando le basi per la nascita delle tantissime società di cui si faceva menzione.

Ci sono state iniziative di particolare rilevanza che hanno contrassegnato questo processo di crescita?

Sono convinto che la mia presenza e la mia costanza siano state cardini fondamentali dell’evoluzione di cui parlavo, supportata da una continua interazione con la FIDAL Nazionale: basti ricordare i numerosi raduni effettuati dalla nazionale già ai tempi di Primo Nebiolo (al quale ero molto legato e che più volte mi aveva invogliato a supportarlo a Roma), con la promozione dell’atletica-spettacolo e senza dimenticare la crescita esponenziale del bilancio preventivo e, soprattutto, consuntivo delle casse federali. Punta di diamante dell’operato di questi anni è sicuramente l’ideazione del Meeting Terra Sarda, nome inventato sull’onda del brand nato all’epoca nei territori iberici, e che tutt’oggi rappresenta un vero e proprio marchio della nostra attività e delle nostre realtà.

Lo scorso 16 marzo si è svolta la Festa dell’atletica sarda. Sono state premiate tutte le varie componenti della FIDAL Sardegna, dagli atleti di primo piano nazionale ai master, fino alle categorie giovanili, ai tecnici e dirigenti, agli organizzatori di manifestazioni e i Giudici… quale messaggio avete veicolato?

Noi crediamo ciecamente che l’atletica italiana sia una ed una sola! Non esistono tante componenti separate ed indipendenti, non esistono 21 FIDAL, ovvero 21 Comitati Regionali scissi ed anarchici, non è possibile non identificare la nostra Federazione come un unico movimento, ramificato e collegato dall’ambito più locale a quello internazionale. Spesso mi chiedo come si potrebbero organizzare le gare senza i giudici o promuovere eventi senza gli atleti… siamo tutti parte della stessa realtà!
Quando siamo riuniti dobbiamo fare gli interessi dell’atletica italiana, visto che ne siamo il massimo organismo nazionale, conseguentemente se siamo tutti uniti e collaborativi siamo capaci di incidere e di poter avere un maggior peso ed una maggior attenzione anche da color che sono meno addentrati nell’ambito dell’atletica leggera.
Basti pensare che in sede elettiva noi non abbiamo votato Giomi, semplicemente perché il nostro Vice-Presidente uscente, Agostino Rossi, era candidato con l’altro schieramento; nonostante ciò al primo consiglio nazionale della nuova Giunta, la nostra regione si è detta pronta ad essere accanto al proprio nuovo presidente eletto, con il pieno spirito costruttivo e collaborativo che deve contraddistinguere tutti.

Ha citato il presidente Giomi e ha parlato dell’identificazione delle federazioni come movimento unico. Ci rinvia ad una domanda un po’ delicata. Ci siamo imbattuti nella lettera aperta da lei indirizzata al presidente Giomi, in seguito alla sua partecipazione alla premiazione dell’Atletica Oristano  a dicembre. Lei lamentava di non essere stato avvertito: è forse un segno di una macchina dirigenziale che si divide in compartimenti o è un’eccezione?

Approfitto della domanda per poter chiarire definitivamente la questione: il Presidente Giomi mi aveva promesso che sarebbe stato in Sardegna e che mi avrebbe informato una volta programmata la propria venuta. Avendo saputo solo nei giorni seguenti della sua presenza alla Festa dell’atletica Oristano, mi ero permesso di inoltrargli una lettera di carattere personale, una comunicazione tra amici, che non deve dar spazio ad alcun idea di polemica o dissidio con la gestione nazionale della Federazione, dato il legame stretto e datato tra me ed il Presidente nato anni fa, quando entrambi, assieme a Salvatore Morale, Gianni Gola ed altri importati protagonisti dell’atletica italiana, frequentavamo la scuola di management sportivo del CONI.

Mettiamo da parte le polemiche e veniamo al suo staff. Nel Consiglio Regionale due nomi nuovi in Consiglio sono quelli di Giulia Carboni e Bruno Usai, cui si sommano altre tre dirigenti in quota rosa come Guenda Sinatra, Giuseppina Carboni e Fulvia Perra. Segno di una forte coesione di squadra e della necessaria partecipazione femminile?

Cosa dire? Beh, nello specifico stiamo parlando di tutte persone capaci, ma soprattutto competenti in materia di atletica leggera: una di loro è docente universitaria di diritto a Sassari, grazie a lei stiamo portando avanti progetti europei di carattere internazionale, progetti che si intersecano col mio ruolo di membro fondatore del comitato internazionale dei Giochi delle Isole, che hanno sede ad Aiaccio, e rappresentano una piccola olimpiade giovanile per atleti di tutti gli sport di 15/16 anni.
Ci sono dei sogni, dei progetti, delle idee da portare avanti e servono persone determinate, ma soprattutto competenti che mirano a far lavorare al meglio questo comitato per permettere ai più giovani di formarsi, crescer bene e poter praticare al meglio l’atletica leggera, non semplici figure atte ad occupare poltrone.

Si è detto molto soddisfatto del settore tecnico e dell’impegno profuso dal Fiduciario regionale Pompilio Bargon. Tuttavia, tra gli obiettivi principali ha insistito ancora sull’aggiornamento dei tecnici ed il potenziamento del Gruppo Giudici di Gara, come ci si lavora?

Il nostro CR ha nominato una commissione tecnica composta da persone capaci ed esperte, come dimostrano in primis i raduni che stiamo organizzando (ben partecipanti 78 all’ultimo incontro riservato alle categorie Cadetti, Allievi e Juniores), richiedendo anche la partecipazione dei vari tecnici societari per permettere la crescita concomitante di allenatori ed atleti, cui vogliamo affiancare anche dei tecnici del settore tecnico nazionale, come abbiamo richiesto a Roma.
Per quanto riguarda il Gruppo Giudici di Gara, ci stiamo da tempo muovendo lungo la strada del ringiovanimento, bandendo corsi di formazione e di aggiornamento relativi al reperimento di nuove leve, senza trascurare allo stesso tempo i tecnici, i cronometristi (disponendo di un sistema autonomo di cronometraggio) e di informatici, dato l’innesto del sistema SIGMA e tentando di tenere il passo con la società di oggi, poiché a mio giudizio è finita l’epoca dei fogliettini di gara, funzionando tutto ormai sul web e su sistemi informatici.

Congiuntura economica. Ha accennato reinsediandosi alla radicale trasformazione di tutto lo sport italiano. “Il modello dello sport nazionale, è travolto da una grave crisi economica che mette a dura prova il CONI e di conseguenza tutte le Federazioni che stanno attraversando uno dei periodi più delicati della storia sportiva”, ha scritto. Il  CONI ha  lanciato l’allarme sul taglio del 25% sui 450 milioni previsti, lo sport italiano e quindi tutte le Federazioni rischiano la paralisi. Come occorre muoversi per venirne fuori?

Bisogna partire da una delle prime delibere attuate dal neo presidente del CONI, Malagò, che ha fatto ratificare lo scongelamento del 15% dei fondi accantonati per sopperire al taglio citato.
Con la crisi bisogna fare i conti, rapportandosi con i privati (cosa difficilissima in Sardegna, nonostante si sia riuscito comunque a far qualcosa), e cosa che so essere in fase d’attuazione anche da parte del Presidente Giomi, con importanti azioni di marketing, che affiancheranno nuove entrate ai finanziamenti del CONI per portare avanti l’attività dell’atletica italiana.
Il problema è che oggi l’atletica ha necessità di dover crescere, tornando all’epoca in cui si avevano grandi campioni come Mennea, Simeoni, Cova, etc… che permettevano di presentare un “prodotto vendibile” all’esterno. Oggigiorno, nonostante il primo sprazzo di rinascita ottenuto negli ultimi Europei Indoor, è necessario avere dei nomi utili a poter sfruttare un’immagine forte e che possa avvicinare aziende a questi ragazzi ed al movimento, altrimenti non è detto che si potrà continuare a supportare l’attività ai vari livelli.

Lei ha sempre affermato che laddove si verificassero situazioni economiche precarie la Federazione sarà sempre pronta ad impegnarsi finanziariamente per gli atleti… Come?

Da sempre, dal momento della mia nomina a presidente, ho fatto tutto il possibile per sostenere le società, in particolare quelle in periferia carenti di strutture o risorse finanziarie. I migliori talenti regionali, che hanno preso e prendono parte ai vari campionati italiani, spesso viaggiano a carico del Comitato Regionale, proprio perché mi sembra doveroso andare incontro alle società. Un esempio è Raffaele Nonne, un giovanissimo mezzofondista dell’Atl. Gogeano, laureatosi Campione Italiano Allievi lo scorso settembre a Firenze nei 1500m ed ottenendo anche un argento il giorno seguente negli 800m, il  quale che ha viaggiato a spese del Comitato Regionale, visto che per potersi muovere dalla nostra isola è necessario poter prendere un aereo ed è difficile trovare le risorse per un ragazzo che si allena in una zona ove è quasi l’unico a praticare l’atletica. Per poter vivere l’atletica nazionale è indispensabile muoversi e, non essendovi grande movimentazione economica di sponsorizzazioni in questa terra, complice lo spaventoso clima di crisi e la scarsità di aziende sul territorio, dobbiamo subentrare noi. Fortunatamente, essendo parte della Commissione tecnica dello sport alla Regione, riusciamo a reperire dei sovvenzionamenti, garantendo così simili interventi a supporto di atleti e società, cosa di cui sono profondamente orgoglioso! Questo è un altro importante argomento che ha contribuito alla mia nuova riconferma.

Un’altra questione annosa: doping nel 2013, cosa ne pensa?

E’ fondamentale promuovere la prevenzione di questa brutta piaga e noi siamo molto attivi con incontri e convegni in tal senso; per fortuna in Italia siamo meno coinvolti rispetto ad altre nazioni, ma non per questo l’attenzione deve essere ridotta.
Serve onestà ed informazione, perché questa è una battaglia che va combattuta senza risparmiarsi, rappresentando un problema che esiste e non va nascosto sotto al tappeto; i casi italiani, nella maggior parte, sono frutto di ignoranza ed ingenuità piuttosto che di dolo, così è necessario che gli atleti top siano seguiti dalla Federazione.

Un esempio che non deve ripetersi…

Ad esempio credo che la situazione di Alex Schwazer sia stata di piena responsabilità della FIDAL, la quale non ha saputo accompagnare l’atleta, creando un brutto colpo all’immagine del movimento nazionale, nonché deludendo tutti gli appassionati che contavano sulla propria punta di diamante nelle ultime Olimpiadi… e poi è proprio in questi momenti che la Stampa si ricorda dell’atletica e degli sport minori.
E’ necessario tenere la guardia alta, prevenire ed informare nei dettagli, anche nell’ambito dei Master, visto che purtroppo si stanno rilevando casi di utilizzo di sostanze proibite anche in questa categoria: parliamo di persone che hanno scoperto tardi il piacere del correre e desiderano spesso ottenere prestazioni meno consone alla propria attività ed età.

Veniamo all’impiantistica. Ha dichiarato che il problema della gestione degli impianti deve essere un punto fermo per le società e per la Federazione. Buoni gli esempi di  Oristano con l’Atletica Oristano, di Sassari, dove lo Stadio dei Pini, affidato alle cure del Comitato provinciale, è diventato un vero centro di risorse. Quali invece le strutture che meritano interventi di urgenza?

Noi possiamo contare sulla struttura di Cagliari con i suoi 5000 posti a sedere e su Sassari, entrambe in gestione al Comitato Regionale, e su Oristano dove c’è la società locale che ne detiene la gestione, cui si sommano molte altre valide realtà sparse sul territorio; un caso differente è quello di Nuoro, dove è necessario un restyling dell’impianto per il quale stiamo dialogando con l’amministrazione comunale, al fine di riportare in città l’atletica, visto che attualmente lì l’attività viene svolta solo nei campi della provincia.

La sua regione ha ospitato ed ospita numerosi eventi, come i tricolori assoluti di Cagliari 2008, diversi meeting, i Giochi delle Isole… su quali di questi punterebbe maggiormente?

Potrò essere ripetitivo, ma io insisto sempre sul Terra Sarda, il meeting della Sardegna (visto che è itinerante), un appuntamento che va vissuto per poterne capire il significato intrinseco, ciò che muove, come si svolge e come sprona l’intero territorio, visto che grazie alla sua continua migrazione si è potuto provvedere all’ammodernamento o alla costruzione di impianti, avendo amministrazioni comunali desiderose di ospitare questo evento che nel 2013 tornerà a Cagliari.
I Giochi delle Isole le abbiamo organizzate 2 volte a Cagliari, un orgoglio, visto che in questa rassegna sono stati presenti atleti di primissimo piano nelle varie realtà europee partecipanti, come Cristiano Ronaldo o Rafa Nadal; ci ripeteremo dal 21 al 25 maggio per l’edizione 2013, in attesa di certe evoluzioni future, visto che sono in tanti a voler entrare a far parte di questa realtà.

Altre manifestazioni o eventi cui invitare i fuori regione?

Noi svolgiamo dei tornei annuali di atletica leggera, in particolare c’è un Gran Prix Giovanile con 16 manifestazioni nell’arco dell’anno (di carattere provinciale e nazionale), con una classifica che viene aggiornata di appuntamento in appuntamento sino alla premiazione di fine anno, divulgate sul sito regionale, ma anche sui vari mezzi di comunicazione del territorio che informano su quanto avviene. Inoltre organizziamo un Super Premio per gli atleti assoluti, stanziando un montepremi di 12/15.000 € che viene poi ripartito tra i vari atleti assoluti che si classificano nelle varie categorie di specialità previste.
Da non dimenticare è certamente il Cross di Ala dei Sardi, una gara ove hanno partecipato tantissimi degli atleti più forti e famosi del mondo (che purtroppo non si è svolta nel 2012 per carenza di fondi), ma ve ne sono davvero tantissime – complice la moda di maratone e maratonine che stanno dilagando con grande entusiasmo – a partire dal prossimo 28 aprile con la Chia Laguna, dove Ruggiero Pertile e Valeria Straneo si sono resi protagonisti dell’edizione 2012.

Parliamo delle società. Sappiamo dei successi della squadra femminile del CUS Cagliari e della compagine maschile dell’Amsicora, ma vi sono numerose realtà di rilievo. Ce ne cita qualcuna?

Degne di nota sono certamente anche l’Experia, l’Atl. Oristano, il CUS Sassari, la Studium & Stadium, ma anche l’Atl. Valeria, giovanissima realtà in crescita e con tanti giovani talenti promettenti, la Terralba, Delogu Nuoro, etc… l’elenco sarebbe lungo e non vorrei dimenticare nessuna di queste importantissime risorse dell’atletica sarda!

Domanda di rito: c’è un record o una prestazione di un atleta sardo cui lei è affettivamente legato?

Il mio primo pensiero và a Valentina Occhiello, lei che è stata 5^ al mondo, prima dell’epoca di Fiona May, e che nonostante alcuni eventi sfortunati ha rappresentato la Sardegna e l’Italia. Oggigiorno però c’è certamente da tenere sott’occhio anche la giovanissima Anastasia Angioi, 6,46m nel lungo da allieva, già arruolata (nonostante io non condivida l’idea che si possa entrare a 17 anni in un corpo sportivo militare, ma la legislatura nazionale lo permette), una ragazza che se ben gestita darà grandi soddisfazioni alla nostra nazionale perché prospetta un ottimo avvenire.

Qualche altro nome o promessa su cui lei punterebbe?

Beh, inizierei col citare Marzia Caravelli, la quale è ormai particolarmente legata alla Sardegna, un esempio grazie al quale stanno nascendo nuovi talenti, oltre la Angioni e Nonne, come Eugenio Meloni (CUS Cagliari - Campione Italiano di Salto in Alto) o Alice Rita Cocco (del CUS Sassari – Campionessa Italiana dei 3000m Allieve). Noi curiamo queste situazioni con molta attenzione, finalizzando le risorse alla crescita ed al miglioramento dei tecnici (senza i quali l’atletica non esisterebbe essendo uno sport individuale).

Come definirebbe il termometro della passione atletica tra la popolazione sarda?

Da noi l’atletica è molto seguita e ben vista, sia dalla popolazione che dai media, captando anche il mondo dei master, un area straordinaria, ricca di risorse, composta da persone innamorate dello sport e dell’atletica.
A testimonianza di ciò si può notare sul calendario regionale la frequente concomitanza di gare nei fine settimana, quando spesso si sovrappongono 3/4 eventi su strada ad eventuali gare su pista o di cross, senza dimenticare quelle che nella stagione invernale disputiamo nel pistino indoor di Iglesias (alto, lungo e velocità), altra occasione per permettere, ove possibile, di garantire ad alcuni atleti di avere l’occasione per ottenere i minimi necessari per andare a gareggiare ad Ancona.

Un saluto ed un invito per tutti i lettori di atleticaleggera.org!

Vi saluto ringraziando tutti i lettori e la redazione del portale atleticaleggera.org, invitandovi con immenso piacere al Meeting Terra Sarda che quest’anno si terrà l’1 giugno a Cagliari!

(ndr: AtleticaLeggera.org seguirà su invito del Presidente Lai il Meeting Terra Sarda 2013: per maggiori informazioni relative all'evento consultare il seguente link)

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