La parola al Presidente: SPECIALE UMBRIA

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La Parola al Presidente:
SPECIALE UMBRIA

“Lo sport è solo agonismo", ma occorre ripartire dalle scuole!
Intervista al Presidente Carlo Moscatelli per AtleticaLeggera.org
 
a cura di Dea Cucciniello


Un racconto limpido, semplice e ricco di passione umana per un lavoro appena riconfermato da un clamoroso suffragio universale. Carlo Moscatelli, presidente del Comitato regionale Fidal Umbro, condivide con noi il suo più grande desiderio: restituire l’atletica alle piazze, alle strade, ai borghi, per recuperare il circuito della strada, partendo da Perugia, e passando per l’amata Orvieto. Un modo per avvicinare i giovani all’atletica e per lavorare in sinergia, perché l’Umbria, dice, “va intesa come un quartiere, non come una regione”, perché solo lavorando assieme  strenuamente arrivano i risultati. Al tempo stesso, sottolinea il Presidente, in agonismo è la lotto del singolo che tempra il carattere, questo rende l’atletica una corsia preferenziale per la crescita non solo sportiva, ma anche umana e professionale. Semplicemente perché l’atletica è maestra di sfida e sacrificio. Dunque “facciamo lo sport agonistico: lo sport di confronto”!

Neoeletto, unico candidato, ci racconta com’è andata e con che spirito affronta oggi questo mandato? E’ stato proclamato tra gli applausi con 1200 voti su 1230 aventi diritto. Una responsabilità imponente e una grande avventura! Quale delle due componenti prevale sull’altra?

Sicuramente, nonostante io sia confusionario per carattere, sono una persona che quando prende un impegno lo affronta con serietà. E quell’impegno viene posto sopra qualunque altra cosa, soprattutto se mi piace! Io ho raccolto questo impegno nel mandato precedente, quando ancora insegnavo a scuola e non potevo abbinare le due cose, perché meritavano entrambe il giusto tempo. Allora ho preparato questa candidatura e sono stato eletto quasi col suffragio universale perché sono una persona che nel mondo dell’atletica è vicina a tutti: sono sempre sul campo, cerco di dialogare con tutti, e così è nata questa esperienza. Fortunatamente sono stato anche attento nello scegliere i miei collaboratori, ne ho 6, uno più bravo dell’altro! Perciò spero di fare bene!

Una vita dedicata allo sport. Ripercorrendo la sua storia, ci saprebbe indicare due momenti di grande soddisfazione, uno a livello tecnico, uno dirigenziale?

Indubbiamente mi ha ricompensato il piano tecnico. Conoscendo i tempi che corrono, se io avessi avuto la fortuna di fare quello che ho fatto nell’ ’83-84 adesso, sarei sicuramente un tecnico della nazionale. Perché avevo un gruppo di atleti straordinario, mezzofondisti forti come i miei non ce li aveva nessuno! Adesso, guardando alla carenza che c’è nel mezzofondo, con gli atleti di allora avrei fatto il massimo! Ma non ho rimpianti, perché mi sono tolto tante soddisfazioni, sono contento di tutto. Diciamo che ci sono stati più alti e bassi. La mia carriera ha avuto un solo buco nero, quando deluso dalla gestione Fidal me ne andai per 5-6 anni. Poi i miei ex atleti mi coinvolsero nuovamente a pieno.

 


Da presidente della Libertas Orvieto a presidente regionale Fidal: quali sono i suoi nuovi e prossimi programmi?

Il calendario del mio programma è chiaro e abbiamo iniziato a lavorarci già dal giorno dopo l’insediamento. Rilanciare l’atletica, partendo soprattutto dal settore giovanile, non tralasciando la strada, perché purtroppo il movimento della strada è stato abbandonato. Il mio impegno è lavorare per far rientrare tutti in seno alla Fidal, e questo è un grande impegno. Lavorare soprattutto con i giudici, cercare nuove forze: adesso si va alle elezioni e effettivi sono poco più di 50 giudici e noi abbiamo bisogno quasi del doppio, se vogliamo valorizzare l’Umbria, penso alle qualificazioni che abbiamo in questo momento, all’assegnazione di gare importantissime, come la Finale a due che quest’anno abbiamo preso a Bastia, il Campionato italiano a Orvieto, per cui c’è bisogno di un grande apporto di un gruppo giudici valido e di potenziare al massimo l’attività giovanile, perché avendo una grande base, sicuramente la piramide viene sempre più alta e qualitativa.

Sul piano pratico, come si lavora a incoraggiare la promozione? Cosa c’è in cantiere per i giovani?

Noi abbiamo un grande progetto, speriamo che vada in porto, ed è portare l’atletica in piazza. Ci stiamo organizzando con i tecnici della velocità, abbiamo anche rinnovato in gran parte il settore tecnico, abbiamo veramente bravi tecnici in Umbria…

Ci faccia qualche nome…

Campanelli, Befani, Esposito, Tolco, Evangelisti… gente di primissima qualità. Il fiduciario tecnico è un giovanissimo, Matteo Natilli, con un entusiasmo alle stelle. Perciò partendo dai tecnici che sono bravi, sono entusiasti, sicuramente faremo bene. In più abbiamo molti altri giovani tecnici che sicuramente verranno fuori con questa stessa responsabilità!

Torniamo all’atletica in piazza allora…

Atletica in piazza, vuol dire portare in tutte le piazze dell’Umbria l’atletica leggera, ma non negli stadi, proprio nelle piazze e nelle vie più importanti. Il progetto è “Il più veloce di”… noi organizzeremo delle gare in tutti i centri storici dell’Umbria, abbiamo già preso i contatti con Perugia per fare addirittura il Corso Vannucci, nel cuore del centro storico. Per avvicinarci ai giovani attraverso un meccanismo collettivo di curiosità che coinvolga anche le scuole.

Come si presenta il rapporto con le istituzioni e con gli enti di promozione sportiva?  Intravede già delle opportunità di crescita o occorre laboriosamente mettere in cantiere delle ipotesi di lavoro?

Sicuramente io propendo al massimo per le collaborazioni. Sembra al primo impatto che voglia far tutto io -ride- ma cerco sempre chi mi aiuta! La verità è che mi trovo in un mondo un po’ strano, in cui si aspetta sempre per muoversi l’input di qualcuno, e invece se c’è un consiglio, ci sono dei tecnici che sanno di essere nel giusto e fanno bene ad intraprendere iniziative: avranno senz’altro la mia benedizione! Io preferirei benedire dopo per l’idea che hanno avuto!

E con gli Enti?

Con gli Enti di formazione sportiva sicuramente dovremo trovare un accordo, soprattutto per il movimento su strada, ma senz’altro cedendo un pochino sia da una parte che dall’altra troveremo un accordo che metterà ulteriormente in evidenza il movimento della strada, dei master e degli appassionati adulti di atletica leggera.

Stanziamenti per l’impiantistica: come siamo messi, quali gli interventi già in programma. Noi di AtleticaLeggera abbiamo seguito il caso del Santa Giuliana di Perugia, e siamo in attesa di vedere operativo lo stanziamento di fondi pervenuto l’anno scorso dopo un ventennio di usura del campo! Cosa ci dice in merito?

C’è una grandissima manovra in atto in merito. Penso di aver trovato una soluzione strabiliante ma ci vuole la buona volontà di tutti, dal comune alla Federazione, al Comitato regionale. L’unione fa la forza e sicuramente ne verremo fuori. C’è in atto un grande lavoro, ci è già stata offerta una grande disponibilità. Occorre solo raccordare la burocrazia, il tecnico e l’organizzazione. Se riusciamo a chiudere il cerchio, nei primi mesi del 2014 avremo la Pista al Santa Giuliana.

In un termometro di gradimento personale, quale grado di soddisfazione esprimerebbe sulla gestione dell’impiantistica nella sua regione?

Vorrei far partire la pista di Terni, parlare con Foligno che era un giardino dell’atletica e invece purtroppo il calcio ha preso il sopravvento. Del Santa Giuliana abbiamo parlato… Adesso è iniziato un corso per istruttori, ne usciranno ben 26 e vorrei che cadessero a pioggia nelle zone dell’Umbria dove ancora l’atletica non ha attecchito a dovere e parlo di Gualdo, Gubbio,  Umbertide, Castigione del Lago. Realtà che non vivono ancora l’atletica e noi vorremmo far ripartire dal settore giovanile, con i nostri tecnici, i punti ancora deboli per l’atletica leggera.

Orvieto negli ultimi anni è venuta alla ribalta per l’ospitalità offerta ad eventi e manifestazioni di pregio nazionale. Cos’altro è possibile fare per calamitare un nutrito calendario atletico presso la sua terra.

A Orvieto abbiamo la fortuna di avere una buona pista, nuova e di ultima generazione, e un gruppo di amici che lavora assieme e in grande collaborazione e permette di effettuare questi importanti eventi. Adesso il 2 giugno avremo il Coscioni (l’Associazione Coscioni è stata sottoscritta da 50 Premi Nobel) che come sempre sarà una parata di stelle, vorremmo portare anche qualche grande atleta paraolimpico. Possiamo proporci perché abbiamo grande disponibilità e sostegno anche da parte degli albergatori e dei produttori di vino, in più ci siamo resi conto che Orvieto è meno cara di quanto si dica, gli atleti che vengono a gareggiare e alloggiano qui spendono meno, oltre a giovarsi di una posizione proprio centrale nella penisola e perfettamente collegata. Quest’anno abbiamo poi richiesto gli Italiani Master, un grandissimo evento, si prevedono 3000 atleti in gara, il che, per una città come Orvieto è un bel ritorno economico. In più abbiamo 3 notturne e dovremmo fare addirittura una notturna per i master. C’è un fermento perché abbiamo tante gare istituzionali e campionati di società.

Ha accennato al sostegno delle aziende vinicole e alberghiere, quali le prospettive nel rapporto con gli sponsor?

Il movimento che stiamo alimentando, quello dell’atletica in piazza, fa sì che gli sponsor ce li troviamo da noi! Siamo in contatto con lo sponsor tecnico e siamo in attesa di risposte. Diciamo che abbiamo sparato idee dappertutto e speriamo che qualcuna ci ritorni indietro!

La difficoltà è proprio fare cultura dell’agonismo atletico. Con che grado di entusiasmo legge l’attenzione giornalistica, mediatica per l’atletica?

Questa è una nota dolente, purtroppo nei giornali, nei blog, siamo sovrastati dal calcio, anche il calcio minore soffoca le nostre prestazioni. Il movimento dell’atletica è un movimento grandissimo, soprattutto in Umbria, però se ne parla purtroppo poco perché c’è troppo calcio e restiamo in ombra.

Crede che sarebbe possibile canalizzare verso l’atletica un’opportuna manovra politica e culturale per un riposizionamento delle nostre discipline nell’immaginario collettivo?

Purtroppo più gli sport fanno scandalo, più si sente parlare di calcioscommesse più calamitano interesse e invece dovrebbe essere il contrario: andare su quegli sport che sono veramente sport. Ma è una lotta impari!

Una nota positiva viene proprio dal sito Fidal della sua regione, che  rinvia ad una trasmissione televisiva, “Riflettori sull’atletica”. Un’iniziativa significativa, ci vuole accennare qualcosa?

Sì, è un punto a nostro favore, ma dovremmo andare molto più avanti. Abbiamo sparato alla federazione anche il segnale di fare un sito simile a quello della federazione nazionale, per dare la corretta visibilità sia al mondo della strada, che alla pista, che ai giovani!

Magari consentendo al pubblico un approccio meno freddo: spesso scorrendo i siti regionali Fidal ci si accorge che sono pensati per un pubblico di “tecnici” in cerca di un dato specifico, stimolano poco la curiosità di un neofita…

Infatti! Noi abbiamo nominato un consigliere addetto all’aggiornamento delle notizie, però l’idea è migliorarci su ogni aspetto, avere un sito carico di foto del settore giovanile e degli amatori, ma soprattutto una finestra tipo “atletica dove…” in modo da dare tutte le indicazioni sia sui campi, sia sui referenti, per poter cominciare a fare l’atletica qui!

Veniamo al fermento atletico umbro, si è parlato tanto di giovani, ha qualche nome da anticiparci, su cui scommetterebbe?

Nel Trofeo Arcobaleno che ci siamo inventati qualche anno fa si è assistito ad una grande proliferazione di giovani atleti, però è ancora presto per poter vedere i risultati. A livello assoluto ci stiamo attrezzando perché i risultati di squadra non sono mancati, è che va intesa l’Umbria come un quartiere e non come una regione, Se ognuno fa per sé non emerge mai, occorre mettere assieme i migliori atleti per risultare i migliori. Al femminile ci siamo riusciti, e c’è la possibilità di una finale d’argento… Ma anche perché ci sono atlete di livello, come Alessandra Lazzari, che è un’atleta del salto con l’asta e salta 4 metri. Potrebbe gareggiare con noi Giulia Francario che è una delle più forti mezzofondiste italiane… Nel femminile siamo messi molto bene! Nel maschile stanno venendo fuori realtà interessanti, come Matteo Capannini negli ostacoli, giovanissimo di Perugia. Nella velocità abbiamo Christopher Gandola che è arrivato in semifinale ai Campionati Indoor.

 


Ha parlato di nomi femminile forti. Da presidente “umano” come tutti la definiscono, come guarda alla presenza femminile nell’atletica: perché in fatto di numeri con le donne non si riesce mai a pareggiare i conti?

Intanto occorrerebbe sfatare il tabù che chi fa atletica ha un fisico mascolino, basta guardare dal vivo qualche manifestazione di atletica per accorgersi che è il contrario. Chi si cimenta nell’atletica tende ad essere statuario. Dunque facciamo sport agonistico, sport di confronto, per crescere sia dal punto di vista fisico che mentale. L’italiano è più propenso allo sport di squadra, mentre se uno cresce a livello di testa lo fa attraverso lo sport individuale, dove si confronta in prima persona con gli altri.

In definitiva perché non si investe mai abbastanza nell’atletica? Gli interessi economici sono puntati altrove? E’ forse una questione di fascinazione sportiva, nel senso che ci sono sport che attecchiscono di più sulla gente?

Io ho un’idea del tutto mia. Avendo fatto l’insegnante, so che andrebbe tutto investito sulla scuola. Non saprei dire come, anche perché io sono stato insegnante nella scuola e non allenatore, ma mi sono visto passare davanti una miriade di ragazzini bravi, che facevano i conti con un’attività scolastica limitatissima. Occorre incentivare l’attività scolastica e incentivare lo stesso insegnante di educazione fisica moderno che spesso dà ai ragazzi il pallone e via… ma questo non è educativo! L’educazione è far conoscere lo sport in un contesto, quello scolastico, dove il ragazzo viene ancora ascoltato. Nella nostra realtà i ragazzi sono danneggiati dall’attrazione per i social network, piuttosto che cimentarsi in qualcosa che potrebbe fare loro bene sia allo spirito che al corpo. Nella scuola gli insegnanti dovrebbero ricominciare a fare gli insegnanti scolastici e ripartire soprattutto dalle elementari, dove occorre lavorare al meglio.

La sua carriera è foriera di un concetto limpido di passione atletica, come racconterebbe la sua passione ai più giovani?

La passione sportiva è tutto nella vita. Basta dire che i miei migliori atleti sono tutta gente arrivata a livelli estremamente alti, veri professionisti. Fare sport agonistico significa essere pronti a risolvere le problematiche di ogni giorno, significa essere abituati al sacrificio, al rispetto delle regole e ad una corretta organizzazione della vita quotidiana. Perciò chi fa sport fin da piccolo già giovanissimo sa come organizzare la propria vita!

Le diamo l’occasione di rivolgere un invito ai nostri lettori a partecipare a prossimi appuntamenti messi in cantiere nella sua Umbria,  dove vorrebbe che la seguissimo?

Il Memorial Coscioni, il 2 Giugno, e i Campionati Italiani Master, il 28-30 Giugno!

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