LINDA MISURACA: "I miei ragazzi..."

a cura di Margherita Marrocco

 

Educazione all’atletica: questione di passione!

Linda Misuraca racconta il rapporto con i suoi ragazzi

Tecnico di Società della Zona Olimpica Atletica Viterbo, Linda Misuraca si occupa soprattutto delle giovani promesse. Valori quali lealtà, tenacia, rispetto delle regole, determinazione e costanza sono i suoi ingredienti per un sano percorso di crescita atletico. 

 

Il rapporto tra atleta e allenatrice: come si costruisce? E’ un rapporto di fiducia?

Il rapporto tra atleta e allenatrice si costruisce con il tempo, attraverso l’educazione, il rispetto e la fiducia reciproca. Per creare queste condizioni  l’atleta deve accettare i metodi di allenamento dell’allenatore senza dubitare; d’altra parte è anche compito dell’allenatore ispirare fiducia ricompensando gli atleti nel momento in cui c’è impegno da parte loro, senza esigere più del dovuto.

I ragazzi di 13-14 anni, l’età dei miei atleti, è facile che abbiano da ridire sulle esercitazioni da me proposte, a tal fine il mio obiettivo è quello di guadagnarmi pian piano la loro fiducia affinché non abbiano dubbi su ciò che gli consiglio di fare.   Dire che tutto ciò richieda la mia pazienza è poco… 

Quanta passione c’è  in questo lavoro? E quanta se ne avverte nell’ambiente?

La passione è la base di questo lavoro e credo che da parte degli allenatori trovi maggiore sfogo nell’ambiente giovanile, piuttosto che nel settore evoluto. D’altronde è questo che manda avanti l’atletica, non di certo il business che c’è dietro.

I media producono un senso sano dello sport nei giovani?

Dipende dagli sport: i media parlano quasi ed esclusivamente del calcio, trasmesso tutti i giorni in televisione, su giornali, radio, ecc. La rivalità esasperata, la ricerca del successo con qualunque mezzo sono una vera e propria alterazione dei valori dello sport e forniscono ai ragazzi dei modelli errati; l’obbiettivo dello sport non dovrebbe essere quello di sposarsi un velina e guadagnare tanti soldi. 

Per tutti gli altri sport il discorso è diverso, in quanto sono dell’idea che i media producono un senso sano dello sport, basti pensare alle Olimpiadi, che hanno invogliato moltissimi giovani a intraprendere lo sport che più gli è piaciuto guardare in televisione. Quest’anno infatti c’è stato un incremento di iscrizioni, per quanto riguarda il settore dell’Atletica Leggera a Viterbo, ma promuovere attraverso i media i moltissimi sport una volta ogni 4 anni non è sufficiente a far conoscere ai giovani la varietà di sport che esistono oltre al calcio. Nel caso specifico dell’atletica, la maggior parte dei miei atleti ha scelto questa disciplina per un trascorso dei genitori, perché l’hanno conosciuta durante la scuola media o per seguire amici che già la praticano;  ben pochi si iscrivono perché ne hanno sentito parlare. 

Donne atlete, allenatrici e dirigenti: quali le difficoltà e quali le soddisfazioni?

La figura femminile nel mondo dello sport è in continua crescita e ormai la presenza delle donne è in tutti gli sport; sono proprio le donne ad aver regalato allo sport italiano le soddisfazioni maggiori degli ultimi vent’anni. Dopo i successi conseguiti alle Olimpiadi di Londra lo sport femminile non risulta più in secondo piano. 

Le difficoltà si riscontrano nel momento in cui si parla di allenatrici o dirigenti donne perché c’è ancora molta diffidenza e tanti pregiudizi rispetto alle loro capacità di ricoprire queste cariche.

E’ difficile essere prese sul serio in questo ambiente, a parità di scelte, tra uomo e donna si sceglie l'uomo perché si ritiene la donna meno capace, più debole e meno autorevole.

Una donna per fare strada nel mondo dello sport dovrà quindi essere molto preparata e ad ogni modo ciò non basterà per essere alla pari di un uomo. Trovo questo molto scoraggiante e spero che un giorno tutto ciò possa cambiare e chissà, magari potrò essere preparatrice atletica di una squadra di calcio maschile.

A causa di tutti questi pregiudizi le soddisfazioni di farsi largo in un ambiente maggiormente maschile sono di gran lunga più gratificanti che in altri mestieri.

Quali sono i suoi obiettivi per la stagione agonistica in corso?

Il prossimo anno sarà più difficile dei precedenti, in quanto la maggior parte dei miei atleti passerà alla categoria cadetti, di conseguenza dovranno affrontare nuove specialità, contro avversari che hanno un anno più di loro. Quello che mi aspetto dalla prossima stagione agonistica è di ottenere nell’individualità buoni risultati personali, al di là delle vittorie. 

Per quanto riguarda i Campionati di Società, invece, ho grandi aspettative per la nostra squadra che  racchiude un numero sempre maggiore di atleti. 

Ad ogni modo, spero che i miei atleti affrontino al meglio e serenamente le nuove sfide.

Nelle Scuole Elementari viene dato secondo lei abbastanza spazio all'attività sportiva/all'educazione fisica?

Nelle scuole elementari non si dedicano sufficienti ore all’educazione motoria; le 2 ore settimanali, affidate alle maestre d’italiano o matematica non sopperiscono alle necessità dei bambini di quell’età; le classi più fortunate hanno a disposizione un insegnante di educazione fisica che affianca la maestra in carica per opera di progetti creati dal CONI o da Società Sportive. In Italia ancora non è chiaro che l’educazione  motoria sia una materia come le altre, si pensa più ad un’ora di svago, di ricreazione e di gioco; pochi sanno che l’attività motoria contribuisce al miglioramento delle capacità e abilità motorie importanti e allo sviluppo dello schema corporeo, sostanziale in tutte le azioni che si compiono nella quotidianità. 

Fortunatamente la maggior parte dei ragazzi di oggi pratica uno o più sport nelle ore pomeridiane, compensando la carenza dell’educazione motoria mattiniera.

Ci sono buone possibilità che si esca dal torpore in cui l'Atletica è caduta? Cosa bisognerebbe fare?

Spero che l’Atletica possa sempre crescere. Bisognerebbe pubblicizzarla maggiormente lavorando soprattutto nelle scuole elementari e medie con progetti che promuovono l’Atletica, di modo che  tutti i bambini vengano a conoscenza di questa disciplina sportiva che alle volte non conoscono.

Nelle scuole elementari ho riscontrato poca conoscenza di questo sport, molte domande da parte delle maestre e dei bambini i quali la maggior parte associa l’atletica esclusivamente alla corsa. Come ho scritto precedentemente, sono i media che non fanno abbastanza per sostenere e diffondere questo sport.

Purtroppo spesso manca il sostegno economico per realizzare progetti a lungo termine volti a promuovere l’atletica.

L’impatto di allenatrici donne può fare la differenza?

La presenza di più allenatrici donne può senz’altro fare la differenza, sfatando il mito dell’“allenatore uomo”.  Nonostante le competenze possano essere le stesse, un’allenatrice donna si rapporterà in modo diverso ai suoi atleti, sarà di certo più paziente, perspicace, accorta, sottile e attenta ad alcuni aspetti sicuramente trascurati da un allenatore uomo, che non è dotato della dolcezza e delicatezza che possiede una donna. Può rappresentare la figura di mamma che di certo da più sicurezza agli atleti, soprattutto ai più giovani. 

Il nostro settore giovanile è composto maggiormente da tecnici donne, soprattutto per le categorie dei più piccoli, e si nota bene che i bambini sono molto legati e affezionati alle giovani allenatrici. 

L’ultima sfida che le ha fatto sentire il gusto di questo lavoro?

Naturalmente il periodo più soddisfacente di questo lavoro è il momento della stagione agonistica; dopo mesi di preparazione invernale è appagante cercare i risultati positivi, soprattutto perché rivelano che la preparazione ha funzionato.

In particolare la sfida più piacevole è quella dei campionati di società perché il gioco di squadra invoglia tutti gli atleti e i tecnici più delle gare individuali; l’appartenenza ad un gruppo inoltre crea situazioni piacevoli anche per chi non riesce ad ottenere risultati soddisfacenti, e questo è positivo per non demoralizzare l’atleta che può risultare più scarso.

Al di là delle competizioni per me è iniziato un periodo di continue sfide in quanto i miei atleti, passando di categoria devono imparare nuove specialità e soprattutto apprendere quello che è un allenamento più meticoloso e impegnativo fisicamente, imparando a fare qualche sacrificio e ad avere  meno distrazioni.

La sfida che mi si prospetta è quella di iniziare a indirizzare ogni atleta ad una disciplina che più lo  farà emergere.

L’ultima occasione che le ha fatto avvertire invece un senso di demotivazione.

Non mi sono mai trovata davanti a casi che mi hanno scoraggiata. C’è stato qualche infortunio durante la scorsa stagione agonistica che mi ha amareggiato, ma non abbastanza da demotivarmi, d'altronde sono cose che possono capitare praticando sport a livello agonistico.

Cosa direbbe alle madri che non incoraggiano la sana voglia di sport e di agonismo nei loro ragazzi?

Direi che è una follia; tutti i ragazzi hanno bisogno di fare sport. Mettendo da parte i benefici fisici dell’attività motoria, lo sport insegna il rispetto delle regole e della considerazione per l’avversario, per di più aiuta i bambini più introversi ad aprirsi e socializzare con gli altri compagni.

Fortunatamente ho notato che la maggior parte delle mamme spinge i propri figli a dedicarsi allo sport. Piuttosto ho riscontrato casi contrari in cui sono proprio le mamme ad incitare e addirittura costringere il proprio figlio a praticare uno sport e partecipare a competizioni che invece, per timidezza o paura del confronto con i compagni, non vuole prenderne parte.

Quali errori alimentari riscontra più spesso nei suoi ragazzi?

I giovani sottovalutano l’importanza dell’alimentazione non considerandola un fattore importante per lo sport; alcuni ragazzi non comprendono che il cibo è fonte di energia per il corpo e a volte si allenano dopo aver appena spizzicato un pezzo di pizza o mangiato un panino. 

Gli errori più comuni nell’alimentazione dei giovani credo che riguardino la colazione, non idonea, saltuaria e consumata velocemente, i pasti incompleti, consumati spesso in fast-food ed in orari insoliti e la carenza di ferro e vitamine nella dieta. 

Infine la presenza di distributori automatici ormai sistemati ovunque, accessibili a tutti, invoglia il consumo di troppi snack e bevande zuccherate. 

Qual' è una colazione perfetta per trovare la giusta carica?

La colazione è il carburante indispensabile per iniziare bene una giornata.

Potrei consigliare latte e fette biscottate con la marmellata ma l’importante è comunque non saltare questo pasto perché fondamentale per affrontare la giornata.

Quanto senso di sacrificio avverte nei giovani di oggi? I giovani delle nuove generazioni sono più o meno orientati al sacrificio e alla disciplina? Cosa cambierebbe nel  loro sistema educativo?

Credo che educare alla disciplina i giovani non è stato semplice né mai lo sarà. Data la mia giovane età posso solo ipotizzare che ieri c’era molta più autorità da parte dei genitori, più regole da rispettare e di conseguenza i ragazzi erano più abituati al sacrificio.

Credo che nella società di oggi ci siano molti diversivi e che i giovani diventino prestissimo liberi ma che siano meno capaci di gestire spazi anticipati di autonomia.

Si tende a dare un giudizio negativo sulle nuove generazioni, ma non sono del tutto d’accordo, in quanto osservando i ragazzi che alleno noto il loro impegno costante nello sport, nonostante la scuola riempia il loro pomeriggio con troppi compiti per casa, trovano sempre i modo per allenarsi. Nel periodo agonistico rinunciano spesso alle uscite con gli amici il sabato o le lunghe dormite della domenica per partecipare a gare sportive regionali. Certamente è tutto guidato dalla passione che hanno per l’atletica ma sono sempre sacrifici al loro tempo libero.

Per migliorare il sistema educativo bisognerebbe cambiare la società, ma per iniziare, qualche “no” da parte dei genitori non farebbe male.

Quali sono i valori fondamentali alla base dell’atletica? E perché l’atletica fa bene ai nostri figli?

Siamo tutti abituati a guardare solo i risultati ottenuti dalla pratica dell’atletica o dai gesti tecnici in sé, non guardando l’evento sportivo dal punto di vista educativo. Se guardiamo al di là di tutto ciò,  l’atletica contribuisce alla formazione di una personalità armonica ed equilibrata, che pone le basi per un'apertura a valori più alti quali la cultura e la partecipazione sociale. Il mondo dell’atletica è anche un luogo adatto per instaurare amicizie, spesso in campo nascono rapporti destinati a durare nel tempo.

L’atletica costituisce la disciplina sportiva per eccellenza e fa bene ai nostri figli perché comprende settori diversi per espressione motoria e per fattori condizionanti. Il correre, il lanciare, il saltare, il marciare, rappresentano le gestualità motorie di base di questo sport e ricordano i movimenti naturali dell’uomo. Per questo motivo praticare l’atletica leggera, anche in forma ludica, ed acquisire la tecnica indispensabile per la realizzazione dei gesti che la caratterizzano porta al miglioramento del controllo motorio, inoltre i numerosi attrezzi utilizzati nelle diverse specialità come le asticelle, i pesi, gli ostacoli e molti altri, sono di ausilio per il miglioramento del livello attentivo. 

 
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