Lorenzo Perini: Il ragazzo dei record

A cura di Dea Cucciniello


"La vittoria? E’ come se tutte le sensazioni che un uomo può provare si diramassero in tutto il corpo in meno di un secondo!"

Figlio d’arte, degno erede dei geni di papà Maurizio, già campione italiano Juniores dei 110, Lorenzo Perini a soli 18 anni ha all’attivo sei titoli italiani giovanili e ha sottoscritto per la terza volta la sua firma nella cronologia del primato italiano dei 110 ostacoli Juniores con barriera da un metro. Grande favorito per gli Europei Juniores, e fresco reduce dagli esami di maturità, il giovane campione, che ha recentemente infiammato gli animi dei suoi sostenitori con il titolo tricolore in un fantastico 13.39, miglior prestazione europea Juniores del 2013, ha condiviso con noi un crescendo di emozioni straordinarie.

 

 

Un diciottenne da record! Come ci si sente?

Sono sensazioni che ti portano a dubitare di ciò che hai fatto! Spesso arrivi al punto di non credere neanche  di aver potuto provare certe emozioni… di aver corso in quel determinato modo e di aver messo piede sul gradino più alto del podio!

Vincere… che sensazione dà?

L’emozione è unica nonché indescrivibile…  descrivere a parole ciò che si prova risulterebbe insufficiente, perché in quel preciso momento è come se tutte le sensazioni che un uomo può provare si diramassero in tutto il corpo in meno di un secondo!

Ai campionati italiani Juniores di Rieti ti sei guadagnato il titolo tricolore in un fantastico 13.39, miglior prestazione europea Juniores del 2013! Ci racconti la tua esperienza e la tua emozione quando hai sbirciato il tempo?

Prima della finale ero abbastanza stanco, non mi sarei mai aspettato un tempo simile. Quando vidi il 13.39 sul cronometro mi venne l’impulso di tirare un urlo liberatorio, ma dentro di me regnava l’incredulità!

Solo un mese fa, avevi dichiarato «Non mi aspettavo questo tempo, sto ancora caricando» dopo il 13.56 di primato italiano Juniores dei 110 ostacoli realizzato a Lodi. Si rincorrono i momenti di soddisfazione? Un giugno importante…

È stato sicuramente un giugno ricchissimo di emozioni e di sorprese, soprattutto per me. Effettivamente a Lodi stavo terminando il carico, pur essendo ormai in procinto di cominciare col lavoro meno pesante in preparazione di Rieti. Ai nazionali, invece, avevo già scaricato abbondantemente, e le gambe giravano abbastanza bene.

Così giovane il tuo nome entra per la terza volta nella cronologia del primato italiano dei 110 ostacoli Juniores con barriera da un metro… Cosa significa per te, quali sono i tuoi pensieri a caldo?

Battere se stessi, e di conseguenza il record italiano, è uno degli obiettivi principali per un atleta, se non, in alcuni casi, il più importante. I miei pensieri a caldo al momento riguardano gli europei, non voglio perdermi in altro.

Si tratta anche del sesto titolo italiano giovanile della tua carriera, iniziata a soli 10 anni! Come è nata la tua passione “atletica”?

Dopo qualche anno speso a dare calci ad un pallone, mio papà mi consigliò (data la mia evidente scarsa attitudine al gioco del calcio) di passare all’atletica. Dopo 6 anni cominciai ad andare discretamente forte, iniziando ad allenarmi più seriamente dopo il titolo italiano allievi di Rieti 2010.

A chi dedichi quest’anno così importante per la tua carriera sportiva?

Vorrei dedicarlo a tutti, dal primo all’ultimo supporter, parente o amico che sia. Senza di loro, nulla sarebbe possibile, e dico sul serio. Anche un semplice incoraggiamento può donare quell’1%  di energia in più, e, passo dopo passo, si cerca di raggiungere la condizione migliore. Voglio però sottolineare per una volta tutti i favori e le fatiche che i miei nonni spendono per me. “Lavorano”  dietro le quinte,  dandomi una grandissima mano nelle piccole ma non meno importanti vicende quotidiane da atleta.

Quanto è forte l’eredità di tuo padre Maurizio, campione italiano Juniores dei 110 proprio come te e poi duecentista? Lui come sta vivendo i tuoi grandi traguardi? Che atmosfera si respira in casa Perini?

Non saprei quantificare quanto possa avermi dato “geneticamente” mio papà, ma so per certo che non è solo merito suo, dato che anche mia mamma faceva atletica, amatorialmente, ma con molta costanza. In casa Perini si respira un’aria di sport in generale, non solo di atletica, anche se quest’ultima regna inevitabilmente.

E la tua allenatrice, Fernanda Morandi, come vive questo momento d’oro? Ti riporta con i piedi per terra o ti concede di goderti un po’ di tregua?

La mia allenatrice mi riporta sempre con i piedi per terra, e fa molto bene. Oltre ad allenarmi fisicamente, è stata in grado di cambiarmi a livello caratteriale, rendendomi più cosciente delle mie azioni, sopportando e correggendo quelli che erano i miei classici errori da ragazzino adolescente. Anche se, ad essere sincero, ho ancora davvero molto da imparare.

Cosa pensi prima di una gara, come ti concentri?

Cerco di raccogliere e distribuire tutte le energie che sono in grado di generare. Non ho un vero e proprio “rito” della concentrazione, ma nei momenti in cui è necessaria penso a tutto il lavoro e i sacrifici che sono stati fatti solo per quel preciso momento.

E qual è un tuo grido di esultanza?

Quando arrivo al traguardo, leggendo magari un buon tempo, sento l’istinto di liberarmi, per così dire, di un peso. Questo atto liberatorio lo tramuto involontariamente in un forte grido, che, alla fine, mi svuota delle preoccupazioni e tensioni del pre-gara, dandomi una sensazione di rilassamento sia fisico che mentale.

L’aeronautica: che accoglienza ti ha offerto? Quanto è importante per un ragazzo della tua età sentirsi tutelato e supportato nel coltivare una passione sportiva?

L’Aeronautica mi ha dato molto, sin dal primo giorno di arruolamento. Insieme all’OSA Saronno, è diventata, più che una squadra, una grande famiglia, dove il rapporto oltrepassa la professionalità, in meglio ovviamente. Sentirsi tutelato in questo modo è, oltre che un onore, una motivazione in più per allenarsi e affrontare l’atletica nel migliore dei modi.

Si può dire che la tua strada in discesa sia cominciata nel 2011: record italiano Allievi all’EYOF di Trabzon. Era il primo anno con la maglia della nazionale, per te è iniziata una nuova vita?

In quell’anno conobbi il mondo della nazionale, ambiente totalmente nuovo e sicuramente positivo. Quella di Trabzon, come altre quali mondiali e triangolari indoor, fu un’esperienza indimenticabile, non solo per il risultato, ma anche per il clima di agonismo e di “squadra” che si respirava in ogni circostanza. Da lì cominciai ad intraprendere un nuovo percorso di allenamenti, più serio e costante, conscio di voler continuare e coltivare la mia passione.

Sapresti individuare la tua emozione più grande da sportivo e quella più forte da spettatore sportivo?

Mi piace ricordare la vittoria dei nazionali allievi del 2010 come quella che, finora, mi ha trasmesso più emozioni. Era la prima volta che provavo delle sensazioni simili e di conseguenza sono state particolarmente intense. Da spettatore ricordo con piacere la finale dei 100m di Usain Bolt alle Olimpiadi di Londra 2012: dato che la sua vittoria non era più così  scontata, vederlo correre comunque a quelle velocità, battendo avversari particolarmente prestanti, è stato davvero meraviglioso.

Il tuo 13.39 di Rieti è una rampa di decollo verso gli Europei Juniores, che partiranno dal 18 luglio. Tutti vedono in te uno dei favoriti per la  medaglia tra gli ostacoli alti. Sei concentrato? Spaventato? Quali sono le tue aspettative?

Sono concentrato, spaventato, impaurito, determinato… non saprei definire le mie sensazioni al momento. Arrivo da favorito, ma il mio obiettivo è mettercela tutta. Preferisco affrontare gli Europei con i fatti più che con le parole.

Torniamo per un attimo alla scorsa estate, quando una tua lettera aperta ad Alex Schwazer ha rivelato tanta rabbia e una forte maturità. Scrivevi “lui che "il doping mi fa incazzare", lui che porta (portava) i colori dei carabinieri e della nazionale italiana, lui che ha vinto uno degli ori più importanti della carriera di un atleta e lui che era anche un IDOLO per noi giovani... beh, ci ha tradito”. Come guardi oggi a quella delusione? E quanto conta per te “dare l’esempio” nel mondo e nei valori dello sport?

Il giorno in cui venni a conoscenza della sua positività alla EPO venni pervaso da una rabbia incredibile, sfogandomi con quella stessa lettera. Ricevetti molti elogi, ma soprattutto molte critiche. A distanza di un anno non ho cambiato il mio punto di vista, anche se alcune parole di accusa sarebbe stato meglio ometterle.

E ora chiudiamo con una nota più leggera: in questi giorni hai dovuto affrontare una sfida del tutto diversa, gli esami di maturità al liceo della comunicazione di Busto Arsizio! Com’è andata? E come ti incitano i tuoi compagni di scuola?

La maturità è andata leggermente peggio delle mie aspettative, ma il tempo da dedicare allo studio è stato davvero poco e non sono riuscito ad ottenere di più. Ringrazio comunque il liceo e tutti i miei compagni per il supporto e per gli anni passati assieme. Mi hanno lasciato tanti bei ricordi da non dimenticare assolutamente.

Chi è il tuo più grande sostenitore?

Sicuramente i miei parenti più stretti, sono sempre presenti alle gare e mi supportano davvero in ogni situazione.  Poi ci sono i miei compagni di squadra, i miei amici e la mia ragazza, sempre pronti ad incoraggiarmi e a farmi sorridere nei momenti meno felici.

Come trascorrerai le tue vacanze quando tutto sarà finito? Hai già qualcosa in mente?

A fine luglio mi piacerebbe poter passare 5 giorni di totale relax in Toscana, magari con qualche amico. Purtroppo non ne sono ancora certo perché, dato che i test di ammissione ad odontoiatria sono stati spostati nuovamente a settembre, ad agosto dovrò prepararmi proprio per gli esami!

Ci saluti con un link da correre a vedere (quello che vuoi, un video, una canzone, un momento sportivo, un profilo… )!

Vi consiglio assolutamente di guardare questo video. Le frasi e le immagini visualizzate sono uniche e di grande ispirazione per qualsiasi atleta: http://www.youtube.com/watch?v=rxOfB4wcvl8

 

 

 

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