Luca Antonio Cassano : ''La mia strada? Il lavoro quotidiano sul campo''

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a cura di Carlo Cantales

Sceso in pista sulle orme della madre, dalle vittorie ai giochi sportivi studenteschi a quella del titolo italiano outdoor allievi 2013, Luca Antonio Cassano, racconta ad AtleticaLeggera.org la sua genesi, il suo vivere l'atletica, nonchè i sogni e le ambizioni che lo spingono ogni giorno a dare il massimo. Da Acquaviva delle Fonti, a Firenze per giungere a Rieti, il centometrista pugliese dell'Atletica Firenze Marathon scalda i motori con noi prima degli imminenti Campionati Europei Juniores su Pista di Rieti 2013 (scheda personale dal sito FIDAL.it)

Ciao Luca, grazie per aver accettato il nostro invito.
Da poche settimane sei il nuovo Campione Italiano juniores sui 100m: sicuramente la tua più grande soddisfazione sino ad oggi, ma cosa c’è dietro questo meritato e sudato successo?

Sicuramente possiamo trovare già parte della risposta nella domanda, cioè quando si parla di sudato e meritato successo, nel senso che per arrivare a questo traguardo ho lavorato tanto e quindi ho sudato, dietro la spinta della parziale delusione insorta all’indomani della finale dei campionati italiani allievi 2012 . Da quel giorno in poi, spinto dalla voglia di dimostrare tutto il mio valore, ho realizzato che l’unica strada da seguire è quella del lavoro quotidiano sul campo di allenamento, e quindi senza lesinare energie mi sono dedicato anima e corpo all’inseguimento di questo obiettivo.

Quanto tempo hai impiegato per realizzare con te stesso, dopo il traguardo, che avresti indossato la maglia tricolore?

La certezza che avrei indossato la maglia tricolore l’ho avuta solo quando lo speaker ha pronunciato queste parole: v“il campione italiano juniores nei 100m con il tempo di 10.63 è Luca.. Antonio.. Cassano”. Queste parole mi hanno dato la certezza di aver raggiunto il mio obiettivo, di aver coronato 10 mesi di duro lavoro, e di essere stato, per questo, ripagato di tutti i sacrifici che ho dovuto affrontare.

L’atletica è di famiglia in casa Cassano. Com’è riuscita tua madre a trasmetterti la sua passione?

Sicuramente è stata mia madre a portarmi sul campo di atletica raccontandomi le sue esperienze e mostrandomi i suoi trofei vinti durante la sua carriera, questo mi ha spinto a praticare questo sport e a proseguire il cammino iniziato da lei, che mi ha insegnato ad amare l’atletica.

Un po’ la famiglia ed un po’ la scuola ti hanno avvicinato a questo sport: c’è stato un momento in cui è nato il feeling con lo sprint?

Il feeling con la velocità c’è sempre stato, sin da piccolo quando rincorrevo il pallone da calcio sul campo riuscivo a raggiungerlo prima dei mie compagni, questo mi ha fatto capire che la velocità è un dono che ho avuto sin dalla nascita.

I 100m sono la distanza più breve ma solitamente più attesa del programma di una manifestazione. Cosa passa nella mente durante quei 10/11 secondi di gara?

In quei 10/11 secondi di gara la mia mente è vuota, non pensa a niente, l’unica cosa che voglio è arrivare in fondo prima di tutti, varcare la linea dell’arrivo e leggere sul tabellone un tempo che mi renda felice, che mi faccia capire che sto lavorando bene, che posso ancora migliorare e che posso dare e ricevere tanto da questo sport.

Quest’anno già ai tricolori indoor ti eri ben messo in mostra siglando un ottimo personale correndo tre volte sotto il muro dei 7”, poi il Golden Gala e poi gli Italiani di Rieti. Continuità, forma e determinazione ti stanno accompagnando al meglio in questa stagione: come la stai vivendo?

Sicuramente questi risultati mi danno ancor più energia e voglia di impegnarmi per raggiungere traguardi sempre più esaltanti che possano continuare a motivarmi nel proseguo della mia carriera.

Cos’hai provato quando sei entrato nel corridoio dello Stadio Olimpico il 6 giugno, pensando che avresti corso poco prima del primatista mondiale, nonché campione olimpico?

Essere li, in quel corridoio che sapevo mi avrebbe portato a calpestare la magica pista dello “Stadio Olimpico”, la stessa che prima e dopo di me ha visto correre campioni già affermati, mi ha riempito di orgoglio e reso consapevole di essere entrato nell’elite dell’atletica italiana, motivo per me di enorme soddisfazione.

Hai avuto modo di incontrare Usain Bolt? Cosa ne pensi di lui?

Si l’ho incontrato durante il suo riscaldamento, il semplice fatto di essere a pochi metri di distanza da lui mi ha reso felice, ma nello stesso tempo ha fatto scattare in me la voglia di essergli accanto non solo nella zona riscaldamento ma anche in pista.

Il tempo di 10”54 ti pone in cima alla lista stagionale di categoria, senza contare che ti ha aperto le porte agli imminenti Campionati Europei Juniores che si terranno proprio qui in Italia e nuovamente sulla pista azzurra di Rieti. Ci credevi? Te l’aspettavi?

Ciò che sapevo in funzione del lavoro svolto era di poter correre facilmente sotto i 10.70, quel qualcosa in più che mi ha portato a realizzare quel crono così importante è stato proprio l’aver creduto nelle mie possibilità avendo visto la mia condizione crescere giorno per giorno.

Ed ora che l’impegno si avvicina, come ti ci stai preparando?

Mi sto preparando come ho sempre fatto fino ad ora, con umiltà, spirito di sacrificio, passione ma con la consapevolezza di poter coronare questa già esaltante stagione con un ulteriore ottimo risultato in occasione della manifestazione continentale.

Quest’anno hai già indossato la maglia azzurra in occasione del Meeting di Gavardo correndo la 4x100m. Che significato ha avuto per te portare la scritta “Italia” in gara?

Indossare la maglia azzurra con la scritta Italia era uno dei sogni nel cassetto che coltivavo da quando ho iniziato a correre; averlo realizzato a diciassette anni mi rende felice e mi spinge a proseguire sulla strada intrapresa che spero mi condurrà a realizzarne altri sempre più prestigiosi.

Hai più volte definito il tuo tecnico, Vito Nacci, molto più di un allenatore. Che rapporto avete?

Sì, lo ritengo una persona speciale, in quanto, oltre ad essere una guida per la mia carriera sportiva, è prima di tutto un grande amico con cui confidarsi nel momento del bisogno. Ciò che ci lega è la somiglianza nel nostro modo di essere, la fiducia che riponiamo l'uno nell'altro e la voglia di lavorare per raggiungere insieme grandi risultati.

C’è un episodio in particolare che vi lega o che ricordi particolarmente?

Fin dal primo allenamento insieme ci siamo trovati in sintonia e abbiamo capito da subito di poter raggiungere grandi mete. Sicuramente questo titolo italiano vinto insieme ha permesso di rinforzare ancora di più il nostro rapporto che spero continui anche in futuro.

Oltre al tuo allenatore, chi altro ti segue e sostiene nella tua vita sportiva?

Mi ritengo un ragazzo fortunato, ho dei genitori splendidi ed un fratello che stravede per me, i compagni d’allenamento sono gli stessi con cui da anni condivido ogni momento della mia vita sportiva e non, adesso che sono diventato un atleta “interessante” ho incontrato ulteriori persone che mi hanno voluto bene da subito e che mi stanno offrendo assistenza tecnico/sportiva per poter rendere al meglio; sto parlando degli amici di “SPORT IN PROGRESS” agenzia di marketing sportivo che mi segue da questa stagione.

Sappiamo che frequenti il liceo di Cassano delle Murge e ti alleni ad Acquaviva delle Fonti: com’è articolata la tua giornata tipo?

Onestamente,è più semplice di come si possa immaginare. La mia giornata tipo è una comune giornata da diciassettenne,seppure io passi molte ore sul campo. Sicuramente l’atletica mi porta a fare delle rinunce, come tutti i ragazzi che amano uno sport e si impegnano per raggiungere i loro obbiettivi.

Quest’anno è in corso l’avventura con la Firenze Marathon. Ci racconti qualcosa del tuo nuovo team?

Che dire, mi sono sentito subito a casa mia, sono persone disponibili, simpatiche, cortesi, sempre pronte a venire incontro ad ogni mia piccola o grande esigenza; non mi fanno sentire la distanza kilometrica che ci separa, forse anche perché Toscani e Pugliesi sono più simili di quanto si possa immaginare; senza considerare ovviamente la consistenza tecnica di un Team di assoluto livello per il quale sono orgoglioso di gareggiare.

Cosa aspetti o cosa immagini per il tuo futuro (non per forza sportivo)?

Spero di continuare e progredire nella mia carriera sportiva, raggiungendo traguardi sempre più importanti per coronare sogni sempre più grandi. Uno dei miei obiettivi è sicuramente arruolarmi in un corpo militare,senza però abbandonare gli studi.

Hai un sogno nel cassetto?

Ho grandi progetti per il futuro, ma sicuramente  il più importante è partecipare alle Olimpiadi. Ovviamente per raggiungere questo traguardo sono disposto a superare molti ostacoli, grazie anche all'aiuto del mio allenatore, della mia società e al supporto di coloro che mi sono vicini.

Lasceresti un saluto (scritto o con un contenuto digitale/link) ai nostri lettori?

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Grazie a Luca per il tempo e l'attenzione riservata ad AtleticaLeggera.org ed ai suoi appassionati lettori; ora tutti pronti a seguirlo da giovedì 18 luglio con le batterie di qualificazione dei 100m ai Campionati Europei su pista Juniores di Rieti.

Tutti i risultati, gli orari e le informazioni dei Campionati sono consultabili quì , mentre la diretta streaming della rassegna continentale e della sua gara sarà visibile in corso quì .

Foto: FIDAL/Colombo


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