MAKSYM CERRONE OBRUBANSKYY: "Gli avversari mi danno forza"

                                         “Il mio allenatore mi ha insegnato a correre e a vivere!”                                                   La storia di Maksym Cerrone Obrubanskyy 

a cura di Carlo Cantales

 

Ciao Maksym, partiamo dal principio: come e quando hai iniziato ad avvicinarti all’atletica?

In una gara scolastica mi ricordo ero in terza media, approfittando per non andare a scuola, così partecipai ad un cross ad Agropoli e, senza allenamento, vinsi contro ragazzi che già si allenavano da anni... e' stato amore dal primo chilometro. 

C’è stato un momento in cui il divertimento ed il piacere di correre, anche per gioco, si sono trasformati nella voglia di vincere e di provare a fare sul serio?

Sì, in una delle gare organizzate dal mio primo allenatore, Michele Trotta, una gara a Puglietta che vinsi da secondo anno cadetto, una gara di 10 km dove superai molti assoluti.

C’è un evento, un momento o un luogo in particolare, legato all’atletica, che pensi di non poter dimenticare mai più?

Sì, Campagna e le montagne che sorgono lì intorno, lì sono diventato ciò che sono e ho costruito i risultati sin qui ottenuti.

La tua storia da atleta, dopo gli esordi con la Delta Eboli, ti ha visto dapprima essere partecipe della conquista dello scudetto per club con la Bruni Pubblicità Atl. Vomano, e poi protagonista dell’ascendente cammino dell’Enterprise Sport & Service. Quanto sono importanti gli stimoli provenienti da una società presente alle proprie spalle?

Lo dico a malincuore, ma con la Bruni il percorso è stato breve perché non mi sono sentito stimato ed appoggiato come desideravo, la Delta mi ha cresciuto con passione e fiducia, mentre l'Enterprise mi ha dato cose molto importanti, ovvero la tranquillità di potermi allenare serenamente, con i giusti stimoli e le proporzionate gratificazioni, consentendomi di coltivare ancor più la voglia di migliorarmi.

Ogni atleta deve gran parte del proprio risultato al proprio tecnico: che rapporto hai con Gianfranco Taddeo?

Ai miei occhi lui spesso risulta più importante persino del Papa: per me, con lui, non c’è solo un rapporto tra atleta e allenatore, ma molto molto di più! Mi ha insegnato non solo come si corre, ma anche come si vive; ho un rapporto speciale con lui e lo stimo soprattutto come uomo, ormai è quasi un mio secondo padre e lo stimerò a vita per ogni singola cosa che ha fatto per me... e ne ha fatto davvero tante, senza mai chiedere nulla in cambio, ha scommesso davvero tanto su di me, non solo in tempo e fatica, ma anche economicamente, è stato il primo a credere in me.

Da buon mezzofondista percorrerai sicuramente centinaia di chilometri ogni mese: dove si trova la forza per tener duro, continuare a correre, affrontare tanta fatica e soffrire ogni singolo giorno?

La forza la trovo nei miei avversari: più forte vanno loro è più forte voglio allenarmi io!

Ti capita di pensare a qualcosa in particolare nel corso degli allenamenti? 

A mia madre che lavora nei campi ed a tutta la fatica che fa. A confronto, la mia fatica è nulla, e voglio correre forte anche per potermi permettere di contribuire ad assicurare a tutta la mia famiglia una maggior solidità economica.

Quest’anno sono arrivate per te due grandissime soddisfazioni, entrambe attese, l’una che ha comportato l’altra, ovvero la cittadinanza italiana e la maglia azzurra: quale delle due ti ha regalato l’emozione maggiore?

Non ho alcun dubbio: la cittadinanza! L'ho attesa per tanti anni, con ansia ed impazienza, e non saprei spiegare a parole cosa ha significato per me.

La tua prima convocazione in nazionale è arrivata direttamente ai Campionati Europei Outdoor di Helsinki, gara che però non ha avuto un epilogo soddisfacente: ci racconti cos’è accaduto in quell’occasione?

Sono arrivato ad Helsinki molto carico di lavori in pista e gare, avendo ripetutamente cercato il minimo necessario a partecipare ai Giochi Olimpici di Londra. Essere ad Helsinki per me si è rivelata quasi come una sconfitta, solo per certi versi come una soddisfazione, e conoscendomi so bene che senza le giuste motivazioni non riesco ad esprimermi come potrei e vorrei. 

Sappiamo che dovresti partire, nei prossimi mesi, per uno stage nel continente africano. Cosa ti aspetti da quest’esperienza?

Sì, sto aspettando di poter partire per impegnarmi al massimo, calandomi in tutto e per tutto nell'allenamento, condividendo le giornate e la corsa con i top runners del mondo, ma anche con la voglia e la curiosità di carpire i segreti dei campioni, utili a me ed alle tante persone cui mi potrà capitare occasione di trasmetterli.

Per mantenere delle alte prestazioni e potersi allenare nelle condizioni massimali è sempre necessario osservare degli accorgimenti nello stile di vita e nell’alimentazione: quanta cura dedichi a te?

Lo stile di vita e la cosa più importante: se non dormi bene non puoi allenarti bene, se non mangi bene non puoi allenarti bene... è un insieme di fattori ben armonizzati e curati che porta ad ottenere un risultato.

Guardando avanti, cosa possiamo aspettarci da Maksym nei prossimi mesi e nei prossimi anni?

Non mi aspetto nulla di preciso, nonostante abbia alcuni progetti nel cassetto. Ovviamente tutti dipenderanno da cosa mi offrirà la vita. Non amo programmare le cose a lunga data, spesso l'ho fatto e ne sono rimasto deluso, quindi preferisco rimanere con i piedi per terra e costruire passo per passo ciò che sarà.

In conclusione, ringraziandoti: vorresti lanciare un messaggio a tutti coloro che vivono l’atletica e ci leggono?

Impossible is nothing! 

 

 

 

Scheda tecnica:

Nato in Ucraina, il 21.6.1988

Società: Enterprise Sport & Service

Allenatore: Gianfranco Taddeo

 

Ha raggiunto l’Italia all’età di nove anni, seguendo la madre dall’Ucraina al nostro Paese. Risiede a Campagna, in provincia di Salerno, ed in Italia ha scoperto la sua vocazione alla corsa di lunga lena. Atleta di buoni mezzi fisici, ha nel temperamento agonistico uno dei suoi punti di forza, che l’hanno portato a centrare la convocazione in azzurro agli Europei di Helsinki ed alcune vittorie di prestigio nei confronti diretti con altri atleti del giro azzurro.

Per ogni dettaglio sui risultati conseguiti dall'atleta Maksym Obrubanskyy, cliccare sul link del sito Fidal.

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