Michele Fontana: ''Ricordo ogni gara e ogni vittoria benissimo, perché mi hanno dato entusiasmo e voglia di crescere''

  • Lecco (LC)

di Carlo Cantales

Più volte Campione Italiano dalla categoria Cadetti a quella Promesse, reduce da importantissimi risultati sul piano internazionale nella corsa campestre, a partire dai recenti Campionati Europei sino al Campaccio 2014, si racconta ad AtleticaLeggera.org il portacolori del Gruppo Sportivo dell’Aeronautica Militare, Michele Fontana.

Ciao Michele, ben approdato su AtleticaLeggera.org e grazie a te ed al tuo gruppo sportivo per averci offerto la possibilità di intervistarti.

Ciao a tutti, e grazie a voi per l’opportunità che mi avete dato di raccontarmi e farmi un po’ conoscere.

Non potevamo non pensare a te dopo i tuoi ultimi brillanti risultati. Ci racconti la tua avventura degli Europei dello scorso dicembre?

Era l’ultima opportunità che avevo per emergere nelle categorie giovanili, ci tenevo a fare bene dopo gli europei under23 in pista a Tampere dove non ero riuscito a tirare fuori il meglio di me.  Sono arrivato nelle migliori condizioni possibili, con il mio allenatore Sandro Marongiu mi sono  preparato da agosto, siamo partiti subito con un bel ritmo, ma ero deciso a provarci fino in fondo e provare a stare con i primi, infatti per un po’ ci sono riuscito.

Ti aspettavi un simile risultato? Cosa ha significato piazzarsi nei top 10?

Era il mio piccolo sogno, arrivare nei dieci è stato per me molto importante, ma la cosa che mi ha dato ancor più soddisfazione è aver preso solo 17 secondi dal vincitore e quindi essermela giocata fino in fondo. Questo risultato mi ha dato la consapevolezza di potermela giocare con tutti, o meglio quasi tutti, e mi ha dato molta fiducia e sicurezza delle mie potenzialità... cosa che mi è sempre mancata.

Neanche il tempo di riprender fiato che poche settimane dopo sei riuscito a ripeterti a San Giorgio su Legnano (MI) ed a San Vittore Olona (MI). Altre splendide prov di forma che hanno certamente dimostrato ancor più le tue doti ed il tuo stato di forma. Com'è andata lì al Campaccio ed alla Cinque Mulini?

Si, ci tenevo a gareggiare al Campaccio perché è un po’ con la 5 Mulini la gara di casa per me visto che abito a solo un ora di strada. Sono poi le due gare piu’ affascinanti e importanti in Italia nel cross, per me era importante esserci per fare una bella esperienza. Poi il pubblico mi ha spronato e le gambe mi hanno portato ad entrare nei primi dieci ed è stata ancora una bella soddisfazione perché sono riuscito a riconfermare quel poco di buono che avevo fatto a Belgrado..e soprattutto l’ho fatto in Italia davanti alla mia famiglia, al mio allenatore ed a tutti gli amici che mi seguono e mi sostengono.

I risultati arrivano sempre dove c'è stato del lavoro svolto... cosa ti ha portato, nel recente (quest'anno), ad ottenere questi traguardi, oltre alle tante altre soddisfazioni che li hanno preceduti?

Diciamo che la prima svolta l’ho avuta proprio a Tampere agli europei Under 23 all’aperto... stavo molto bene, ma la troppa tensione e aspettativa mi ha bruciato le energie facendomi fare una gara per certi aspetti anonima. Da li ho imparato qualcosa e mi sono presentato agli assoluti a Milano con tanta voglia di rivincita, e sono riuscito in una gara difficile a vincere la medaglia d'argento dietro ad un Campione come Stefano la Rosa. Da li ho iniziato a incrementare i chilometri percorsi in allenamento e, partecipando a qualche gara su strada, mi sono pian piano accorto che la mia condizione migliorava. Alla gara di selezione a Volpiano ho colto un terzo posto e sono andato a fare un cross in Francia per fare esperienza: li ho preso cognizione di poter davvero correre forte successivamente agli Europei. Diciamo che il miglioramento che ho fatto è stato, sì, sugli allenamenti ,ma prima di tutto mentale e di consapevolezza.

Negli  anni sei riuscito anche a laurearti più volte campione italiano. Oltre che nel cross e nella corsa in montagna, anche in pista sono arrivati i successi, dapprima sui 2000 nella categoria Cadetti (2006), poi sui 5000m da Juniores (2009) ed infine sui 1500m (indoor ed outdoor) da Promessa (2011).
Ci riassumi questi quattro ori tricolori e cos'hanno significato per te?

Ricordo ogni gara e ogni vittoria benissimo, mi accompagneranno sempre perché mi hanno dato entusiasmo e voglia di crescere... dopo ogni vittoria non mi sono mai sentito appagato, avevo sempre più voglia di riprovare quelle emozioni e migliorarmi. Sono stato fortunate nell'aver vinto già da piccolo, quindi quando le cose vanno bene ti senti spinto a continuare e ad aver fiducia anche nei momenti meno piacevoli, ma questo è il gioco dell’atletica un po’ di da e un po’ ti toglie. C'è da dire che però i momenti brutti passano, proprio come quelli belli, l’importante è non mollare, avendo fiducia e pazienza, perchè con il lavoro i risultati prima o poi arrivano.

Oltre ai titoli italiani, anche le maglie azzurre hanno accompagnato la tua carriera. Ricordi ancora la prima? E' quella che ti emoziona di più rievocare?

Sicuramente: la mia prima maglia azzurra è stata in un incontro internazionale di cross a Elgoibar, non era una rappresentativa ufficiale, ma per me idossare la magla azzurra è stato motivo di orgoglio e un emozione davvero unica, perchè ero fiero di quella maglia e di quel colore... proprio come lo sono ora. Quella che ricordo con più emozione è sicuramente l’ultima, l’enfasi provocata dal tifo dei tecnici, dei fisioterapisti e di tutta la squadra azzurra è qualcosa che porterò sempre con me.

Nato atleticamente con l'Atl. Lecco, oggi sei arruolato nel Corpo Sportivo dell'Aeronautica Militare. Come vi sei approdato e cosa significa per te vestire questa divisa?

Vesto la maglia dell’Aeronautica Militare dal gennaio 2011, posso solo ringraziare l’A.M. per aver avuto fiducia in me: anche se ero solo poco più che maggiorenne hanno subito puntato su di me e non hanno mai smesso di credere in quello che potevo dare, soprattutto nei momenti difficili. Sono orgoglioso di questa maglia perché per me è simbolo di un sogno che si è realizzato e mi dà la possibilità di nutrirne altri sempre più ambiziosi.
L'onore è ancor maggiore pensando così di rappresentare le migliaia di persone che sono il cuore dell’Aeronautica Militare.

Un atleta “militare” oggi in Italia è tra i pochi che possono svolgere attività con serenità ed assistenza, non solo economica. In cosa ti supporta il Gruppo di cui fai parte?

Si, in Italia l’unico modo per fare l’atletica ad un certo livello è proprio entrare in un gruppo militare, perchè ti sostiene innanzitutto economicamente, ma non solo. Io ho la fortuna di essere entrato in un gruppo che dà serenità, sprona, è esigente, ma capisce le difficoltà che un atleta può incontrare in ogni momento e in ogni stagione. Con il mio responsabile di settore, Carmelo Lacava, sinergicamente con il mio allenatore, programmiamo la stagione e il mio cammino di crescita. Inoltre, periodicamente scendiamo a Vigna di Valle e in Sicilia per creare un gruppo affiatato e allenarci insieme.

In atletica senza costanza, determinazione, doti e sacrifici non si ottengono grandi risultati, ma di certo non si và da nessuna parte senza il proprio tecnico.
Ci racconti qualcosa relativamente al rapporto che avete istaurato tu e Sandro Marongiu, la tua guida tecnica?

Sandro mi allena da sempre, da quando ho 11 anni... quindi il nostro percorso è davvero lungo. Per me è una figura importantissima che mi sprona e mi dà sempre entusiasmo. Certo ci sono stati dei momenti difficili anche tra di noi, ma siamo sempre riusciti ad uscirne crescendo e avendo fiducia l’uno dell'altro.
La cosa più positiva nel nostro cammino è che siamo cresciuti insieme, io come atleta e lui come tecnico, più io crescevo più lui chiedeva consigli e si confrontava con tecnici più titolati... prendeva qualcosa da tutti facendola sua e, come è solito dire, “...ogni atleta ha bisogno del suo abito cucino a misura, non tutto va bene per tutti”. Il suo pregio più grande è proprio questo, non si è mai sentito più bravo di nessuno e ha sempre pensato che tutti hanno qualcosa da insegnare. Quindi io posso soltanto digli “grazie”, certo che il nostro percorso sarà ancora lungo.

Il legame con la tua squadra “civile” di provenienza sappiamo essere per te davvero inscindibile, come dimostra la tua presenza anche alla finale under23 dei CdS su pista. Ci descrivi la realtà dell'Atl. Lecco e come la vivi e l'hai vissuta?

Per me l’Atletica Lecco è come una seconda famiglia, sta diventando con gli anni una società sempre più importante grazie all’umiltà e alla voglia di fare di tecnici e dirigenti, ma non da meno anche degli atleti.
È una società seria e con un ambiente stimolante... ha contribuito molto alla mia crescita atletica e personale, quindi la porterò sempre nel cuore e spero di poterla ripagare sempre per tutto ciò che ha fatto per me.

Per completare il quadro, dove si allena Michele Fontana, quante sedute di allenamento effettua e con chi?

Mi alleno quasi sempre a casa, a Pasturo, in Valsassina oppure nei lavori in un ‘’pistino’’ sterrato di 1km dove abita Sandro. Mi alleno dalle 10 alle 12 volte alla settimana, con il mio bellissimo gruppo, un insieme di una quindicina di ragazzi e ragazze che noi chiamiamo appunto simpaticamente “il gruppo del pistino”... un importante “grazie” và anche a loro!

L'atletica, come in tanti altri piacevoli casi, ha portato con se anche gioie nella vita sentimentale. Cosa significa poter avere accanto una persona che condivide la stessa passione e, casomai, anche lo stesso ambiente?

Devo dire che è davvero meraviglioso, sono fidanzato con Valeria da quasi tre anni, abbiamo condiviso vittorie e sconfitte... ma vivere e comprendere queste emozioni in due ci ha legati davvero tantissimo, tant'è che lei per me significa davvero tanto: mi da forza, coraggio, determinazione e la cosa più importante, serenità. Lei, insieme alla mia famiglia, ha un ruolo importantissimo nella mia vita.

Se ti si chiedesse “perchè dovrei fare atletica?”, cosa risponderesti?

Semplicemente perché oltre ad essere lo sport più bello al mondo è anche l’ambiente più bello in assoluto: provare e condividere la fatica, anche se può sembrar strano, crea legami ed amicizie davvero bellissime.

C'è un video/canzone/immagine che ti rappresenta o che significa molto per te e vorresti condividere con chi ha letto quest'intervista?

Si, pochi giorni fà mia sorella mi ha mandato una lettera di Maria Teresa di Calcutta: “Ama la vita così com’è’’. È una stupenda lettera ,in cui incita gli uomini ad amare in qualsiasi momento ed io l’ho fatta mia... mi piacerebbe aggiungere “ama l’altetica, quando ti dà, ma anche quando non ti dà, nella sconfitta e nella vittoria. Amala Sempre!”


Dove incontreremo Michele nei prossimi mesi? Quali sono i piani per il 2014?

Dalla prossima settimana sarò in raduno fino al 15 febbraio a Grosseto, poi parteciperò ai Campionati Italiani di Cross del 9 marzo a Nove (VI) per poi puntare verso la stagione estiva.

In conclusione, lasceresti un saluto ai nostri lettori?

Grazie a tutta la redazione e a tutti i lettori, grazie per aver dedicato tempo alla “mia” lettura.
Un grosso saluto e buona atletica a tutti.

Tutta la redazione di AtleticaLeggera.org ringrazia Michele Fontana e il C.S. dell’Aeronautica Militare per la disponibilità e la collaborazione, con l’augurio che per entrambe possa questo 2014 regalare importanti risultati e portare in alto i colori dell’atletica italiana.
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