Mondiali Mosca: la Trost è settima con 1.93

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La finale dell’alto regala alla 20enne Alessia Trost il settimo posto mondiale, grazie ad un miglior salto di 1,93. E’ un piazzamento onorevole, quello colto dalla giovanissima saltatrice friulana, impegnata a Mosca nella prima grande manifestazione estiva della carriera. Dopo prime prove brillantemente superate a 1,89 e 1,93, l’azzurra si è dovuta arrendere a 1,97, con un terzo salto mancato davvero di un soffio (contatto nella fase di richiamo degli arti inferiori), quando il corpo era praticamente tutto già al di là dell’asticella. Oro alla russa Svetlana Shkolina che con 2,03 scala due posizioni rispetto al podio di Londra 2012. Battute nell'ordine la statunitense Barrett (2,00) e la connazionale olimpionica Anna Chicherova, terza pari merito ad 1,97 con la spagnola Beitia. Epilogo sfortunato, invece, per la 4x400 donne. Le azzurre Bazzoni-Milani-Spacca-Grenot finiscono seste in 3:27.39, miglior piazzamento di sempre ai Mondiali per una staffetta femminile azzurra del Miglio. Purtroppo, però, il testimone perso da Libania Grenot a pochi passi dal traguardo (complice un contatto con la quarta frazionista ucraina) significa la squalifica per la formazione italiana. La giuria d'appello ha respinto il ricorso presentato dalla squadra italiana affermando che quello avvenuto tra l'ucraina Pygyda e la Grenot è stato un contatto fortuito e non una vera ostruzione da parte dell'avversaria. Nei 100hs, infine, eliminata in semifinale la tricolore assoluta Marzia Caravelli, settima in 13.06.

Il racconto della gara - A 1,89, l’azzurra supera l’impegno con estrema facilità (va fuori invece la tedesca Jungfleisch), così come a 1,93, la quota che, come facilmente prevedibile, anche in considerazione della durezza della progressione, segna una prima, netta scrematura di classifica. Volano al di là dell’asticella, alla prima prova, solo sei delle dodici finaliste. La Trost è con loro (insieme a Barrett, Stepaniuk, Kasprzycka, Chicherova e Beitia), mentre cominciano a fioccare gli errori. Vanno fuori Lavern Spencer e Airine Palsyte, mentre le altre risolvono al secondo tentativo. L’1,97 è la misura della frattura. Il gruppo si divide in due tronconi. Alessia Trost sbaglia (di poco) alla prima, mentre ce la fanno subito Barrett, Shkolina, Chicherova e Beitia. E’ il momento della verità, o della prima parte di essa. L’italiana sbaglia ancora, questa volta malamente, “sedendosi” sull’asticella. Al ritorno a posto scuote il capo, naturalmente contrariata, alla ricerca della risposta da dare all’enigma tecnico. Emma Green, la svedese, risolve il rompicapo alla seconda, e si aggiunge al lotto delle promosse. Trost, purtroppo, si arrende, ma nel modo peggiore, ovvero, con un salto praticamente già completato. La rincorsa è fluida e veloce, il piazzamento allo stacco ottimale: l’azzurra vola al di là dell’asticella, che però sfiora con i talloni, facendola cadere a terra. E’ settima, perché Kasprzycka ce la fa alla terza prova. I due metri vanno via alla prima per Barrett e Shkolina, mentre sbagliano tutte le altre. Per ben tre volte. Il bronzo va a pari merito (1,97) alla spagnola Ruth Beitia e alla russa Anna Chicherova. Una medaglia per due che va sicuramente stretta all'olimpionica russa, arenatasi a 3 centimetri dal fatidico muro dei 2 metri. L'oro, però, resta in Russia al collo della connazionale Shkolina che salta come mai fatto finora: 2,03 alla prima. Primato personale eguagliato e discorso chiuso. Argento alla statunitense Barrett che sale sul podio con 2 metri.

4x400 donne

Arriva la squalifica, come una mazzata, a rovinare l’esito finale di una prova di straordinaria intensità, corsa magnificamente dalle azzurre. Pesa un contatto tra le mani dell’ucraina Pygyda e quelle di Libania Grenot, che porta il testimone italiano a terra null’ultimo metro di gara.  Le ragazze italiane si erano piazzate al sesto posto (3:27.39), ad un solo centesimo dal quinto, che proprio la Pygyda aveva soffiato alla Grenot sul traguardo, completando la rimonta che non le era riuscita ieri in semifinale. Sarebbe stata il miglior risultato di sempre ai Mondiali per la staffetta del miglio femminile, ed il tempo rappresenta anche la quarta prestazione italiana all-time. In prima Chiara Bazzoni era stata ancora una volta strepitosa: cambia al quinto posto, mettendo subito l’Italia in condizione di lottare a centro gruppo. Altrettanto efficace la frazione di Marta Milani così come quella di una determinatissima Maria Enrica Spacca brava a difendere la posizione. L’oro va alla Russia, con un finale da brividi sugli Stati Uniti (3:20.19 contro 3.20.41), che fa ruggire uno stadio Luzhniki finalmente pieno come avrebbe sempre meritato il Mondiale. Il bronzo va alle britanniche (3:22.61), mentre la Francia (3:24.21) è quarta.

100hs donne

Finisce in semifinale la corsa nei 100hs di Marzia Caravelli. La friulana è settima in 13.06 (-0.6 m/s), piuttosto lontana anche dal quarto posto della dominicana Lavonne Idlette (12.91) che garantirebbe, almeno in linea teorica, la speranza di essere ripescata con i tempi. La reazione allo sparo dell’azzurra non è male (0.159), ma la fase di accelerazione è poco redditizia. Ne viene fuori un gap iniziale che, con ogni probabilità, mette in difficoltà la Caravelli anche sul piano della ritmica, condizionandone il risultato finale. Il 13.06 è comunque inferiore di un centesimo al tempo fatto registrare nelle batterie, a conferma – ove ce ne fosse stato bisogno - dell’ottimo stato di forma dell’azzurra. La rivedremo domani nella batteria della staffetta 4x100. Il successo nella prima semifinale è della britannica Tiffany Porter (12.63), una delle pretendenti al podio maggiormente accreditate; la vittoria nella seconda semifinale va alla statunitense Brianna Rollins, che segna un gran 12.55 (+0.2); ma l’australiana Sally Pearson manda un chiaro messaggio a tutte le avversarie, affermandosi nella terza in 12.50 (-0.7).

m.s.

Fonte: Fidal.it

 

Foto: Fidal /Colombo

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