Passione per l'Atletica: la faccia amara

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a cura di De...Ca

Intervista a
GIANLUCA FRANCIONI

E' tornata da poco alle cronache la sua vicenda, complici le prime notizie relative all'iter giudiziario in corso, ed AtleticaLeggera.org ha deciso di dar spazio alla voce del protagonista di una complessa e singolare vicenda spiacevole, quella di Gianluca Francioni, lanciatore di Corridonia, tesserato per la N.A. Fanfulla Lodigiana, incorso in uno spiacevole infortunio a causa della scarsa manutenzione degli spazi dell'impianto di allenamento (trovate quì il precedente comunicato pubblicato).

Partiamo dal principio e per i meno conoscitori: chi è Gianluca Francioni?

Sono un lanciatore di peso di Corridonia (MC), che ha iniziato a gareggiare più di 25 anni fa. In questo periodo sono stato sempre al vertice delle classifiche italiane arrivando al primato personale assoluto nel 1994 all'età di 21 anni con m.17,58. Ho stabilito il record italiano allievi nel 1990 con m. 18,32 con il peso da Kg.5 diventando il primo italiano a lanciare così lontano con il nuovo attrezzo.

Come e quando è nato l'amore per l'atletica leggera?

Ho iniziato a gareggiare nel 1984 grazie al tecnico Bruno Dezi del Cus Macerata, società gloriosa che oggi non esiste più. Sono stato allenato fino al 1992 da mio padre Mario che mi ha portato a realizzare il primato italiano, e che purtroppo in quell'anno è venuto a mancare. Poi sono approdato alla corte di Tony Naclerio coordinatore della squadra Usa di Lanci di Tokio 1991 andandomi ad allenare con lui presso la Rutgers Univesity in New Jersey (USA).

In carriera hai avuto delle soddisfazioni che ricordi con maggior coinvolgimento?

La gara che mi ha soddisfatto di più è stata proprio quella di Civitanova Marche (MC) quando ho stabilito il record italiano nel 1990.

L'approdo alla N.A. Fanfulla Lodigiana: come e perché?

Nel 2009 mi sono tesserato con la N.A.Fanfulla di Lodi seguendo l'esempio di mio fratello Simone anche lui lanciatore di peso già tesserato con quella società sposando il progetto che mi aveva prospettato il presidente Alessandro Cozzi .

Il Getto del Peso... che sensazione dà l'essere in pedana?

Dà la possibilità di dimostrare al mondo quanto si è forti.

Abbiamo affrontato di recente la tua "nota" vicissitudine occorsa presso il campo sportivo di Corridonia. Torniamo all’inverno del 2010, tu ti allenavi presso lo stadio “Martini” e ci fu un cedimento della pedana di lancio. Come è accaduto e che danni hai subito? Quali le conseguenze?

Durante uno dei miei consueti allenamenti settimanali presso lo stadio Martini mentre stavo effettuando un lancio con la traslocazione, è avvenuto il cedimento della pedana che mi ha provocato la rottura del tendine rotuleo del ginocchio destro, lasciandomi una invalidità permanente superiore al 10% e compromettendo di fatto anche la normale attività lavorativa.

In realtà, già prima dell’incidente tu avevi denunciato le condizioni precarie delle strutture dello stadio, giusto?

Già a partire dal 2007 avevamo denunciato all'amministrazione comunale di Corridonia lo stato di
pericolosità in cui versavano le pedane dello stadio senza mai ricevere formale risposta. L'unico intervento è stato effettuato 6 mesi dopo l'incidente.


Certamente l'accaduto ha generato molto malumore e rabbia: più per l'infortunio o per gli eventi che seguiti al tuo incidente?

Sicuramente l'incidente ha generato rabbia sia per l'infortunio sia per tutto quello che sta succedendo di conseguenza, e pensare che con poche centinaia di euro era possibile mettere in sicurezza la pedana e tutto questo poteva essere evitato…

Cosa hai provato quando il gestore dell'impianto "Martini" ti ha definito un "abusivo", dopo oltre 25 anni di attività? Avete avuto un confronto diretto?

Essere definito abusivo dopo tutto quello che ho fatto nella mia lunga carriera portando in alto il nome di Corridonia mi ha lasciato davvero sconcertato. Per quanto riguarda il confronto diretto, ho avuto contatti informali con vari esponenti dell'amministrazione comunale e della gestione dello stadio ma purtroppo in ognuna di queste occasioni non siamo riusciti a confrontarci, in quanto si è trattato di persone non competenti circa il mondo dell'atletica e del lancio del peso in particolare.

Il Comune di Corridonia non si è costituito in questa prima fase del processo. Cosa ne hai pensato? Descrivici l'attuale situazione?

Ho pensato che come spesso avviene, le amministrazioni comunali non vogliono prendere una posizione rispetto a quello che succede per non mettersi contro nessuno.

Chi ti ha sostenuto? La famiglia, gli amici, la tua società?

Chi mi ha sostenuto e aiutato sono stati soprattutto mio fratello Andrea e mia madre Teresa che mi sono stati sempre vicini anche nel momento dell'operazione chirurgica e della riabilitazione, e poi gli amici più cari che con il loro affetto mi hanno spronato a rimettermi nel più breve tempo possibile. La N.A.Fanfulla dopo l'incidente mi ha lasciato libero di trasferirmi ad altra società.

Recente il tuo annuncio di voler abbandonare l’attività agonistica. Quanto ha inciso questa amara storia?

Questo triste capitolo ha inciso in maniera determinante facendomi pensare al ritiro visto che mi sono sentito umiliato.

Come speri che possa concludersi il contenzioso che ti ha visto protagonista? Quale messaggio vorresti che venisse fuori chiaro e forte da questa storia?

Spero che i responsabili di questo fatto mi risarciscano dei danni subiti e che in futuro le amministrazioni comunali siano più sensibili alle richieste di tutti i cittadini soprattutto quando vengono fatte per la sicurezza.

Sport, salute e prevenzione: si pensa troppo spesso ai parametri medici e poco a quelli di sicurezza. Vorremmo un giudizio di chi ha provato le conseguenze di una "inadempienza".

Secondo me ci sarebbe bisogno di maggiori controlli degli organi predisposti a vigilare sulle strutture sportive in modo che questo tipo di incidenti possano essere evitati.

Hai tratto degli insegnamenti da quanto è accaduto? C’è qualcosa che consiglieresti o suggeriresti ad un giovane atleta in funzione di quanto hai vissuto?

Ad un giovane atleta consiglio di continuare a praticare ed amare questo sport che resta sempre uno dei più belli nonostante tutte le sue contraddizioni.

Italia e Atletica: un amore schizofrenico che passa dal totale disinteresse all’invaghimento profondo. Cosa c’è secondo te che non va?

Non posso certo giudicare l'operato di chi fa questa professione da tanti anni. Da parte mia vorrei sposare le parole del professor Gaspare Polizzi che recentemente ad una domanda del genere rispondeva che per rinnovare la Federazione bisognerebbe creare organi collegiali nel settore tecnico burocratico e amministrativo e promuovere eventi con le scuole di ogni ordine e grado coinvolgendo i ragazzi per farli venire fuori dalla crisi di vocazione che sta investendo l’atletica italiana.

In chiusura, vorrei ringraziare questo splendido sito di AtleticaLeggera.org che è stato il primo a seguire la mia storia, dandomi la possibilità di esprimere il mio disappunto per questa triste vicenda.


Francioni Ufficio stampa
Corridonia, 7 Giugno 2013

Via Luigi Lanzi,4
62014 -Corridonia (MC)
tel. 333/9856809
mail: francioni-stampa@alice.it

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