STEFANO LA ROSA: Una grande storia!

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A cura di Carlo Cantales

 

Partiamo dai giorni appena trascorsi, ed in particolare da Budapest, dalla vittoria di Andrea Lalli ed il terzo posto di Daniele Meucci agli Europei di Cross. Cosa è invece accaduto a te: qualche problema fisico?

Ero lì per far bene con la squadra, non sul piano individuale. Dopo gli appuntamenti in pista avevo ripreso gli allenamenti con molta tranquillità, mi sentivo abbastanza bene e così avevo deciso di andare per la nazionale. Così non è stato perché non ho avuto grandi sensazioni nel corso della gara e poi il cross non è troppo adatto a me; dopo 3-4 giri mi sono dovuto ritirare e mi è spiaciuto non poco per l'intera squadra.

Una piccola delusione forse, ma la stagione invernale è appena iniziata, no?

Sì, quest’anno il cross sarà per me solo di passaggio, quelli che mi interessano sono gli appuntamenti in pista di quest’estate.

Nella nazionale di Budapest ci sono stati tanti nuovi ragazzi alla prima uscita internazionale. Come si è comportato secondo te il gruppo?

Ci sono tanti ragazzi in gamba, a partire dai Dini che già conoscevo in quanto toscani, ma ho potuto notare alcuni allievi in gara con gli Junior come Crippa che dovrebbe essere arrivato nei primi 30, ed ho visto anche delle ragazze giovani, come la Del Buono o la Merlo che non conoscevo, che si sono comportate discretamente.

E tra di voi?

Noi siamo stati insieme per tanto tempo a causa della lunghezza del viaggio che abbiamo sostenuto. L’aeroporto di Budapest era chiuso e siamo potuti arrivare in hotel solo alle 3.00 trascorrendo l’interminabile traversata assieme, ma è stato molto piacevole condividere quei momenti.

Parlavi di “toscani”, tu sei grossetano, concittadino del nostro neo-Presidente Federale Alfio Giomi, cosa auguri ad una persona alla quale ti sappiamo così legato?

E' una persona preparata e capace, e sono certo che farà bene, non posso augurargli di meglio. Mi ha visto crescere ed io l'ho visto personalmente alla prova durante gli europei del 2001 a Grosseto e nel 2004 ai Mondiali.

Tu in questi Mondiali hai potuto correre in casa: più forte l'emozione o l'aspettativa?

Non saprei dirlo, ma di certo sapere di avere tanti amici presenti… a ben guardare un po’ di pressione sale!

Quest'anno hai potuto raccogliere oltre alle tante convocazioni azzurre anche dei miglioramenti personali in molte distanze che hai affrontato: hai cambiato qualcosa nel tuo programma o stai raccogliendo i frutti di quanto costruito sino ad ora?

La fortuna di non avere avuto mai infortuni importanti, assieme al potersi allenare con costanza, fa sì che i miglioramenti arrivino.

Dopo tante soddisfazioni ottenute, dove attingi ancora la carica, la determinazione e la concentrazione utili ad allenarti per migliorarti ancor più?

La forza è tutta dentro di sé e nel clima che le persone che hai attorno riescono a farti vivere: bisogna credere in ciò che si fa, anche nei momenti bui e difficili... basta una parola di conforto spesso a far rialzare la testa, ma è necessario essere determinati ed avere ogni giorno un obiettivo, essendo soddisfatti di quel che si fa, senza che questo pesi, casomai allenandosi in gruppo.

Si parla sempre più nel mezzofondo dell'allenamento di gruppo: cosa ne pensi?

Sono rientrato dal Kenya dove l'abitudine porta a vedere gruppi di 20/30 persone che si allenano insieme e alle prime luci dell’alba. In quel modo sei sempre stimolato, c'è sempre qualcuno che ti sprona ad allenarti forte e questo fa anche la differenza! Noi in Italia tendiamo spesso a rimanere ognuno nel proprio piccolo e spesso ci alleniamo da soli. Casomai ci aggreghiamo quando facciamo dei raduni di una o massimo due settimane, e ci si accorge subito della differenza quando ci si allena con persone del proprio livello, rispetto al correre da soli. Dovremmo cercare di far più gruppo per crescere tutti e dimostrare all'estero quanto valiamo. 

Tornando a te, a che età hai iniziato?

Ho iniziato quando frequentavo la terza media, avevo 13 anni, ma inizialmente giocavo anche a calcio.

C'è stato un momento in cui hai capito che nell'atletica avresti ottenuto dei risultati?

Mi sono avvicinato a questo sport con le prime gare delle scuole, quando iniziavo ad accorgermi che riuscivo a vincere con estrema facilità senza allenamento. I risultati erano ottimi, così ho pian piano abbandonato il pallone e mi sono dedicato all'atletica che è diventata la mia vita, grazie anche al G.S. Carabinieri che mi sostiene e mi permette di allenarmi come voglio.

Cosa ha significato per te l'ingresso nel 2007 nell'Arma?

Sicuramente al primo posto è arrivata la tranquillità, cosa che ti permette di allenarti e fare ciò che ti piace. L'unica strada attualmente possibile è offerta dai Gruppi Sportivi Militari.

Il tuo mondo oltre l'atletica…

A me piace uscire, stare con gli amici, cose comuni fatte con molta semplicità.

C'è un evento particolare che ti ha segnato in tanti anni di carriera?

Probabilmente il ricordo più forte è il primo Mondiale di Cross, quando da Junior mi trovai in gara assieme a Bekele e altri atleti davvero forti. Per me, che ero piccolo ed ai primi passi, anche solo averli avuti accanto in partenza era un'emozione indescrivibile...

C'è qualcosa cui pensi di aver dovuto rinunciare per l'atletica?

Per fortuna non ho rimpianti, mi ritengo un privilegiato, faccio ciò che amo da quando sono ragazzino, non mi pesa, quindi non ho rimpianti! ... Forse solo quello di voler correre più forte perché credo di non aver ancora dimostrato a livello europeo quanto che valgo. In ogni caso non mi piace tralasciare nulla nella vita, ritaglio tutti gli spazi necessari per poter fare di tutto.

Come ti vedi nel futuro medio e/o lungo?

Nel mio futuro sicuramente vorrò avere una bella famiglia, com'è stata la mia, e dare ai miei figli quello che i miei genitori hanno saputo dare a me. Sul piano sportivo spero di crescere ed affermarmi a livelli sempre più importanti.

Il 2013 è ormai alle porte: cosa dobbiamo aspettarci quest'anno?

Il desiderio è quello di migliorarmi sulle mie distanze, sui 5000m e 10000m, ma anche partecipare al mondiale in Russia e cercare di fare 3 o 4 mesi ad altissimo livello.

 

Caro Stefano, noi ringraziamo te per la disponibilità, senza dimenticare la grande cortesia riservataci dall'intero G.S. Carabinieri, e ci congediamo augurandoti un sereno Natale, che possa essere preludio dei tanti successi ai quali lavori.

 

 

 

Scheda tecnica

E' nato a Grosseto il 28.9.1985, 1.66 x 55kg

Società: Carabinieri

Allenatore: Claudio Pannozzo

Presenze in Nazionale: 15

 

Si è messo in luce da junior, guadagnandosi già al primo anno di categoria la partecipazione ai Mondiali di cross 2003. Nel 2004 ha fatto doppietta (1500/5000 metri) ai campionati italiani di categoria e ha poi preso parte – proprio nella sua Grosseto – ai Mondiali juniores, dove ha stabilito il personale sui 5000 metri. Ha ricevuto un premio per i suoi progressi nel dicembre 2006, con l’argento nella prova a squadre U23 degli Europei di campestre, dopo una notevole prestazione individuale sui prati di San Giorgio su Legnano. Il 2008 è la stagione del suo primo titolo italiano assoluto, sui 10.000 metri, mentre nell’edizione successiva fa doppietta vincendo anche i 5000: su questa distanza si ripete nel 2010 nella sua città, per poi piazzarsi decimo agli Europei di Barcellona, e anche nel 2011. Prodotto del vivaio dell’Atletica Grosseto, dal 2007 si è arruolato nei Carabinieri. Bronzo a squadre agli Europei di cross di Dublino 2009, bronzo sui 5000 metri alle Universiadi 2011 di Shenzhen, in Cina.

 

Curriculum (5000m): NC: 6 (09-10-11, 10000m: 08-09, maratonina: 12); ECh: 2010 (10); EIC: 2011 (10/3000m); WJC: 2004 (16); EJC: 2003 (rit); U23 ECh: 2007 (6/1500m, 10); WUG: 2011 (3); Gymn: 2002 (rit/3000m); ECup: 2006 (7), 2007/B (1/3000m), 2008 (6/3000m), 2009 (7/1500m), 2010 (6/3000m). 2011 (7/3000m); MedG: 2009 (2); Euroch: 2012 (5/10000m); WCCC: 2003 (52jr, 15T/U20), 2004 (rit/jr), 2008 (rit); ECCC: 2004 (18jr, 5T/U20), 2006 (10/U23, 2T/U23), 2007 (5/U23, 7T/U23), 2008 (16, 4T), 2009 (15, 3T), 2010 (rit), 2011 (14, 5T).

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