Teodorico Caporaso: intervista esclusiva al marciatore azzurro impegnato nella 50km a Mosca

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a cura di Carlo Cantales

Dalle strade e dalle piste della provincia di Benevento ai vertici della marcia italiana, tanto da meritarsi la convocazione per il Mondiale di Mosca. Tra gli allenamenti e gli studi presso la Facoltà di Ingegneria della Federico II di Napoli, Teodorico Caporaso si racconta ad AtleticaLeggera.org, a pochi giorni dal suo debutto nella gara iridata della 50km, con la sua abituale pragmaticità e semplicità.  (scheda personale dal sito FIDAL.it)

Ciao Teodorico, grazie per aver accettato il nostro invito.
Tra pochi giorni sarai impegnato nella manifestazione oggettivamente più importante cui tu abbia mai partecipato, i Campionati Mondiali Assoluti su pista. Cosa ha significato per te questa convocazione e come hai reagito alla notizia ufficiale?

Ciao a tutti!
Questa convocazione rappresenta sicuramente un grande traguardo, per certi versi inaspettato, ma fortemente voluto e desiderato.
La mia reazione? Semplicemente tanta felicità e una inspiegabile sensazione di leggerezza!

I Mondiali sono di sicuro l’appuntamento più ambito dopo quello olimpico e la tua prima esperienza in una simile manifestazione avverrà probabilmente sulla gara più lunga e snervante dell’intero programma tecnico dell’atletica leggera, la 50km di marcia. Come ti stai avvicinando a questo appuntamento?

Beh oramai sono alle ultime battute. Ho cercato di sfuggire al caldo torrido degli ultimi giorni in Italia, cercando le migliori sensazioni per la gara, poi si vedrà tutto lì...

Dopo i numerosi risultati ottenuti quest’anno, contrassegnati da competizioni di primissimo rilievo e miglioramenti cronometrici, cosa ti aspetti da Mosca 2013?

Il tempo trascorso dalla mia ultima 50 km non è stato eccessivo, motivo per cui per me sarebbe importante già riportare a casa un leggero miglioramento cronometrico, magari con un prestigioso piazzamento nei primi 30 classificati. In particolare in funzione della mia partenza con il 44esimo accredito nella starting list.

A Mosca gareggerai nella medesima competizione che vedrà impegnati in gara atleti del calibro di Usain Bolt, Mo Farah, Renault Lavillenie, etc… che effetto ti fa pensare di essere lì, proprio come loro, per gareggiare?

Sinceramente ancora non mi rendo pienamente conto di tutto ciò... credo e spero di comprendere a pieno cosa si sta prospettando e cosa mi attende una volta arrivato lì in Russia!

Non è la prima volta che vesti la maglia della nazionale azzurra. Ci racconti almeno per larghe linee delle tue precedenti esperienze, a partire dalla splendida gara in progressione di Dudince?

Questa è la mia quarta presenza assoluta in maglia azzurra ed ancora una volta arriva sulla distanza dei 50km.
L'esordio arrivò nel 2011 ad Olhao con la Coppa Europa, laddove conclusi la mia gara in 4h04’12” (mio primato personale di allora con un prestigioso 11° posto finale); da quell'occasione la mia carriera agonistica ha vissuto un continuo crescendo di prestazioni, corollate dalla presenza in Coppa del Mondo a Saransk in quello stesso anno (28° al traguardo con un ulteriore miglioramento a 3h59’19”). A precedere questo impegno mondiale c'è stata quest'anno la Coppa Europa a Dudince, in Slovacchia, che ha contribuito a limare ulteriormente di ben 3 minuti il mio primato personale a 3h56’45”, tempo utile ad ottenere il pass per Mosca.
 
Teodorico e la Marcia: come si è arrivati alla simbiosi odierna?

Il mio percorso è partito circa 9 anni fa nella mia Campania, grazie alla figura di Roberto Sanginario, preludio al mio incontro con Diego Perez, la mia attuale guida, con cui abbiamo costruito questa lenta, ma continua, progressione agonistica che rispecchia molto la mia condotta di gara nelle gare di 50km.

Cosa ha significato per te praticare questa disciplina? Cosa ti ha dato e cosa ti ha tolto?

La marcia ha portato con se alcuni aspetti della vita, oltre che dello sport, come i sacrifici, le sfide, le esperienze e qualche piccola grande gioia. Mi ha sicuramente formato nel carattere e regalato tantissimo.
Cosa mia ha tolto? Sicuramente ha assorbito tanto sia del mio tempo che delle mie energie, ma non ho grossi rimpianti per quanto ho fatto sino ad oggi, soprattutto dati i risultati ottenuti.

Dove si trova la forza e la volontà per andare avanti, faticare tanto e sacrificarsi ogni giorno?

Beh, sinceramente a volte non lo riesco a comprendere a pieno nemmeno io! Probabilmente il più grande stimolo viene dalla continua voglia interiore di migliorare e sfidare se stessi, convinti di poter raggiungere i traguardi prefissati e sognati. Non credo esistano spinte maggiori.

Come precedentemente accennato, fondamentale punto di forza dei tuoi traguardi è stata sicuramente la tua guida tecnica: ci racconti del tuo rapporto con Diego Perez?

Il rapporto con Diego è essenzialmente un rapporto forte di stima ed affetto reciproco, costruito passo dopo passo e nel tempo. Questo legamenci ha permesso, grazie anche all’aiuto di altre importanti figure che mi hanno supportato di crescere verso i miei sempre nuovi traguardi (in particolar modo il mio fisioterapista Francesco Gallo e Domenico Cacace, colui che mi ha messo a disposizione gli spazi e le strutture della palestra Agorà, concedendomi un punto i riferimento nellse mie sedute d'allenamento a Torre del Greco).

Parliamo dei tuoi allenamenti: dov’è che ti alleni solitamente?

Beh, in realtà mi muovo continuamente in giro per la Campania!
Le mie mete fisse sono Benevento, Torre del Greco (NA) e Napoli, in particolar modo lungo percorsi stradali, mentre a volte mi oriento verso la pista alternando la mia presenza al Campo di Coni di Benevento oppure a Napoli tra la pista dello Stadio San Paolo e quella del CUS Napoli.

Domanda un po’ più divulgativa per i meno conoscitori della disciplina: un marciatore si dedica solo ad allenamenti di “tacco-punta” o sfrutta anche la corsa ed altri mezzi allenanti?

Beh, soprattutto in fase di preparazione generale utilizzo vari mezzi alternativi che di certo comprendono anche la corsa; dico "comprendono" perchè sfrutto molto anche la cyclette e il nuoto.
Successivamente, una volta ultimata la fase generale, il mezzo di allenamento principale e quasi esclusivo è proprio la marcia.

Sino a pochi mesi fa hai gareggiato sotto i colori della Libertas Polisportiva Amatori Atletica Benevento: cos’ha rappresentato per te sino ad oggi quell'avventura con l’ex Consigliere Nazionale FIDAL Giovanni Caruso?

Sicuramente tantissimo, in particolare Giovanni, una figura che è stata sempre di riferimento, non solo per me, ma per tutto il territorio sannita; oggigiorno, anche se non è più il mio presidente, segue con lo stesso interesse e lo stesso affetto i miei risultati.

Dal 2013 le due formazioni beneventane hanno preso una via comune che ti ha portato a vestire i colori dell’Enterprise Sport & Service per questo importante 2013: come hai vissuto questa vecchia-nuova avventura?

L’ho vissuta con impegno e determinazione, nella speranza di una ulteriore possibilità di crescita personale, della squadra e dell’atletica campana tutta. Sono certo di poter sempre contare di tantissimo sostegno e supporto, come è stato per i risultati sin quì raggiunti, ma soprattutto per quanto aspetta me e l'intera squadra da settembre sino a fine anno e non solo.

Come si articola la giornata dell’ Ing. Teodorico Caporaso per conciliare studio, sport e vita personale?

Senza mezzi termini: "E’ una vitaccia!" Su e giù per incastrare allenamenti, gare, studio ed esami spesso correndo dietro i malandati mezzi di trasporto campani!
Fortunatamente la mia famiglia, i miei amici, la mia squadra e Angela, la mia fidanzata, mi “sopportano” e mi “supportano” rendendo più facile la mia riuscita nei vari campi nei quali mi impegno quotidianamente.

C’è un gesto scaramantico o rituale/propiziatorio che ti accompagna?

Diciamo che non ho un qualcosa di particolare in tal senso. A volte mi lego affettivamente ad un cappellino, ad una scarpa o comunque ad un oggetto che è stato presente in qualche gara conclusa positivamente, con la inconscia speranza che possa portarmi fortuna!

C’è una gara, un allenamento o un momento particolare della tua carriera sportiva che ricordi con particolare trasporto o ilarità?

Sono tante le gare importanti che mi hanno dato gioia e soddisfazioni. Senza ombra di dubbio, però, ricordo con piacere la prima maglia in nazionale assoluta ad Olhao e, ancor più, l’abbraccio scambiato con mio padre subito dopo l’arrivo di quella gara.

Hai già dei programmi per il post-Mondiale? Ti rivedremo in gara dopo poco o staccherai un po’ la spina dopo?

Dopo aver disputato ben 3 gare sui 50km in meno di 10 mesi è quella di concedermi un po’ di meritato riposo.
Successivamente potrebbe seguire qualche leggero impegno agonistico in modo da arrivare sino ai primi di ottobre per staccare definitivamente e successivamente ripartire al meglio per la prossima stagione.

Oltre a sport e studio, ci sono altre passioni o impegni cui dedichi tempo?

Il mio tempo libero è davvero poco, diciamo che ritaglio giusto un piccolo spazio per il Fantacalcio con gli amici utile a fare qualche risata. Prossimamente però vorrei riprendere lo studio dell’inglese per migliorarne il livello, dato che attualmente non è dei migliori.

Cosa c’è nel futuro o nei sogni di Teodorico Caporaso?

Bella domanda! E’ difficile dirlo... vorrei poter dire le Olimpiadi, il sogno di ogni atleta! Spero con tutto me stesso di avere la forza e l’aiuto di tutti per realizzare ciò e... il tempo darà il suo responso.
 
Lasceresti qualche parola in chiusura per nostri lettori?

Lascio un saluto a tutti e vi invito il 14 Agosto a puntare la sveglia alle 6.30 ed accendere la Tv su Rai 2!
Cercherò di ripagare al meglio la vostra levataccia!
A presto!

Grazie ancora a Teodorico per il tempo che ci ha dedicato, pronti a seguire la sua avventura agonistica a Mosca alla vigilia di Ferragosto!

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