Thorkildesen, l'addio del vichingo

  • Europa

di Giorgio Cimbrico

“E’ stato un magnifico viaggio ma è il momento di chiudere. Grazie a tutti quelli che mi sono stati vicini”: con un messaggio più breve di una rincorsa, Andreas Thorkildesen appende la lancia al chiodo. Da tempo infortuni e dolori alla schiena non davano tregua al 34enne di Kristiansand che aveva tessuto in sé i concetti dell’ideale greco: kalos kai agathos, bello e bravo. Un magnifico vichingo che, mille anni fa, sarebbe finito nell’avventurosa ciurma di Erik il Rosso.

Thorkildsen ha un albo d’oro imponente che lo pone tra i grandi del giavellotto, appena al di sotto di Jan Zelezny, l’uomo dal braccio d’oro: ha portato in Norvegia i titoli olimpici del 2004 (86,50, un metro e mezzo sul lettone Vasilevskis) e del 2008, quello mondale del 2009 e le corone europee del 2006 e del 2010. E’ andato otto volte oltre quota 90 e ha vissuto la gioia intensa di toccare il suo vertice (91,59, che gli assegna tuttora il settimo posto nella graduatoria di sempre) nel più prolifico giardino di record e nello stadio più amato dagli atleti di Norge , il Bislett di Oslo. Alla collezione imponente manca solo il record del mondo, ma Andreas può consolarsi con la miglior misura mai ottenuta in una sfida valida per l’oro olimpico, nelle sue mani con 90,57 del 23 agosto 2008, quando ottenne il bis ai Giochi nel Nido d’Uccello pechinese, lasciando a quattro metri un altro lettone, Kovals.

La Norvegia ha dovuto subire a lungo il monopolistico dominio esercitato dalla Finlandia, ma ha saputo offrire formidabili protagonisti, a cominciare da Egil Danielsen che sessant’anni fa a Melbourne si concesse l’accoppiata propria dei grandi: oro olimpico e record del mondo portato a 85,71, in fondo a un testa a testa con il polacco Janusz Sidlo, primatista detronizzato e finito a quasi sei metri dall’atleta di Hamar, sobborgo di Oslo.

Norvegese è anche il primo ad essersi affacciato, con il vecchio attrezzo, oltre i 90 metri: Terje Pedersen, oggi 73enne, interruppe dopo tre anni il regno di Carlo Lievore (86,74 il 1° giugno 1961 all’Arena di Milano) conficcando il giavellotto a 87,12 e due mesi dopo, sempre al Bislett, a 91,72. Ora Thorkildsen li ha raggiunti in un Walhalla popolato da vivi e vegeti.

Fonte: www.fidal.it

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