Valeria Straneo: Diario di bordo della medaglia di Mosca per AtleticaLeggera.org

  • Europa
  • Italia
  • Moscazzano (CR)

a cura di Carlo Cantales

La più importante delle medaglie italiane all'ultimo Campionato del Mondo outdoor è arrivata dopo ben 42km e 195m, corsi quest'estate lungo le strade di Mosca, da una delle atlete più rappsentative del movimento del mezzofondo italiano. Pubblichiamo quindi questa prima parte dell'intervista esclusiva per AtleticaLeggera.org a Valeria Straneo, la primatista italiana sulla distanza, con il suo racconto di come ha conquistato il titolo di vicecampionessa italiana di maratona.  (scheda personale dal sito FIDAL.it)

Ciao Valeria, grazie per aver accettato il nostro invito.
E' doveroso rompere il ghiaccio con un argomento “caldo”: un mesetto fa ti sei laureata vicecampionessa mondiale di maratona. Come ti senti oggi ripensando ciò che hai fatto? Ti capita mai di fermarti a tentare di realizzare ancora oggi a cosa hai ottenuto?

Ciao a tutti!
Beh, devo essere sincera, io spesso ancora oggi mi devo fermare e devo ripetermelo più volte per convincermene, quasi non ci credessi ancora. Vice-campionessa Mondiale... mi sembra una cosa così grande! Pian piano sto entrando nell'ottica, sono felicissima e fiera di aver ottenuto questo risultato che non mi aspettavo. Sono andata a Mosca per entrare nelle prime 10, poi la gara ha preso la giusta piega e mi sono ritrovata seconda al traguardo!

Già dal primo momento eri in testa a guidare ed a dare il ritmo. Era stata studiata questa tattica?

Beh, io ho il mio modo di correre ed interpretare le gare, badando poco agli altri ed interpretandole secondo quello che è il mio stato. Il mio unico pensiero è quello di correre il più veloce possibile, tentando di impegnarmi sin dal principio; non sono abituata alle gare tattiche, cosicché ho insegnato a me stessa a seguire istintivamente le sensazioni e regolare il ritmo di conseguenza.
Nonostante per molti possa apparire strano, per me è semplice correre così, ed alla fine il risultato è stato soddisfacente, complice il non aver patito troppo il caldo: ho imposto un ritmo netto, ma non insostenibile, visto che procedevo a 3'25”/km, forse però l'aver costretto tutte a seguirmi ha fatto selezione assieme alla temperatura.

A Mosca si era notata tanta determinazione nella tua partenza: sin dal primo metro a guidare la gara, percorrendone tre quarti al comando. Cosa ti è passato nella mente nella prima parte di gara?

Sinceramente non è che sia passata per la mia mente chissà quale idea o pensiero; il mio unico intento era l'esser concentrata sul mio ritmo e sulla mia corsa. Forse l'unica preoccupazione era dettata dall'attesa dell'attacco delle africane, perché mi aspettavo che sarebbero partite prima o poi... mai avrei immaginato di rimanere al comando quasi tutta la gara. Mi hanno quasi spiazzata!
In ogni caso sino alla mezza è stato tutto tranquillo, con un lieve rallentamento proprio verso metà gara per tentare di capire se eventualmente le avversarie avessero intenzione di cambiar ritmo, poi in realtà nessuna si è mossa, mentre io mi convincevo sempre più di star bene, quindi ho ripreso il mio passo verso l'arrivo, continuando a sentire le mie sensazioni ed il mio corpo che mi davano sicurezza.

Di certo la temperatura e le condizioni ambientali non erano ideali, nonostante tutto hai continuato a tenere il tuo ritmo con una costanza incredibile: cosa ti è passato nella mente quando la tua avversaria keniana Edna Kiplagat, campionessa uscente, ti ha affiancato e poi superato? Come hai reagito?

La mia gara è stata molto costante, basti notare che tra le due metà di gara la differenza di percorrenza è stata di soli 2 secondi! Infatti il mio modo di correre mi induce ad essere molto regolare, fattore che se può essere per certi versi un punto di forza, al contempo non mi permette poi in caso di attacchi di rispondere ed accelerare istantaneamente.
Infatti è proprio quello che è accaduto al momento del cambio di passo della mia avversaria, laddove non sono minimamente riuscita a reagire, quasi piantata dopo così tanti chilometri, accentuati dal giro attorno allo stadio che indirizzava verso l'accesso in pista: un giro che sembrava non terminasse più, mentre le gambe si dimostravano sempre più doloranti.
In ogni caso al momento del sorpasso ero preparata, davvero me lo aspettavo, forse un po' appagata dalla convinzione di essere comunque a medaglia, pensieri che temo possano aver inibito quella cattiveria agonistica e quella voglia di inseguire che sarebbero servite; allo stesso tempo, mentre si faceva sempre più spazio nella mia mente la stanchezza, accompagnata dall'incremento dei dolori muscolari alle gambe, è stata proprio l'idea di essere a medaglia ad avermi portato fino al traguardo.

L'ingresso nello stadio è sempre il momento più emozionante di una maratona. Cosa ricordi di quei 700m finali?

A dire il vero mi aspettavo di trovare lo stadio più gremito di spettatori, ma più di tutto ricordo quella sensazione di sollievo nel pensare che ormai fosse finita, in particolar modo dopo i due interminabili chilometri percorsi attorno l'impianto, durati psicologicamente più dell'intera maratona. Ricordo di essere entrata in pista, dopo un centinaio di metri di essermi anche girata per esser certa di non esser beffata proprio sul finale da qualche avversaria in eventuale rimonta, ed una volta realizzato di esser sola me la sono goduta sino al traguardo... che emozione indescrivibile.

Quando poco dopo è entrata nello stadio anche Emma Quaglia, cos'hai provato? Sappiamo che siete molto legate.

Vi assicuro che ho avuto la pelle d'oca! Ero con Elisabetta Caporale per l'intervista alla RAI quando è entrata nello stadio, ci siamo girate, l'ho vista arrivare e non so spiegare quanto possa essermi emozionata.
Io ed Emma abbiamo condiviso tantissimo, sia sul piano sportivo che sul piano umano e personale! Abbiamo fatto due raduni quest'anno, abbiamo praticamente vissuto in simbiosi per mesi, sia nel bene che nel male, dagli allenamenti al mangiare, sia nei momenti felici che in quelli un po' meno rosei, così il suo arrivo e la costatazione della sua sesta posizione è stata per me una seconda gioia, quasi come fossi io ad essere lì sul traguardo con lei.
La sua prestazione e' stata un'altra vittoria per me, come lei era felice per il mio argento... alla fine è arrivata sesta ad un Campionato Mondiale, partendo con molta oculatezza ed andando in progressione, proprio come suggerito dal suo tecnico Claudio Berardelli, andando a recuperare posizioni su posizioni, senza mai farsi superare. (ndr: dai primi chilometri al traguardo ne ha recuperate 24)

In TV c'è stato un momento in cui si è assistito ad un “cinque” scambiato tra voi due in un momento di gara in cui l'una andava in una direzione e l'altra in quello opposto. Cosa ha significato?

Siamo state entrambe sempre lucide e presenti nonostante la stanchezza, la concentrazione veniva rotta solo dai momenti in cui ci incrociavamo e cercavamo rispettivamente gli occhi e lo sguardo dell'altra. Non mancava occasione per incitarsi, scambiare un sorriso, fino a che è scattato in quel momento uno stimolo a volersi cercare e dare ancora più impulso a far bene, cosicchè quel darsi un cinque ha regalato quel pizzico di gioia ed ulteriore sprono ad andare avanti e credere nelle nostre forze, come se ognuna di noi non si sentisse sola a gareggiare.

C'è qualcuno a cui vorresti dedicare la tua medaglia di Mosca?

Non vorrei togliere nulla a nessuno, ci sono tantissime persone che dovrei ringraziare, ma se vi è un nome su tutti da citare è quello della mia allenatrice, quella che se lo merita di più, Beatrice Brossa.
Saranno 12 anni che ci conosciamo e mi allena, mi ha sempre portato agli appuntamenti agonistici nel migliore dei modi, senza mai commettere grandi errori, programmando tutto alla perfezione. La capacità di programmazione degli allenamenti non è una cosa semplice e ogni tanto, ripensandoci, mi rendo conto che per me è scontato lavorare in questo modo e con tanta precisione, ma soltanto perchè sono sempre stata nelle mani giuste, quindi questa dedica se la merita tutta!

Questa medaglia ha significato tanto ed è arrivata dopo l'ottimo ottavo posto delle scorse Olimpiadi di Londra. Che differenze c'è stata tra le due gare?

Ammetto di aver sudato tanto per guadagnarmi la partecipazione alle Olimpiadi: ero la quarta, la prima esclusa, perchè inizialmente avevo capito che l'importante fosse esclusivamente scendere sotto le 2h30', ma non realizzai di dover essere anche tra le prime tre in graduatoria, di conseguenza decidemmo di affrontare una maratona in primavera.
Dopo il primo step di Berlino, corso senza troppe pressioni, mi dedicai all'impegno di Rotterdam per guadagnare il diritto di essere a Londra. Nonostante avessi al contempo un po' di pressione e tanta consapevolezza di poter andar forte, non mi sarei mai aspettata di arrivare al record italiano, anche se con tanta fortuna visto i 3” di margine.
Alle Olimpiadi non arrivai freschissima, ma ero talmente felice che tutto sembrava stupendo; e lo sarebbe stato se non si fossero presentati i problemi intestinali degli ultimi 10km di gara che mi deconcentrarono, presa dal continuo dubbio nel fermarsi per fruire di un bagno chimico o tirar la corda e stringere i denti sino al traguardo. E' stato un peccato perchè avrei potuto far meglio, ma la costatazione di esser arrivata 8^ ai Giochi Olimpici non faceva pensare ad una cosa da poco.
Questa esperienza mi ha resa più forte e consapevole, facendomi arrivare a Mosca con la giusta concentrazione e sicurezza che mi hanno portata a questo argento. Devo anche ringraziare Emma Quaglia per avermi portato ad inserire nei miei allenamenti i “lunghissimi”, qualificati sin dalla partenza, che ci hanno portato a correre a Saint Moriz anche 35/38km a ritmi prossimi a quelli di gara. Ammetto che inizialmente si è patita tantissima la novità, ma pian piano sono riuscita a smaltire in sempre minor tempo i lavori svolti.

Grazie a Valeria Straneo, che ritroveremo per la seconda parte dell'intervista, incentrata sulla sua vita, su come vede l'atletica e cosa abbia significato per lei, ancora una volta in esclusiva per AtleticaLeggera.org.

comments powered by Disqus
Pubblica con noi

Calendario e classifiche

NOVEMBRE
LunMarMerGioVenSabDom
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
Pista Strada Montagna Lanci Marcia Campestre Trail
Inserisci il tuo evento

Evento collegato

Campionati del Mondo su pista 2013