Valeria Straneo: l'incredibile storia di vita di un'atleta

  • Italia

a cura di Carlo Cantales

Un'atleta è frutto di allenamento, di gare, di sudore ed impegno, ma è anche il prodotto di una vita, fatta di avvenimenti, emozioni, ricordi e desideri. E' così che, in questa seconda parte dell'intervista (la prima parte è pubblicata quì), entriamo a contatto con Valeria Straneo, neo vincitrice della mezza maratona di Lisbona, pronta a raccontarsi anche al di fuori delle piste e delle strade italiane, per conoscerne la storia, le speranze e la vita attuale, che appassionerà sicuramente tutti coloro che avranno piacere di leggere le sue parole.  (scheda personale dal sito FIDAL.it)

Ben trovata Valeria,
riprendiamo affrontando un tema che incuriosisce molti appassionati e tifosi: come ti sei avvicinata all'atletica e, successivamente, alle lunghe distanze?

Ho iniziato a correre 16 anni per puro piacere,  uscivo di casa con le sole scarpette e mi dilettavo attorno al lago, senza utilizzare orologio o altri supporti. Dopo qualche anno decisi di voler correre una maratona (avevo iniziato a correre con l'Atletica Alessandria), anche se a quei tempi non seguivo tabelle o schemi d'allenamento, correndo circa 60/70km per settimana, con il solo desiderio di volermi sfidare e poter dire di aver percorso i fatidici 42km e 195m!
La cosa incredibile fu il tempo finale di 3h32', chiudendo l'ultima parte di gara con grande facilità, tanto da far registrare il negative-split, ovvero la seconda metà di gara più veloce della prima.
Ho continuato a correre per gioco sino al 2002/03 quando conobbi Beatrice ed iniziai a correre assieme alle sue figlie ed a suo marito Giorgio Costa (capace da MM50 di percorrere una mezza maratona intorno a 1h13'/14'), la prima persona pronta a tirarmi le ripetute ed accompagnarmi nelle uscite d'allenamento.
Diventammo pian piano un bel gruppo, andandoci a divertire la domenica nelle varie gare podistiche in giro per il Piemonte (e non solo), prima che Bea, da ex maratoneta, mi convincesse di tentare di correre nuovamente una maratona, preparandola con un minimo di attenzione. Nel 2003 corsi a Piacenza in 2h48' ed a Reggio Emilia in 2h51', prima di cambiare squadra ed approdare al Runner Team 99 nel 2004, preludio alla mia prima gravidanza nel 2005 ed alla seconda nel 2007, avendo 3 anni di break per una “nobile causa”.
Con Bea sono sempre rimasta in contatto, tanto da ritornare ad allenarmi a cavallo tra 2008 e 2009, anno in cui decisi di impegnarmi come mai, puntando alla Maratona di Carpi, chiusa in 2h41', consapevole di avere un ancor maggior potenziale.

Dopo quella maratona accadde qualcosa nella tua vita. Ti và di raccontarcelo?

Beh, in quel periodo iniziai anche a lavorare in un asilo nido comunale, divisa tra impiego, atletica e famiglia, mettendo a dura prova sia la mia tenuta fisica, che quella mentale, tanto che a fine anno si presentarono dei problemi di salute, talmente invalidanti da non permettermi quasi di alzarmi dalla sedia, con sensazioni di continua stanchezza ed una dissenteria cronica: sul principio pensammo fosse complice del contatto continuo con i bambini al nido, soggetti alle tante patologie della loro età.
In realtà scoprimmo in seguito che stavo attraversando una seria crisi emolitica, complice la mia disfunzione genetica della “sferocitosi” che colpisce i globuli rossi, aventi una membrana protettiva molto fragile e quindi dalle ridotte capacità di trasporto dell'ossigeno.
A seguito dell'ennesima crisi di dissenteria mio marito mi accompagnò in pronto soccorso dove mi riscontrarono un tasso di emoglobina pari a 6,5... ricordo di avere difficoltà persino ad alzare le gambe per infilare i pantaloni!
Trasferita al reparto di ematologia incontrai il mio attuale medico, Daniela Pietrasanta, madre di una delle bimbe che seguivo all'asilo, la quale interagì con il Centro Malattie Rare concordando le mie terapie, fatte di flebo e riposo, sino al momento della colonscopia, necessaria per dare spiegazione al mio evidente gonfiore addominale.
Nei tempi più celeri possibili si optò per l'intervento chirurgico di splenectomia, rimuovendo la mia milza dalla propria sede, andando la stessa a provocare una subocclusione intestinale, avendo raggiunto ormai un diametro di 26cm ed un peso di circa 1,8kg: qualcosa di incredibile!

Quali conseguente hanno avuto la malattia e l'intervento sulla tua vita?

L'intervento segnò la mia rinascita, in particolare agonisticamente, visto che prima di allora risultavo in perenne anemia con valori di emoglobina pari a 8-10 e di ematocrito attorno ai 33-36, mentre adesso la media oscilla rispettivamente attorno ai 15-16 ed ai 43-45; una vera ripresa, che però lasciava in me tanta paura di poter star nuovamente male e rivivere il malessere lasciato alle spalle.
Ripresa dal post-intervento, dopo un po' di tempo iniziai nuovamente ad uscire per correre, ma comunicai alla Runner Team 99 di voler abbandonare l'attività agonistica, promettendo loro però di supportarli nei campionati italiani di società di corsa su strada a Pordenone; non ero felicissima di esser lì in gara, ma senza allenamento il tempo finale fu vicino ai 35', dandomi nuovamente l'input per riprendere, anche se in forma blanda, con 4/5 uscite settimanali, di cui solo una di ripetute.
Per divertirmi provai ad iscrivermi alla Lago Maggiore Half Marathon, in vista della StraMilano, e l'assurda costatazione all'arrivo fu il riscontro cronometrico di 1h13', abbassando senza allenamento specifico il mio personale, quasi come se in me vi fosse qualcosa di nuovo, cosa dimostrata dai miglioramenti mostruosi ed in tempi brevissimi che iniziarono ad arrivare da quel momento in poi già in allenamento.

Nuove sensazioni, nuove energie... quando hai realizzato che le Olimpiadi sarebbero potute essere rggiungibili?

Agli albori sembrava più un sogno poco concreto che un qualcosa di realistico, ma puntammo tutto sulla maratona di Berlino 2011 dove arrivò in piena incredulità il 2h26'.
Di lì l'inizio di gioie e dolori, dedicandomi seriamente all'atletica, ma al contempo percependo tante voci di chi iniziava ad accusarmi, più o meno velatamente, di aver assunto qualche sostanza proibita, minando così non poco la mia serenità.
La mia è una storia davvero particolare, forse unica, così mi sono abituata a raccontarla con semplicità, lasciando libertà a chi ascolta di credermi o meno. Invece no, in tanti sono convinti, senza lasciare il minimo beneficio del dubbio o, ancor peggio, senza conoscere me e cosa ho vissuto, perché a loro giudizio, superati i 35 anni, non sarebbe possibile ottenere certe prestazioni. In particolare molti sono convinti che io assuma dei farmaci conseguenti l'intervento, mentre invece dopo l'asportazione della milza non ho più l'organo che degradava o distruggeva i globuli rossi, avendo quindi i miei valori ematici nella norma e rendendomi non dipendente da alcuna sorta di farmaco, avendo più ossigeno in circolo ed un maggior numero di globuli rossi funzionanti.
Ad anni di distanza ancora oggi continuo a sentire dicerie assurde o insensate, comprendendo al contempo che si possa non credermi, ma davvero non riesco ad accettare il giudizio di persone che ritengono di avere le verità assolute nelle mani, nonostante queste ultime non abbiano alcun fondamento scientifico o empirico per poter proferir parola. Mi metterei a disposizione se esistesse un qualsiasi test antidoping che fosse in grado di dimostrare che sino ad oggi io non ho mai assunto nulla, sia nel presente che in futuro, per quanti sacrifici ho fatto, quanto ho patito nella mia vita (spesso non riuscendo a giocare nemmeno con i miei figli) e quanto io ci tenga da sportiva e da madre ad essere un esempio per i miei bambini e per tutti i giovani appassionati di atletica.

Cambiando argomento, vorrei toccare con te la questione doping, più che mai all'ordine del giorno negli ultimi mesi. Come pensi andrebbe affrontato il problema?

Sono fermamente convinta che un grande impegno andrebbe profuso per la sensibilizzazione in età scolare, anche se purtroppo in Italia lo sport non è preso neanche minimamente in considerazione, mentre andrebbe elevato al pari peso delle altre materie di studio (vorrei tanto sapere quanto possano essere utili 2 ore settimanali di attività fisica in orario curriculare).
Serve educazione al movimento ed al vivere sano, integrando progetti di sensibilizzazione sulle droghe e sulle sostanze dopanti, facendo comprendere l'assurdità del gioire di risultati falsi, non ottenuti esclusivamente con le proprie forze.

Sei per la linea morbida con chi sbaglia,concedendo una seconda chance, o credi che una volta pizzicati non si debba permettere di tornare in gara ai colpevoli di questo reato?

Ammetto di far fatica a rispondere a riguardo, anche se in fondo al cuore sarei più propensa per la radiazione definitiva. Sarei per la tolleranza zero per gli atleti rei di utilizzo di Epo, ormoni o similari, cui non concederei più l'avvicinamento a qualsiasi rapporto con tutto ciò che ruota attorno alla Federazione, al CONI o a qualsiasi Ente sportivo.

Vorremmo dedicare due parole anche al tuo team, il Runner Team 99 di Volpiano, non essendo tu arruolata come atleta militare. Che rapporto c'è con la tua squadra? Com'è nato il vostro legame?

Per quanto concerne la mia società, io mi ci trovo benissimo, sono lì dal 2004 e mi hanno sempre trattato con i guanti, anche quando non ero l'atleta di punta.
Ho un ottimo rapporto con tutti, a partire dal Presidente Claudio Favaretto e da Walter Vanzini, senza dimenticare anche  le compagne di squadra con le quali abbiamo condiviso tante trasferte in gare di cross o su strade in Italia, supportandomi ancor più nei miei vari appuntamenti internazionali che ho vissuto.
Parlando col Presidente mi sono più volte definita “un pacco” per lui, visto che dopo il mio ingresso in società sono stata incinta per 2 volte, poi è arrivata l'operazione e solo di recente sono stata utile alla squadra, anche se lui mi dice sempre “fossero tutti come te i pacchi!”.
Fanno degli sforzi economici per permettermi di poter svolgere la mia attività, ne sono pienamente consapevole, ma soprattutto sono una grande famiglia nella quale vivo bene e che per nessun motivo al mondo cambierei.

Cosa ne pensi del valore dei Gruppi Sportivi Militari? Pensi siano una risorsa o un ostacolo alla crescita del nostro movimento?

La presenza dei Gruppi Sportivi Militari è una grande risorsa per i giovani, visto che fornisce loro il supporto necessario per potersi allenare non dovendo disperdere energie in altro, potendo così praticare l'atletica d'alto livello con tranquillità; di certo và costatato che in passato si è anche assistito ad atleti che hanno visto leggermente sfumare il proprio desiderio di primeggiare, di migliorarsi e di essere al vertice, sedendosi un po' sul proprio status.
Ma in ogni caso queste sono eccezioni, perché l'arruolamento fornisce una grande opportunità!

L'atletica fatta dalle donne: Giraudo, May, Di Martino, La Mantia, etc... da loro sono sempre arrivate soddisfazioni e medaglie. C'è una spinta diversa nel fare atletica al femminile?

A mio giudizio l'impegno tra uomini e donne non è molto differente, ma ho la sensazione che le donne si stiano sempre più sdoganando da impegni e preconcetti storicamente prefissati.
Credo sia in corso ancora una fase di evoluzione culturale, di cui il nostro sport è testimone, e che noi ben rappresentiamo.

Come hai programmato i prossimi mesi? E dove ti incontreremo nel 2014?

New York City Marathon, questo è il primo pensiero! In avvicinamento probabilmente correrò una mezza maratona verso metà ottobre, probabilmente in occasione dell’ultima tappa dei Campionati di Società di Corsa il 20 ottobre a Cremona, avvicinandoci all'appuntamento della Grande Mela, in accordo con la mia allenatrice ed il mio manager, Marcello Magnani.
Obiettivo 2014 saranno i Campionati Europei su pista, passando per agli italiani cross per esigenze societarie, ma affrontando per lo più mezze maratone (forse Lisbona), arrivando così quanto meno carica e affaticata possibile all'appuntamento di Zurigo.

Grazie ancora a Valeria Straneo per la sua disponibilità e per la sua abituale volontà di mettersi "a nudo" e raccontare con enfasi, semplicità e trasporto tutto ciò che è ed è stata la sua vita dentro e fuori lo sport.
Tutta la redazione di AtleticaLeggera.org continuerà a seguirla nei suoi appuntamenti sportivi, a partire dalla recente mezza maratona di Lisbona verso i prossimi obiettivi e traguardi.

La prima parte dell'intervista è pubblicata quì

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